CATEGORIE

Giornata dell'Oftalmologia, SOI: fare di più per la salute visiva

di TMNews mercoledì 22 marzo 2023
2' di lettura

Milano, 22 mar. (askanews) - In occasione della Giornata nazionale dell'Oftalmologia del 22 marzo, la Socie Oftalmologica Italiana, per bocca del suo presidente Matteo Piovella, rinnova le proprie considerazioni sulla situazione della cura della vista nel nostro Paese, che presenta grandi prospettive, ma anche elementi di difficoltà. "Le cose sono note - ha detto ad askanews - abbiamo grandi potenzialità e potremmo assistere un grande numero di persone, ma abbiamo delle difficoltà di organizzazione e di tipo logistico. C'è una vera rivoluzione nella chirurgia della cataratta che oggi incredibilmente riesce a eliminare ogni tipo di difetto visivo, sia da lontano, sia da vicino. Ma questo, siccome strutturalmente è complicato, non è un servizio usufruibile nel Sistema Sanitario nazionale e questo è molto penalizzante".

Il dottor Piovella, poi si rivolge direttamente al ministro della Salute: "SOI è riconoscente al ministero e al ministro della Salute Orazio Schillaci, perché ha capito perfettamente il problema, ma anche lui ammette che questa difficoltà di un informare tra le regioni quello che è necessario fare è veramente qualcosa che sembra un ostacolo insormontabile. Incredibilmente quella che tutti pensano sia la regione più virtuosa e come la Lombardia ha delle difficoltà organizzative dovute a una alta burocrazia e a una scarsa competenza".

In Lombardia in particolare per SOI il problema è legato alla decisione di non prevedere più la figura dell'anestesista negli interventi per la cataratta. "Oggi l'intervento di cataratta, che è estremamente utilizzato, con 650mila interventi ogni anno, è considerato dai pazienti un interventi sicuro, con la certezza di un miglioramento. Se noi non sosteniamo il grosso problema di ridurre a zero il rischio di complicazioni questo si vanifica per tutto. La presenza dell'anestesista permette al paziente di essere operato senza dolore, senza fastidio, in assoluta sicurezza".

Sicurezza che deriva anche dallo svolgere periodicamente le visite di controllo, secondo un calendario che la Società ricorda una volta di più: "È molto semplice - ha concluso il dottor Piovella - bisogna fare una visita oculistica alla nascita, una entro i tre anni, il primo giorno di scuola, dagli 8 ai 14 anni, per contenere la miopia che sta diventando epidemica, poi si fa un salto a 40 anni e fino a 60 anni ogni due anni. Dopo i 60 anni una volta l'anno. È un'assicurazione che permette a tutti di vedere bene. Ricordo anche che da qui a 10 anni è previsto il raddoppio delle persone cieche, proprio perché non si riesce a ottemperare a questa organizzazione virtuosa".

tag

Ti potrebbero interessare

Cosa lasciano le Paralimpiadi? Se ne è parlato all'Istituto dei Ciechi

Milano, 13 mar. (askanews) - "Siamo qui nella cornice dell'Istituto dei Ciechi, un palazzo meraviglioso a Milano, per parlare del lascito delle Paralimpiadi Invernali, grazie a una ricerca fatta da SWG, che abbiamo sostenuto come Coca Cola Italia, abbiamo cercato di tracciare un bilancio di come gli italiani hanno percepito questi Giochi. Sono stati sicuramente un appuntamento per celebrare la massima espressione della performance sportiva, olimpica e paralimpica. Noi come Coca Cola supportiamo da sempre i Giochi paralimpici perché condividiamo i valori di questo grandissimo evento": così Cristina Camilli, direttrice relazioni istituzionali, comunicazione e sostenibilità di Coca Cola Italia, a margine dell'Incontro "Giochi Paralimpici Invernali: un'eredità di inclusione", presso la Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano.

"Abbiamo creato un piccolo codice per persone ipovedenti e non vedenti, per permettere a chi ha difficoltà visive di accedere al contenuti delle etichette dei prodotti", ha spiegato la responsabile.

L'incontro è stato promosso congiuntamente da Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) e CocaCola: un momento di confronto dedicato al valore dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 come occasione concreta per rafforzare una cultura dell'accessibilità e dell'inclusione, anche oltre lo sport. Ad aprire i lavori Mario Barbuto, Presidente Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), e Rodolfo Masto, Presidente della Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano.

TMNews

"La torta del Presidente", tra commedia e dramma nell'Iraq anni '90

Roma, 13 mar. (askanews) - Hasan Hadi ha vinto la Caméra d'Or e il Premio del Pubblico alla Quinzaine des Réalisateurs a Cannes raccontando una storia drammatica ma piena di vitalità e di umorismo ambientata nell'Iraq degli anni Novanta. La protagonista de "La torta del Presidente", nei cinema del 19 marzo, è una bambina che mentre il Paese lotta per sopravvivere a guerra e carestia è obbligata a preparare una torta per festeggiare il compleanno di Saddam Hussein. Lamia, 9 anni, arriva in città, dove è impossibile trovare zucchero e farina, e con il suo amico Saeed e il suo gallo va incontro a mille peripezie.

La storia raccontata da Hasan Hadi parte dai suoi ricordi di infanzia. "Io credo che la corruzione, i problemi che abbiamo oggi in Iraq nascano proprio in quel periodo, che è stato una specie di buco nero, perché eravamo completamente isolati, da Saddam e dalle sanzioni economiche. - ha detto il regista - Quando ero bambino, come Lamia, mi ricordo che vivevamo in un Paese di cui eravamo orgogliosi, che era il luogo di nascita delle più antiche civiltà, ma allo stesso tempo c'era una delle dittature più brutali. Allo stesso tempo ho anche ricordi bellissimi delle persone, della mia comunità".

Il regista mostra la realtà quotidiana della sua gente attraverso gli occhi vivacissimi della protagonista, celebra il potere dell'amicizia, sempre tenendo un grande equilibrio tra dramma e commedia. "E' qualcosa che impari in quelle situazioni, ridicolizzare la tragedia è il tuo strumento di sopravvivenza" ha concluso Hadi.

TMNews

Il momento in cui un raid israeliano colpisce edificio sud del Libano

Roma, 13 mar. (askanews) - Immagini di AFPTV mostrano il momento in cui un attacco israeliano colpisce un edificio nel villaggio di Abbasiyeh, nel Sud del Libano, vicino a Tiro. Secondo il ministero della Salute libanese, gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 773 persone dal 2 marzo, mentre Israele ha promesso che il Libano pagherà un prezzo sempre più caro in termini di danni alle infrastrutture.

TMNews

Paolo Borgia, nunzio apostolico in Libano in visita nel sud del Paese

Roma, 13 mar. (askanews) - Fedeli cristiani dei villaggi del Libano meridionale hanno accolto calorosamente l'arcivescovo Paolo Borgia, nunzio apostolico in Libano, pochi giorni dopo la morte del sacerdote Pierre Rai, ucciso dal fuoco dell'artiglieria dell'esercito israeliano.

TMNews