CATEGORIE

In Olanda il mulino che produce ancora i colori di Vermeer

di TMNews lunedì 8 maggio 2023
2' di lettura

Roma, 8 mag. (askanews) -I cinque mulini di Zaanse Schans sono meta iconica per i turisti in Olanda ma pochi sanno che in uno di loro, Verfmolen De Kat, ancora oggi si macinano i materiali per i pigmenti come all'epoca d'oro della pittura fiamminga, usando metodi che datano dal 17esimo secolo; lo stesso grande Johannes Vermeer probabilmente passò di qui.

Oggi gli artisti usano colori sintetici molto più stabili ed economici ma fino al secolo scorso, per ottenere le tinte brillanti ci volevano soldi e fatica; il blu oltremare dalle gemme, il rosso dalle cocciniglie. I materiali preziosi più duri, legni tropicali o pietre, sono ridotti in frammenti dalle macine; dentro il mulino si fa un passo indietro nel tempo, sono in vendita colori in tutte le sfumature possibili, pronti per gli artisti di oggi, anche quelli che cercano tinte ecologiche, spiega il colorista Piet Kempenaar: "Siamo la sola compagnia che produce tinte vegetali; gli artisti tessono, tingono la lana e la seta, e qui trovano tinture dagli alberi tropicali come le facevano nel 17sesimo secolo, dal Brasile, dal Messico, da legni indiani, tutto fatto nel nostro mulino".

"Il re dei blu - dice - è un mezzo diamante dal Cile o dall'Afghanistan, e poi c'è il lapislazzulo che usava Vermeer, lui aveva i soldi, chi se lo può permettere? Dieci grammi di questa roba sono 44 euro".

Il colore più prezioso che esisteva, da una pietra che veniva dall'Asia, e all'epoca costava quanto l'oro. Ancora oggi le tinte del mulino vengono usate anche alla scuola di pittura del Rijksmuseum di Amsterdam. La polvere viene macinata col mortaio e mescolata con olio pronta per la pittura, un lavoro faticoso.

Ma già allora il mulino lo semplificava, con la forza del vento.

tag

Ti potrebbero interessare

Cosa lasciano le Paralimpiadi? Se ne è parlato all'Istituto dei Ciechi

Milano, 13 mar. (askanews) - "Siamo qui nella cornice dell'Istituto dei Ciechi, un palazzo meraviglioso a Milano, per parlare del lascito delle Paralimpiadi Invernali, grazie a una ricerca fatta da SWG, che abbiamo sostenuto come Coca Cola Italia, abbiamo cercato di tracciare un bilancio di come gli italiani hanno percepito questi Giochi. Sono stati sicuramente un appuntamento per celebrare la massima espressione della performance sportiva, olimpica e paralimpica. Noi come Coca Cola supportiamo da sempre i Giochi paralimpici perché condividiamo i valori di questo grandissimo evento": così Cristina Camilli, direttrice relazioni istituzionali, comunicazione e sostenibilità di Coca Cola Italia, a margine dell'Incontro "Giochi Paralimpici Invernali: un'eredità di inclusione", presso la Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano.

"Abbiamo creato un piccolo codice per persone ipovedenti e non vedenti, per permettere a chi ha difficoltà visive di accedere al contenuti delle etichette dei prodotti", ha spiegato la responsabile.

L'incontro è stato promosso congiuntamente da Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) e CocaCola: un momento di confronto dedicato al valore dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 come occasione concreta per rafforzare una cultura dell'accessibilità e dell'inclusione, anche oltre lo sport. Ad aprire i lavori Mario Barbuto, Presidente Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), e Rodolfo Masto, Presidente della Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano.

TMNews

"La torta del Presidente", tra commedia e dramma nell'Iraq anni '90

Roma, 13 mar. (askanews) - Hasan Hadi ha vinto la Caméra d'Or e il Premio del Pubblico alla Quinzaine des Réalisateurs a Cannes raccontando una storia drammatica ma piena di vitalità e di umorismo ambientata nell'Iraq degli anni Novanta. La protagonista de "La torta del Presidente", nei cinema del 19 marzo, è una bambina che mentre il Paese lotta per sopravvivere a guerra e carestia è obbligata a preparare una torta per festeggiare il compleanno di Saddam Hussein. Lamia, 9 anni, arriva in città, dove è impossibile trovare zucchero e farina, e con il suo amico Saeed e il suo gallo va incontro a mille peripezie.

La storia raccontata da Hasan Hadi parte dai suoi ricordi di infanzia. "Io credo che la corruzione, i problemi che abbiamo oggi in Iraq nascano proprio in quel periodo, che è stato una specie di buco nero, perché eravamo completamente isolati, da Saddam e dalle sanzioni economiche. - ha detto il regista - Quando ero bambino, come Lamia, mi ricordo che vivevamo in un Paese di cui eravamo orgogliosi, che era il luogo di nascita delle più antiche civiltà, ma allo stesso tempo c'era una delle dittature più brutali. Allo stesso tempo ho anche ricordi bellissimi delle persone, della mia comunità".

Il regista mostra la realtà quotidiana della sua gente attraverso gli occhi vivacissimi della protagonista, celebra il potere dell'amicizia, sempre tenendo un grande equilibrio tra dramma e commedia. "E' qualcosa che impari in quelle situazioni, ridicolizzare la tragedia è il tuo strumento di sopravvivenza" ha concluso Hadi.

TMNews

Il momento in cui un raid israeliano colpisce edificio sud del Libano

Roma, 13 mar. (askanews) - Immagini di AFPTV mostrano il momento in cui un attacco israeliano colpisce un edificio nel villaggio di Abbasiyeh, nel Sud del Libano, vicino a Tiro. Secondo il ministero della Salute libanese, gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 773 persone dal 2 marzo, mentre Israele ha promesso che il Libano pagherà un prezzo sempre più caro in termini di danni alle infrastrutture.

TMNews

Paolo Borgia, nunzio apostolico in Libano in visita nel sud del Paese

Roma, 13 mar. (askanews) - Fedeli cristiani dei villaggi del Libano meridionale hanno accolto calorosamente l'arcivescovo Paolo Borgia, nunzio apostolico in Libano, pochi giorni dopo la morte del sacerdote Pierre Rai, ucciso dal fuoco dell'artiglieria dell'esercito israeliano.

TMNews