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"I viaggiatori", l'avventura di tre ragazzi catapultati nel 1939

di TMNews sabato 12 novembre 2022
2' di lettura

Roma, 13 nov. (askanews) - E' una storia d'avventura e un viaggio nel tempo, con un gruppo di ragazzi che si ritrova intrappolato nella Roma fascista del 1939, "I Viaggiatori", che sarà dal 21 novembre in esclusiva su Sky Cinema e in streaming su Now. L'ideatore e regista di questo film, prodotto da Sky Studios e Groenlandia, è Ludovico Di Martino.

Si raccontano le vicende di un ragazzo di 14 anni, Max, che non ha perso le speranza di ritrovare suo fratello Beo, ricercatore di fisica quantistica interpretato da Gianmarco Saurino, scomparso in circostanze misteriose assieme al suo capo, interpretato da Vanessa Scalera. Max con i suoi migliori amici, Flebo e Greta, una sera entra nell'ex laboratorio del fratello: i tre scoprono una strana macchina del tempo e il modo per farla funzionare e si ritrovano all'improvviso in una Roma scossa dalle leggi razziali, tra guardie fasciste e atti censori.

"Parte tutto dalla voglia di esplorare attraverso gli occhi di giovani, di un gruppo di ragazzi di oggi, un'epoca storica neanche troppo lontana ma percepita anche da me come molto più lontana".

Il film è un modo per raccontare quel passato dell'Italia con un linguaggio contemporaneo, per i ragazzi coetanei dei protagonisti, che sono interpretati da Matteo Schiavone, Fabio Bizzarro, Andrea Gaia Wlderk e Francesca Alice Antonini, che dice: "Ci si lava un po' le mani di questa larga parentesi, che poi non è stata neanche troppo breve, secondo me. Mentre invece di roba ne è successa, i fascisti sono stati una merda, non solo i nazisti, invece questo continuare a dipingere i tedeschi come i veri cattivi e gli italiani come quelli che si sono dovuti un po' piegare, che se in realtà potevano non lo facevano, mentre anche loro trascinavano le persone dalle loro case e le ammazzavano come topi per strada".

Lo spietato capo di questo brutale esercito di fascisti è interpretato da Fabrizio Gifuni. E Di Martino spiega: "C'è anche la libertà di parlare di questi personaggi, anche prendendoli un po' per il culo. Io all'inizio ho detto, ma che cosa è stato fatto in Italia? Fascisti su Marte. Non è mai stato fatto il genere, inteso anche intrattenimento su una fase storica e su dei personaggi di questo tipo. E appunto l'obiettivo era quello di farlo con profondità ma anche con leggerezza, perché credo che è attraverso di quello che poi si riesce ad entrare".

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