CATEGORIE

Yulia Yurchak in tour in Italia: vi mostro l'anima dell'Ucraina

di TMNews martedì 14 marzo 2023
2' di lettura

Roma, 14 mar. (askanews) - Il linguaggio universale della musica, per ribadire il sostegno all'Ucraina a oltre un anno dall'inizio dell'aggressione russa, al suo popolo e ai suoi artisti, che continuano a svolgere un ruolo fondamentale per la tutela e diffusione del patrimonio culturale del Paese. La Rappresentanza in Italia della Commissione europea, l'Ufficio di collegamento del Parlamento europeo in Italia e l'Ambasciata d'Ucraina nella Repubblica italiana, hanno organizzato una serie di concerti gratuiti dell'artista ucraina Yulia Yurchak in collaborazione con l'Associazione culturale Pasquale Anfossi.

Yaroslav Melnyk, Ambasciatore ucraino in Italia: "Permetteranno di sentire meglio il gusto della musica ucraina e di conoscere la forza e il cuore sincero della nazione ucraina di capire perché e per cosa stiamo combattendo in Ucraina, difendendo i nostri comuni valori. Il nostro Paese sta lottando per la sua libertà, indipendenza, storia, cultura secolare per la libertà di tutti gli europei e i popoli del mondo libero".

Dopo la prima tappa a Genova l'11 marzo, il tour di Yulia Yurchak, organista, pianista, musicologa e compositrice di Odessa, continua il 14 marzo a Roma al Pontificio Istituto di Musica Sacra, a Torino il 15 marzo (all'Auditorium dell'Oratorio di San Filippo Neri) e a Milano il 17 marzo (al Teatro Parenti). I suoi concerti vogliono essere un viaggio tra la musica e i compositori dell'Ucraina.

Yulia Yurchak, organista, pianista, compositrice: "Ho fatto il mio primo concerto a Genova che è gemellata con Odessa, il mio tour italiano è partito da questa città che è cosi vicina alla mia, a Roma per me è la prima volta" ha raccontato.

Yulia ha detto di voler mostrare il cuore e l'anima del suo Paese, raccontarne la storia e farne conoscere la musica, ancora poco nota in Europa. "Voglio farvi ascoltare questa musica per farvi vedere quanto è europea, farvi conoscere i musicisti ucraini e magari poi invogliare le persone ad andare su youtube a cercare questa nostra musica, voglio mostrarvi cosa abbiamo". "La guerra è terribile - dice - ma per noi artisti questi periodi bui possono essere di grande ispirazione, possiamo creare qualcosa di veramente bello e pieno di emozioni".

Per i concerti in Italia ha preparato alcuni brani mai suonati prima in Europa, alcuni mai suonati prima neanche in Ucraina.

tag

Ti potrebbero interessare

New York Times: Usa responsabili dell'attacco alla scuola in Iran

Milano, 11 mar. (askanews) - Secondo una inchiesta preliminare in corso, gli Stati Uniti sono i responsabili dell'attacco alla scuola elementare in Iran che ha provocato 175 vittime, per la maggior parte bambine, smentendo il presidente Trump che aveva accusato Teheran della strage. Lo rivela in anteprima il New York Times che scrive "Colpire una scuola piena di bambini sarà sicuramente ricordato come uno degli errori militari più devastanti degli ultimi decenni", prima di spiegare nei dettagli come è avvenuto.

Citando funzionari statunitensi e altre fonti a conoscenza dei risultati preliminari, il giornale spiega che per colpa di dati obsoleti in possesso dell'esercito Usa ci sarebbe stato un errore di puntamento: l'obiettivo era una base militare lì vicino di cui l'edificio in cui sorgeva la scuola (la Shajarah Tayyebeh elementary school) faceva parte precedentemente.

"È stato l'Iran" aveva detto invece Trump l'8 marzo, rispondendo a una domanda dei giornalisti, spalleggiato dal segretario della Difesa Pete Hegseth, che, annunciando al suo fianco l'indagine, comunque sottolineava "l'unico che colpisce obiettivi civili è l'Iran".

Il primo commento ufficiale della Casa Bianca arriva dalla portavoce Karoline Leavitt "Come riconosce il New York Times nel proprio reportage, l'indagine è ancora in corso", dice. Gli stessi intervistati dal giornale americano confermano che restano ancora molte domande senza risposta: dal perché venivano usati dati vecchi a come sia possibile che non siano stati verificati prima di dare il via all'attacco.

TMNews

Chiuso il caso contro il rapper O'Hanna, sventolò bandiera Hezbollah

Belfast, 11 mar. (askanews) - Per l'avvocato del gruppo punk-rap nordirlandese Kneecap è terminata quella che non ha esitato a definire una "caccia alle streghe" contro il cantante Liam O'Hanna (in gaelico: Liam Og O Hannaidh), nome d'arte Mo Chara, dopo che i procuratori britannici hanno perso il ricorso in appello presso l'Alta Corte con cui volevano ribaltare la decisione di un giudice che a settembre 2025 aveva archiviato le accuse di terrorismo nei confronti del rapper, attore e attivista nato a Belfast 28 anni fa.

