CATEGORIE

Nuovo diritto dell'Ambiente, più conoscenza e politiche premianti

di TMNews lunedì 6 febbraio 2023
2' di lettura

Roma, 6 feb. (askanews) - Negli ultimi anni si registrano dati preoccupanti:

l'inquinamento, gli effetti nocivi del cambiamento climatico, i disastri naturali sempre più frequenti e devastanti e la crescente vulnerabilità dei Paesi in via di sviluppo. L'era in cui si credeva che l'uomo potesse controllare la natura

è passata. Ora, bisogna prendere atto che certe condotte hanno effetti irreversibili sull'ambiente e agire di conseguenza, tutelando quel patrimonio naturale tanto fondamentale per la vita e il benessere di ognuno di noi.

Partendo da queste premesse, ha preso avvio un lungo percorso che ha portato la giurisprudenza, prima, e il legislatore, dopo, ad affermare l'esistenza di un diritto ad un habitat naturale salubre, riconoscendo, solo recentemente, espresso valore costituzionale all'ambiente e alla tutela delle future generazioni, attraverso una revisione degli articoli 9 e 41 della

Costituzione.

Ne parla ad askanews in una intervista il professor Leonardo Salvemini, docente di diritto amministrativo all'Università degli Studi di Milano, autore del libro "Il nuovo diritto dell'ambiente tra recenti principi e giurisprudenza creativa", che sarà anche al centro del dibattito dell'incontro in programma domani presso il Palazzo della Cooperazione di Roma promosso da Confcooperative e dalla federazione Lavoro e Servizi.

In sostanza "le Corti non sono l'unico soggetto a cui è devoluta la tutela del patrimonio naturale. Quest'ultima, infatti, ha luogo a diversi livelli di governo, siano essi nazionali o sovranazionali. Accanto a regolamenti, direttive e decisioni europee, evidenzia Salvemini, troviamo numerose fonti del diritto

interno e strumenti di policy. Si pensi al Codice dell'Ambiente, ai regolamenti governativi e ministeriali, agli SDGs, al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e agli indicatori di benessere equo e sostenibile, nonché ai decreti legge, ai provvedimenti di necessità e urgenza adottati dalle autorità amministrative e, non da ultimo, al ruolo regionale, anche nel percorso di autonomia

differenziata appena avviato".

La normativa ambientale deve, quindi, essere prodotta sulla base di alcuni principi essenziali. "Si pensi, ad esempio, oltre all'ormai noto principio di sviluppo sostenibile, a quello di progressione del contributo ambientale e a quello del DNSH, entrambi recentemente comparsi nel panorama sovranazionale e nazionale e oggi idonei anche ad incidere sul Piano

NextGeneration EU e, conseguentemente, sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Piano che rappresentano un investimento sul futuro dell'Europa e degli Stati membri, ma anche e, soprattutto, una svolta verso la sostenibilità e una nuova occasione di riscatto dai diversi progetti a tutela

dell'ambiente avviati e ancora mai completati", prosegue Salvemini.

In conclusione, al fine di uscire dalla fase congiunturale nella quale sopravviviamo, "è necessario diffondere la conoscenza dei principali strumenti di sostenibilità ambientale, di modo che quest'ultimi possano orientare le condotte delle istituzioni e dei privati, con la speranza che la diffusione dei principi ambientali possa rendere possibile l'adozione di politiche premianti e,

conseguentemente assicurare ad ognuno di noi un'opportunità di crescita socio-economica e di benessere equo e sostenibile".

tag

Ti potrebbero interessare

Turismo, Hilton Milan: il travel business è diventato "bleisure"

Milano, 17 giu. (askanews) - Una serra in cima dove si coltiva basilico e peperoncino con vista sul Pirellone, il CotoliAMO Bistrot con cucina milanese e italiana capace di rendere il tutto molto local, la clientela di vocazione fortemente internazionale e il quartiere Isola proprio accanto. Dal 1972 il logo Hilton è su questa struttura che ha visto crescere il turismo a Milano. Hilton Milan per tanti anni è stato uno degli alberghi business in una zona strategica, clientela da lunedì a venerdì e calma piatta durante il weekend e nel periodo estivo. Ora però che la Madonnina è diventata destinazione turistica, la musica è cambiata, l'ospite è diverso e cerca cose diverse. Daniele Fabbri, general manager di Hilton Milan ci racconta come: "I cambiamenti penso sono partiti dopo l'Expo, c'è stato un posizionamento della città molto importante a livello internazionale, grazie a quest'evento, grazie anche a tantissimi altri eventi e comunque anche grazie all'aumento dei social, per esempio, o comunque della comunicazione in generale. Noi abbiamo visto appunto questo cambio di clientela da prettamente business a un aumento molto importante di clientela leisure, infatti la nostra occupazione che prima durante il weekend magari si aggirava intorno al 50%, oggi è all'80%, a volte anche al 90%. Il periodo estivo è diventato un periodo importante, abbiamo occupazioni abbastanza alte, 80-90%, quindi questo è indicativo di come la città sia cambiata, di come il turista è cambiato", dichiara.

