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Open Innovation: in Italia mercato servizi vale 2 mld e crescerà

di TMNews giovedì 15 giugno 2023
2' di lettura

Roma, 15 giu. (askanews) - Il mercato dei servizi di innovazione in Italia, ossia le prestazioni che vengono fornite per supportare la crescita delle imprese, oggi vale circa 2 miliardi di euro e salirà ad oltre 4 miliardi nel 2027 con un incremento del 68%. Parallelamente nello stesso quinquennio le start-up cresceranno dalle attuali 15.500 a 23mila. Sono le stime contenute nel primo rapporto in Italia sul "Mercato dei Servizi professionali per Open Innovation e Start-Up" presentato oggi a Roma dalla Fondazione R&I (Ricerca e Imprenditorialità) e realizzato da SRM Studi e Ricerche.

"Questo evento di oggi - dichiara ad askanews Antonio Perfetti, Consigliere Delegato FR&I - è un'occasione per riflettere su una diversa angolazione del mondo dell'open innovation. Ci sono una serie di operatori che oggi sono fattori elastici di connessione tra domanda e offerta e questo è il mercato dei servizi professionali per l'open innovation che la Fondazione ha voluto investigare con strumenti da economisti, come sono i colleghi di SRM che hanno effettuato lo studio, allo scopo di dare un senso a questa arena in cui diversi operatori economici si muovono per permettere di operare nella valorizzazione, nell'accompagnamento, nell'accelerazione a supporto delle nuove iniziative imprenditoriale, le start up e nella maturazione delle loro capacità tecnologiche verso il mercato".

La ricerca, l'innovazione, il passaggio dell'idea dal laboratorio al mercato richiedono certamente risorse che da sole però non bastano per affrontare le sfide globali. Servono anche competenze elevate e servizi alle imprese per accompagnarle nel cambiamento.

"Il mercato dei servizi professionali per l'open innovation - dichiara Gregorio De Felice, Presidente Consiglio di Sorveglianza FR&I - vale già 2 miliardi di euro e sono convinto che in prospettiva ce ne sarà sempre più bisogno per soddisfare le richieste delle imprese nel campo di nuovi mercati, nel campo della transizione energetica, della riduzione del gap digitale e così via. Sono sfide importanti su cui l'Europa è fortemente impegnata e quindi l'Italia. Dobbiamo essere più competitivi rispetto ad altri Paesi. Pensiamo ad esempio alla trasformazione digitale: abbiamo un gap rispetto alla Cina e agli Stati Uniti, per colmarlo, a livello europeo, occorrono 150 miliardi di euro l'anno. Cosa simile, anzi ancora più importante dal punto di vista quantitativo è la transizione ambientale, 360 miliardi di euro l'anno. Facendo le somme 500 miliardi per l'Europa, 60 miliardi per l'Italia. Le imprese hanno bisogno di assistenza per fare queste cose, noi dobbiamo investire in innovazione, in ricerca e la Fondazione vuole giocare un ruolo importante da questo punto di vista".

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