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Pais (Sardegna): continuità digitale nuova frontiera coesione Ue

di TMNews giovedì 16 febbraio 2023
1' di lettura

Bruxelles, 16 feb. (askanews) - "Inizia oggi il percorso di presentazione del parere sulla interoperabilità dei sistemi digitali. La nuova frontiera di coesione dell'Unione Europea. Particolare importanza questo argomento assume nei confronti delle regioni periferiche e soprattuto nelle regioni insulari che possono sopperire a condizioni di isolamento geografico con la cosiddetta continuità digitale". Così il presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Michele Pais, intervenendo come relatore, a Bruxelles, sull'interoperabilità davanti alla Commissione europea per i problemi economici e monetari (Econ).

"Pensate ai settori del lavoro, dell'istruzione e della sanità o semplicemente alla partecipazione a un concorso pubblico rispetto al quali un cittadino del più piccolo paese della Sardegna deve avere le stesse opportunità di un cittadino di una grande metropoli europea. Questa è la interoperabilità dei sistemi digitali", ha aggiunto.

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Questo, ha continuato Schlein, "lo dice anche chi, come me, è stata parlamentare europea in una fase in cui la battaglia per gli italiani era quella di far condividere a tutti i paesi membri la responsabilità sulla condivisione dell'accoglienza" dei migranti. E quindi, ha rilevato, "non è un successo di Giorgia Meloni il fatto che di questo non si parli più in quel Parlamento; anzi, è una resa".

"È una resa - ha sottolineato la segretaria del Pd - all'idea che si faccia solo un cosa, come dicevano loro (la destra, ndr): mandare fuori le persone, che vuol dire violarne i diritti fondamentali, ma soprattutto importare in Europa il modello dell'Ice di Trump".

"Nella regolazione approvata ieri - ha ricordato - c'è anche la possibilità di fare delle perquisizioni senza nemmeno il mandato, violando dei principi fondamentali dello stato di diritto. Quindi noi ci siamo opposti, ovviamente a questo passo indietro incredibile".

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Un percorso, quello dell'ottava stagione, che è composto da 58 spettacoli, di cui 8 sono nuove produzioni. "L'anno scorso - ha aggiunto Giacomo Poretti, altro direttore artistico - la nostra stagione si chiamava 'La pace che cerchiamo' e che non era solo riferita alle guerre, conflitti che ci sono, ma ai conflitti che ci sono normalmente tra le persone e la difficoltà di incontrarsi e parlarsi. Di che cosa vivono gli uomini è un'altra domanda che di questi tempi, ancora di più con la scienza, con la tecnologia che noi poniamo a tutti quanti, perché il teatro è un luogo di interrogazione".

Tra le novità in cartellone l'esordio di Poretti come regista e il festival del giullare "FOOLS", dedicato al grande tema del comico. "Ridere fa bene - ha detto ancora Luca Doninelli, terzo direttore artistico - ha ragione Dario Fo, certe cose le capiamo solo ridendo quando qualcuno ci fa ridere e quindi fa bene all'intelligenza e quindi partiamo con questo e chiudiamo con il mistero dei 'Santi Innocenti', opera di un autore un po' maledetto, Charles Péguy, cattolico odiato dai cattolici, perché si schierò contro la chiesa nell'Affaire Dreyfus, un socialista, non battezzò i suoi figli, ed è uno dei più grandi geni cristiani dell'epoca moderna. Il teatro è una forma di lotta, una forma di resistenza e noi con questo inizio e questa fine abbiamo po' disegnato l'arco di una stagione".

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