L'avvocato dei Kneecap, Darragh Mackin: "Quando questa storia verrà raccontata, Kneecap sarà dalla parte giusta della storia. Questo processo è stato giuridicamente ridicolo. È stata una caccia alle streghe. Una caccia alle streghe iniziata a Coachella, sviluppatasi a Westminster, ma che termina oggi a West Belfast".

Due giudici dell'Alta Corte di Londra hanno respinto mercoledì il ricorso e confermato l'abbandono del procedimento, in una sentenza di 13 pagine, scrive Afp. O'Hanna, incriminato lo scorso anno per aver sventolato durante un concerto a Londra una bandiera del gruppo militante libanese Hezbollah - considerato un gruppo terroristico dal Regno Unito - ha definito il processo "patetico".

"La vostra stessa Alta Corte ha emesso una sentenza contro di voi. La cosa patetica di tutto questo processo è che cercate falsamente di etichettarmi come terrorista, quando sono i ministri del governo britannico ad armare e sostenere un genocidio a Gaza, la distruzione del Libano e l'insensato massacro di studenti in Iran. Liberate la Palestina, liberate le sei comunità, "verrà il nostro giorno" ("tiocfaidh ar la"), ha concluso, citando la celebre frase in gaelico degli indipendentisti repubblicani nordirlandesi.

TMNews

Iran, Mauro (Ex Ministro Difesa): riarmo europeo sta accelerando

Roma, 11 mar. (askanews) - "Sei Paesi europei - tra cui Svezia e Finlandia, ormai usciti dalla tradizione di neutralità, insieme ai tre Paesi baltici e alla Polonia - hanno deciso di uscire dalla Convenzione di Ottawa che disciplina l'utilizzo delle mine antiuomo . Lo ha detto Mario Mauro, già ministro della Difesa, intervenendo in collegamento a Largo Chigi, format di Urania News. La Danimarca ha inoltre approvato un disegno di legge che introduce la coscrizione militare obbligatoria anche per le donne. Una misura che nel contesto italiano sarebbe difficilmente immaginabile, ma che nei Paesi scandinavi viene considerata coerente con una nuova impostazione della sicurezza europea e con il rafforzamento del rapporto di difesa con il Regno Unito". Secondo Mauro, questi segnali indicano un cambiamento strutturale nella postura strategica del continente: "L'Europa è costretta a superare una lunga fase di immaturità sul piano della sicurezza. Le istituzioni dell'Unione non dispongono ancora degli strumenti necessari per costruire un vero sistema europeo di difesa, ma il processo di rafforzamento militare è già in corso. Il riarmo tedesco procede molto rapidamente e anche l'Italia è coinvolta in programmi strategici, come quelli sulla missilistica a lungo raggio. È probabile che l'approccio geopolitico delle prossime generazioni sarà diverso da quello che abbiamo conosciuto finora: passeremo da una geopolitica centrata esclusivamente sulla pace a una visione più realistica della sicurezza internazionale. In questo scenario serve anche un protagonismo italiano", ha concluso.

TMNews

Pecoraro Scanio: da Firenze la sfida dell'agricoltura Ecodigital

Firenze, 11 mar. (askanews) - "L'agricoltura innovativa ed Ecodigital rappresenta una delle grandi sfide della transizione ecologica e digitale del nostro Paese. Un settore strategico non solo per la produzione alimentare, ma anche per la tutela del territorio, la prevenzione del dissesto idrogeologico, la produzione di energie rinnovabili e lo sviluppo di nuovi servizi legati alla multifunzionalità agricola".

Lo ha dichiarato da Firenze Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde, promotore della rete EcoDigital ed ex Ministro dell'Ambiente e delle Politiche Agricole, intervenendo durante Didacta Italia, in occasione di un incontro con Renisa e con centinaia di studenti degli istituti agrari provenienti da tutta Italia, docenti e start-up innovative del settore agri-tech.

"L'agricoltura moderna - ha aggiunto Pecoraro Scanio - è sempre più un presidio ambientale e sociale: dall'agriturismo ai mercati degli agricoltori, agli agriasili, dagli agriospizi alle comunità energetiche rinnovabili, fino ai nuovi servizi ecosistemici. La multifunzionalità agricola consente alle imprese di svolgere non solo attività produttive tradizionali, ma anche funzioni innovative al servizio della collettività".

Secondo il Presidente della Fondazione UniVerde, è fondamentale sostenere le start-up agri-tech e i percorsi formativi dedicati ai giovani: "Serve una forte azione di sostegno all'innovazione e alle nuove imprese agricole tecnologiche, che sono decisive per dare prospettive occupazionali alle nuove generazioni e rendere il settore più competitivo e sostenibile".

Pecoraro Scanio ha inoltre sottolineato il ruolo delle istituzioni: "Questa sfida deve essere sostenuta dal Governo, dal Parlamento e da tutte le istituzioni territoriali. Siamo nel pieno di una rivoluzione guidata dall'intelligenza artificiale e dalle tecnologie digitali e dobbiamo metterle al servizio dell'agricoltura italiana, che rappresenta una eccellenza globale e un modello di qualità riconosciuto nel mondo".

"L'agricoltura multifunzionale italiana - ha concluso - è un esempio internazionale che dobbiamo valorizzare prima di tutto per il benessere delle nostre comunità, per la sicurezza del territorio e per il futuro delle prossime generazioni".

TMNews