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Golinelli: Comunità energetica vuol dire cooperazione

di TMNews mercoledì 22 febbraio 2023
3' di lettura

Milano, 22 feb. (askanews) - Comunità Energetiche Rinnovabili ai blocchi di partenza: sono circa 15mila - secondo le valutazioni del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica - le nuove comunità che potrebbero essere realizzate a livello di comuni nel nostro paese.L'alleanza tra cittadini, associazioni, piccole e medie imprese ed enti pubblici che si uniscono per produrre e condividere energia da fonte rinnovabile necessita però come "collante" - per così di dire - di un interlocutore in grado di sciogliere e gestire alcuni snodi tecnici e amministrativi che permetteranno lo sviluppo di queste nuove forme di aggregazione, valorizzando le ricadute positive in termini ambientali, sociali e economici.

"La Comunità energetica oggi è un'opportunità - spiega Cristian Golinelli, segretario generale Confcooperative "Terre d'Emilia" e amministratore delegato Power energia - Ma è un'opportunità che però non vale per tutti. Deve essere concepita partendo dal basso, dall'esigenza dello specifico territorio. E deve poter dare opportunità di risparmio dal punto di vista economico; ma anche opportunità di sviluppo di efficienza energetica. Questo vuol dire che per chi partecipa a queste comunità ci deve essere l'opportunità di contribuire intanto a un benessere ambientale migliore, poi avere uno scopo sociale ed avere ovviamente anche un ritorno economico".

Parlando a margine dell'assemblea costitutiva di "Confcooperative Terre d'Emila", Golinelli si augura che un compimento in tempi rapidi dell'iter normativo sulle Comunità energetiche possa finalmente dare concretezza a vantaggi e opportunità definiti dal modello preconizzato dalle direttive europee già 2018.

"La Comunità energetica oggi è un argomento un po' sulla bocca di tutti - dice Golinelli - Come tematica astratta è più una moda. Manca ancora un pezzo di normativa per poter definire fino in fondo quelle che possono essere le opportunità vere che generano le comunità. Ma in realtà sono un'opportunità anche per rispondere ad alcune delle esigenze che oggi ci siamo trovati a vivere in questo contesto economico e sociale: una su tutte è quella dello sviluppo delle fonti rinnovabili. Sono anche utili, almeno a normativa attuale, parzialmente utili a rispondere a un problema di povertà energetica. Ma è chiaro che la chiave fondamentale dello sviluppo delle CER è legato agli incentivi. E' solo grazie agli incentivi che saranno sostenibili per lo meno in una fase di avviamento le nuove realtà di Comunità Energetiche".

Come società di sistema di Confcooperative che presidia le tematiche energetiche, Power Energia - la più grande cooperativa di utenza d'Italia - si pone oggi come interlocutore strategico per lo sviluppo delle Comunità Energetiche. Un posizionamento d'impresa naturale: comunità e modello cooperativo - come sottolinea Golinelli - condividono infatti valori e obiettivi fondativi.

"Comunità energetica e cooperazione sono praticamente due sinonimi - conclude Golinelli - Nel senso che fare cooperativa significa rispondere ai bisogni del territorio, e ai bisogni delle persone. E anche le comunità energetiche vogliono fare questo. Quindi c'è una similitudine dal punto di vista della mission che è eccezionale. Lo strumento cooperativo, poi, risponde a tutte quelle esigenze che anche la normativa mette in campo per quanto riguarda le comunità energetiche. Per cui posso dire: usate la formula 'comunità energetica-uguale-cooperazione' ".

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