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14 luglio, in Francia il premier indiano ospite d'onore alla sfilata

di TMNews venerdì 14 luglio 2023
1' di lettura

Roma, 14 lug. (askanews) - Le celebrazioni del 14 luglio, festa nazionale francese, quest'anno vedono come ospite d'onore il primo ministro indiano Narendra Modi, accolto dal presidente Emmanuel Macron, dalla moglie Brigitte e dai ministri del governo di Parigi. La festa della Bastiglia (che commemora la presa della prigione parigina, che diede il via alla Rivoluzione francese) si svolge con la tradizionale parata militare sugli Champs Elysées.

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"La situazione è stagnante nella sua tragicità - ha spiegato - nel senso che purtroppo i problemi sono ancora tanti, i problemi sanitari sono infiniti, continuano ad esserci pochi farmaci, mancano antibiotici, mancano antipertensivi, la situazione igienico-sanitaria è sempre disastrosa e continuano anche la fame e le violenze".

Emergency ha due cliniche ad al-Qarara e al-Mawasi, alle prese con grandi difficoltà. "Manca un po' di tutto, per esempio ultimamente abbiamo avuto difficoltà con l'insulina, non si trova più l'insulina che è fondamentale per i pazienti diabetici - ha evidenziato Memaj - il problema è che i farmaci arrivano sempre col contagocce e quindi diventa un po' difficile trattare nel migliore dei modi questi pazienti". Ad esempio "a Gaza al momento se un paziente ha un infarto non è possibile fare una coronarografia per trattarlo, non si possono fare risonanze magnetiche e quindi ci sono tanti pazienti che aspettano l'evacuazione medica, purtroppo anche quelle sono molto lente".

Difficile parlare di miglioramento dopo la tregua. Secondo il medico "stavamo in un cerchio infernale più basso, siamo saliti un pochino, ma sempre di girone infernale parliamo per queste persone che continuano tutti a vivere in tenda con infezioni ricorrenti, difficili da trattare, con le discariche a cielo aperto".

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"La gente non conosce l'importanza che la globalizzazione, pur malfatta, ha avuto nel mettere insieme le produzioni - spiega l'ex presidente del Consiglio -. Chiudendo Hormuz è come se tirassimo via un pezzo del sistema produttivo di tutto il mondo.

L'Africa soffrirà moltissimo per i prezzi agricoli e per la scarsità della produzione agricola. La gente ha dimenticato che la cosiddetta rivoluzione verde ha raddoppiato le produzioni agricole nel mondo con fertilizzanti, meccanizzazione e antiparassitari, e tutto questo viene fortemente prodotto nella zona che ora è bloccata".

Sulle prospettive di soluzione, Prodi si dice cautamente ottimista: "Quello che mi auguro è che finisca presto perché sono convintissimo che in questo momento sia gli Stati Uniti che l'Iran hanno interesse a chiudere la partita. Poi siccome domina l'irrazionalità non so come vada a finire".

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