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Berlino: c'è posto per allargare "coalizione Leopard" per Kiev

di TMNews giovedì 9 febbraio 2023
1' di lettura

Varsavia, 9 feb. (askanews) - Nella sua visita a Varsavia dopo Kiev, il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, ha affermato che c'è ancora posto per altri paesi per unirsi alla coalizione che invia i carri armati da combattimento Leopard all'Ucraina. Incontrando l'omologo polacco Mariusz Blaszczak e il giorno prima il collega ucraino, Oleksiy Reznikov, i tre ministri della Difesa si sono accordati per organizzare un incontro la prossima settimana dei Paesi che formeranno questa "coalizione dei tank".

"Speriamo davvero che questa iniziativa porti più Paesi a unirsi ai Leopard", ha detto Pistorius, mentre la Germania, come è noto, invierà 14 Leopard 2 dalle proprie riserve militari e ha dato il nulla osta ai Paesi alleati, tra cui Polonia e Svezia, per inviare i loro carri armati da combattimento tedeschi a Kiev.

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"Attualmente, parliamo del battaglione ucraino che significa 31 carri armati per battaglione. Questa è la dimensione di cui sono stato informato. Stiamo parlando forse di due alla fine dell'anno e per l'anno prossimo contiamo su conseguenti due o tre o anche quattro ulteriori battaglioni di Leopard 1A5s", ha spiegato Pistorius, nel corso della visita a Varsavia.

Berlino - secondo il ministro - dovrebbe consegnare i primi Leopard 2 all'Ucraina per aprile. "Penso che dovremmo fornire almeno il primo battaglione entro i primi 4 mesi di quest'anno, tre mesi forse", ha detto ai giornalisti a Varsavia.

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Un percorso, quello dell'ottava stagione, che è composto da 58 spettacoli, di cui 8 sono nuove produzioni. "L'anno scorso - ha aggiunto Giacomo Poretti, altro direttore artistico - la nostra stagione si chiamava 'La pace che cerchiamo' e che non era solo riferita alle guerre, conflitti che ci sono, ma ai conflitti che ci sono normalmente tra le persone e la difficoltà di incontrarsi e parlarsi. Di che cosa vivono gli uomini è un'altra domanda che di questi tempi, ancora di più con la scienza, con la tecnologia che noi poniamo a tutti quanti, perché il teatro è un luogo di interrogazione".

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