La nuova parola d'ordine nel mondo dell'hospitality è "bleisure", unione di business e leisure, ovvero la tendenza a combinare i viaggi di lavoro con le vacanze. Prolungare una trasferta professionale per qualche giorno o farsi accompagnare dai propri cari, sfruttando la stessa destinazione per staccare la spina e fare turismo. "Io ho una mia idea al riguardo, nel senso che se 20 anni fa uno veniva a Milano per lavoro, conosceva l'albergo dove doveva andare, come doveva arrivarci e basta, oggi con l'avvento dei social media, con l'avvento di una comunicazione molto più personalizzata, noi sappiamo molto più", spiega Fabbri.

In 54 anni Hilton Milan ha accolto ospiti di ogni genere e ha visto cambiare la città insieme con loro. Per questo la compagnia ha investito in una ristrutturazione completa delle camere, degli spazi meeting e del ristorante, preparando l'hotel ai prossimi 50 anni. Come spiega Fabbri la nuova visione punta su tre aspetti: il "breeze of Milano", ovvero la milanesità che attraversa arredi, menu e servizi; la "Conscious Vision", sostenibilità intesa come rapporto con la comunità, riduzione degli sprechi e progetti come la serra sul tetto che serve anche a fare un pesto e olio al peperoncino "made in hotel"; e infine la cultura dell'ospitalità.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Linda Verzani

Immagini askanews

TMNews

Difesa, Crosetto: lavoro per mettere insieme tutta l'Europa

Roma, 17 giu. (askanews) - "Come sapete sto lavorando a un'ipotesi di mettere insieme tutta l'Europa continentale, non soltanto quella di 27, ho scritto tutti i miei colleghi proprio per dire che il modo più facile per avere una deterrenza data dalla grandezza è quella di mettere insieme tutta l'Europa continentale, quindi da UK alla Norvegia, dai paesi balcanici all'Ucraina stessa, perché quello sarebbe probabilmente la dimostrazione più grande, sia per costruire un pilastro europeo della NATO più forte e autorevole, sia per garantire la sicurezza di tutti, perché avrebbe una tale dimensione che in qualche modo consentirebbe a tutti di sentirsi più sicuri". Lo ha affermato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervenuto alla presentazione del libro"Quam Pulchri - Settanta saggi per i settant'anni del Cardinale Matteo Zuppi" concordando con il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei.

TMNews

L.elettorale, Donzelli a Tajani: nostro emendamento su preferenze in aula

Roma, 17 giu. (askanews) - "Non è una novità che il testo firmato da tutti (il centrodestra, n.d.r.) non abbia le preferenze e che Fratelli Italia proverà a portare le preferenze. Quando arriverà la legge in Aula noi presenteremo l'emendamento per le preferenze. Stiamo lavorando, noi auspichiamo di trovare un emendamento che possa trovare il consenso di tutto il centrodestra altrimenti ovviamente chiederemo all'aula cosa ne pensa". Così, a margine di una conferenza stampa, il responsabile Organizzazione di FdI Giovanni Donzelli commentando le parole del vicepremier e segretario di Fi i Antonio Tajani, il quale ha escluso che nell'accordo interno alla maggioranza siano comprese le preferenze.

"C'è l'accordo che Fratelli d'Italia ha sempre detto che è a favore delle preferenze e che avrebbe presentato un emendamento, la Lega ha sempre detto di essere contraria, Forza Italia non ha per ora chiesto di mettere le preferenze. Vedremo, ci confronteremo. Ancora io non mi precludo la possibilità di trovare una formula, magari con un po' di fantasia, che possa dare la possibilità all'elettore di scegliere e anche ai partiti di garantire una parte della classe dirigente", ha puntualizzato.

TMNews

Vietti (ACOP): SSN da solo non ce la fa di fronte a sfide futuro

Roma, 17 giu. (askanews) - Il Servizio sanitario nazionale, pur rimanendo una conquista di civiltà, oggi è in affanno. Siamo un Paese che è diventato più anziano, in cui la cronicità rappresenta la principale emergenza sanitaria e nel quale l'innovazione è indispensabile, ma le nuove tecnologie e l'intelligenza artificiale hanno costi elevati. Come fronteggiare tutto questo? Lo Stato, da solo, non ce la fa. C'è bisogno del contributo della sanità privata ,che è pienamente disponibile a fare la propria parte.

Abbiamo bisogno di risolvere il tema del contratto collettivo:vogliamo che i nostri lavoratori siano equiparati, nel trattamento economico, a quelli del settore pubblico. Ma abbiamo bisogno delle adeguate coperture. Dobbiamo affrontare il problema delle liste d'attesa e,su questo fronte, il contributo della sanità privata è indispensabile.

Lo ha dichiarato Michele Vietti, presidente di ACOP, a margine del convegno "Futuro SSN: appalto o programmazione", organizzato in occasione dell'Assemblea nazionale ACOP.

Nel corso dell'incontro si è discusso anche della scelta strategica che il sistema sanitario dovrà compiere tra il ricorso all'appalto, che pone l'accento su modelli mercantilistici scarsamente compatibili con il servizio sanitario,e la programmazione pubblica, che evidenzia l'importanza di una governance centrale capace di pianificare risorse, bisogni e priorità essenziali nel rispetto dell'esistente e del suo radicamento territoriale .

Oggi è fondamentale trovare un equilibrio tra efficienza operativa e tutela dell'interesse pubblico. In questo contesto, il contributo della sanità privata accreditata emerge come un elemento chiave per garantire qualità, tempestività e sostenibilità delle cure, all'interno di un modello in grado di rispondere in modo più efficace alle sfide future del SSN, tra innovazione, domanda crescente e vincoli economici.

TMNews