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Almo Nature: "Capitalismo si fermi, usi profitti per la biodiversità"

di TMNews martedì 16 maggio 2023
2' di lettura

Bologna, 17 mag. (askanews) - Il 40% delle famiglie italiane vive con un cane, un gatto o un altro animale da compagnia. Per il loro sostentamento si è arrivati a spendere lo scorso anno 2,7 miliardi di euro, l'11% in più rispetto il 2021. Cifre impressionanti, quelle presentate a Zoomark, la fiera internazionale del pet food in corso a Bologna. Qui Almo Nature ha scelto di presentarsi con un'installazione molto originale: un elefante alto quasi cinque metri e lungo sei, ricoperto da una pelle di cotone.

"Abbiamo portato l'elefante perché volevamo simboleggiare la biodiversità minacciata - spiega Pier Giovanni Capellino, fondatore di Almo Nature e presidente della Fondazione Capellino -. Infatti la pelle dell'elefante è tempestata da tutti i rifiuti che il nostro modello economico oggi produce. L'elefante, che oggi non è una specie direttamente minacciata, è comunque una specie che è minacciata dal restringimento degli habitat".

A Zoomark l'azienda di origine genovese presenta il proprio modello di Reintegration Economy. Almo Nature è interamente di proprietà della Fondazione Capellino attraverso la quale devolve i propri ricavi - dedotti costi e tasse - in favore della biodiversità o di progetti "reintegrativi" a tutela del Pianeta. Un modo responsabile e concreto di fare business sulla terra. "Non si può continuare a chiedere il denaro alla gente comune - prosegue Capellino -. È il capitalismo tutto che si deve fermare, interrogare e dovrebbe decidere di decretare una moratoria dei profitti per i prossimi dieci o vent'anni. Destiniamo tutti i profitti finanziari a delle grandi utopie, però realizzabili, per il ripristino della biodiversità".

Il grande elefante, realizzato dall'artista Andrea Morini, vuole essere quindi un invito per le attività produttive del settore del pet food a prendere coscienza del loro impatto sulla natura e quindi sulla biodiversità.

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