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Piantedosi: rilanciare tema dell'utilizzo dei beni confiscati alla mafia

di TMNews lunedì 24 luglio 2023
1' di lettura

Palermo, 24 lug. (askanews) - "Sono stato a Marsala per una significativa cerimonia di consegna di un immobile per un'iniziativa molto importante e oggi abbiamo creato i presupposti per rilanciare ancora di più questo tema della destinazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata che vede la Sicilia al primo posto in Italia; il 40% delle destinazioni che vanno a buon fine sono realizzate in Sicilia. Con il sostegno di raccordo e impegno finanziario della Regione Sicilia contiamo di occupare uno spazio importante per quanto riguarda la destinazione ad utilizzo per presidi delle forze di polizia. É il segno tangibile di come realizziamo lo spirito originario della norma: fare in modo che con i patrimoni delle mafie si creino anche i presupposti perché possano funzionare meglio il sistema giudiziario e di polizia, quindi è una giornata importantissima".

Così il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, arrivato alla prefettura di Palermo per partecipare alla sottoscrizione di un accordo istituzionale tra l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc) e la Regione Siciliana finalizzato ad implementare e migliorare la gestione dei beni stessi in ambito regionale. Piantedosi ha anche partecipato alla cerimonia di intitolazione alla memoria del prefetto Fulvio Sodano di un immobile confiscato alla mafia, destinato dal Comune di Marsala ad ospitare il Centro socio-educativo "I Giusti di Sicilia" in piazza della Vittoria.

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"Uso una spazzola, se non lo fai non puoi davvero percepire la consistenza e la qualità delle fibre - spiega - inizio sempre con il lavaggio a mano direttamente sul tessuto. Mentre uso le mani, sento attentamente che tipo di materiale è e ne valuto le condizioni, così, massaggiandolo delicatamente con le mani mentre lo lavo".

"Questi oggetti custodiscono ricordi speciali - dice - vale anche per l'abbigliamento, ma ancor di più per gli animali di peluche, capiamo che i nostri clienti li considerano membri della famiglia. Ecco perché dobbiamo essere molto scrupolosi nel nostro lavoro per poter soddisfare adeguatamente le aspettative. È un processo in cui non possiamo abbassare la guardia. Quindi, quando li puliamo e quando i nostri clienti sono soddisfatti dei risultati, è davvero il momento in cui proviamo un forte senso di appagamento" dice.

Sebbene l'azienda pulisca peluche da decenni, negli ultimi anni gli affari hanno registrato un boom grazie ai post virali sui social, spinti anche dall'adorazione della Generazione Z per i peluche e dall'amore del Giappone per tutto ciò che è tenero e "coccoloso".

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E Masakazu Shimura, che ne cura la comunicazione spiega che i peluche vengono restituiti come nuovi in soli tre giorni lavorativi e che, difficile a crederlo, clienti arrivano anche dall'estero:

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