CATEGORIE

Huppert è "La syndicaliste" in una storia vera di potere e abusi

di TMNews sabato 1 aprile 2023
1' di lettura

Roma, 1 apr. (askanews) - "La syndicaliste", interpretato da Isabelle Huppert, presentato in anteprima a Roma al festival Rendez-vous e nei cinema italiani ad ottobre, racconta la vera storia di Maureen Kearney. Questa rappresentante sindacale di una multinazionale del settore nucleare francese nel 2012 denunciò accordi segreti e giochi sporchi dei vertici della sua azienda e venne minacciata e poi stuprata.

Il regista Jean Paul Salomé racconta: "Questa storia era quasi sconosciuta in Francia. E' iniziata sotto la presidenza Sarkozy e continuata sotto Hollande e siccome i loro partiti in qualche modo erano implicati in questa faccenda, nessuno aveva interesse a parlarne. Io trovo che il cinema ha questa forza perché è un'arte popolare, e il mio obiettivo era far conoscere questa storia ad un pubblico più ampio possibile".

Isabelle Huppert interpreta magnificamente questa donna che lottava in difesa dei lavoratori e finì in un gioco più grande di lei, e che nel corso delle indagini, e poi durante il processo, da vittima fu trasformata in imputata. Il film parte come un thriller politico e poi diventa un ritratto intimo di una donna sorprendente. "Volevo fare un film su di lei e volevo che lo spettatore vivesse la sua storia insieme a lei. Nella realtà tutti i personaggi che facevano parte di quello scacchiere politico-industriale man mano sono scomparsi, l'hanno abbandonata: lei si è ritrovata sola, con la sua famiglia, le sue angosce e anche con quell'accusa di colpevolezza che le era caduta addosso".

tag

Ti potrebbero interessare

Caos in Turchia, Erdogan azzera opposizione e chiude università

Istanbul, 25 mag. (askanews) - È caos in Turchia dopo che la polizia ha fatto irruzione negli uffici del principale partito di opposizione del Paese, il Partito Popolare Repubblicano (CHP), lanciando proiettili di gomma e gas lacrimogeni, pochi giorni dopo che un tribunale ha annullato il congresso del partito, in cui Ozgur Ozel era stato scelto come leader.

In tanti si sono riversati in strada per protestare contro quello che, hanno denunciato, è solo l'ultimo episodio di una repressione da parte del presidente turco Recep Tayyip Erdogan nei confronti dei suoi rivali politici in vista delle prossime elezioni. "Lui (Erdogan) ha ordinato che la sede del nostro partito venisse perquisita dalla polizia, ha sparato gas, ci ha picchiato con i manganelli, ha devastato il partito e ci ha buttato in strada. Solo per sbarazzarsi di noi e consegnare il partito a un avversario che pensa di poter sconfiggere facilmente" ha detto Ozel. "Il mondo deve saperlo. Erdogan ha perso ogni ragione. Proprio come ha fatto gettare in prigione il candidato presidenziale che avrebbe potuto sconfiggerlo, ora sta ufficialmente chiudendo il partito politico che avrebbe potuto sconfiggerlo. Sta cambiando il suo leader. Vuole essere lui a decidere chi sarà il suo leader" ha aggiunto riferendosi al sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu, arrestato con l'accusa di corruzione.

L'ultima ordinanza del tribunale ha annullato la vittoria di Ozel alle elezioni del partito del 2023 e ha nominato leader ad interim l'ex presidente Kemal Kilicdaroglu, che ha subìto una serie di sconfitte elettorali, indebolendo così la leadership.

A scendere in piazza anche centinaia di studenti a Istanbul dove con un decreto ufficiale, il presidente Erdogan ha ordinato la chiusura di una delle principali università indipendenti di orientamento liberale a metà anno scolastico, la Bilgi. "Non sappiamo nulla, non ci sono notizie, non ci viene fornita alcuna informazione. Non sappiamo cosa faremo" dice una studentessa,

"Nel cuore della notte hanno chiuso la struttura con una sola firma. Lo abbiamo scoperto di notte, alcuni al mattino, altri mentre studiano per gli esami finali. Stanno attaccandi gli accademici, gli studenti, tutti", continua, assicurando che continueranno la protesta.

TMNews

Iran, Rubio ottimista: accordo possibile oggi, proposta solida

Roma, 25 mag. (askanews) - Washington potrebbe avere notizie oggi riguardo a un potenziale accordo con l'Iran. Lo ha sottolineato il segretario di Stato americano, Marco Rubio.

"Pensavamo di avere notizie ieri sera, forse oggi (lunedì), ma non mi sbilancerei troppo su questo", ha dichiarato il capo della diplomazia americana da Nuova Delhi, alludendo alla possibilità di un accordo.

"Abbiamo sul tavolo quella che considero una proposta piuttosto solida riguardo alla loro capacità di riaprire gli stretti e mantenerli aperti", ha detto ai giornalisti mentre lasciava la capitale indiana, dove si trovava in visita ufficiale.

Il segretario di Stato americano ha inoltre espresso fiducia nel fatto che l'Iran "avvierà un negoziato molto serio, significativo e limitato nel tempo sulla questione nucleare".

Le dichiarazioni di Rubio sono arrivate dopo che il presidente americano Donald Trump ha ridimensionato le aspettative su un accordo, affermando di aver detto ai suoi negoziatori di non "avere fretta". "Non ha fretta, non farà un cattivo accordo e il presidente non concluderà un'intesa svantaggiosa", ha detto Rubio riferendosi a Trump.

TMNews

Il rituale del Tawaf nella Grande Moschea della Mecca in timelapse

Milano, 25 mag. (askanews) - I pellegrini musulmani compiono il rituale del tawaf, la circumambulazione della Kaaba, alla vigilia dell'inizio dell'hajj, il sacro pellegrinaggio e quinto pilastro dell'Islam. Secondo un funzionario saudita, oltre 1,5 milioni di pellegrini sono arrivati in Arabia Saudita dall'estero per l'imminente hajj, superando il numero di visitatori internazionali dello scorso anno, nonostante la guerra in Medio Oriente. Le autorità hanno adottato misure di sicurezza straordinarie.

TMNews

Ue, Lagarde: richiesta scostamento Italia? Attenerci alle regole

Milano, 25 mag. (askanews) - "Io penso che ciò che è importante attualmente sia, anzitutto, agire tutti insieme in qualità di europei, anziché cercare percorsi diversi, perché i nostri nemici sarebbero entusiasti della frammentazione. Invece dobbiamo assolutamente lavorare insieme. In secondo luogo dobbiamo attenerci alle regole". Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde intervistata da Fabio Fazio a "Che tempo che fa", sul Nove.

"Abbiamo delle regole in termini di bilancio, in termini di debito, in termini di deficit. Abbiamo dei processi che funzionano e dobbiamo operare all'interno di queste regole. Se le regole valgono per tutta Europa e se le regole vengono seguite correttamente, allora automaticamente i mercati apprezzeranno e capiranno che questo o quest'altro paese è un paese nel quale investire perché il rischio non esiste", ha aggiunto.

TMNews