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Plastica, Mazzetti: Regolamento Ue danneggia sistema italiano

di TMNews mercoledì 26 luglio 2023
1' di lettura

Roma, 26 lug. (askanews) - "Il regolamento europeo su rifiuti e imballaggi colpisce il nostro sistema virtuoso sul riciclo, sarebbe più giusto pensare a una direttiva in modo che ogni paese possa recepirla come meglio ritiene. Il nostro paese rappresenta un' eccellenza sul riciclo e

sulle tecnologie collegate a questo processo", lo ha detto oggi l'on. Erica Mazzetti, commissione Ambiente della Camera, durante la puntata di Largo Chigi, il talk di The Watcher Post. "I soldi

che arriveranno con il Pnrr diventano fondamentali per lo sviluppo di settori quali il riciclo. Sicuramente servono impianti e abbiamo grandi competenze per poterne progettare di

nuovi. Dobbiamo tenere presente, però, che in ogni caso non tutto si potrà riusare o riciclare. Per questo servono i termovalorizzatori, necessari per chiudere il ciclo dei rifiuti. Serve farli e serve superare le riserve ideologiche che oggi ne

bloccano la realizzazione, non solo perché sono sicuri ma anche perché producono energia", ha concluso Mazzetti.

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"Per quanto riguarda la fame abbiamo l'ambulatorio che tratta i bambini dai sei mesi ai cinque anni, la malnutrizione è un po' diminuita rispetto al periodo in cui la guerra era in corso fino al 10 ottobre, però dai dati che vediamo c'è ancora un 4% di pazienti malnutriti, parlando di malnutrizione come patologia", ha spiegato.

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"La situazione è stagnante nella sua tragicità - ha spiegato - nel senso che purtroppo i problemi sono ancora tanti, i problemi sanitari sono infiniti, continuano ad esserci pochi farmaci, mancano antibiotici, mancano antipertensivi, la situazione igienico-sanitaria è sempre disastrosa e continuano anche la fame e le violenze".

Emergency ha due cliniche ad al-Qarara e al-Mawasi, alle prese con grandi difficoltà. "Manca un po' di tutto, per esempio ultimamente abbiamo avuto difficoltà con l'insulina, non si trova più l'insulina che è fondamentale per i pazienti diabetici - ha evidenziato Memaj - il problema è che i farmaci arrivano sempre col contagocce e quindi diventa un po' difficile trattare nel migliore dei modi questi pazienti". Ad esempio "a Gaza al momento se un paziente ha un infarto non è possibile fare una coronarografia per trattarlo, non si possono fare risonanze magnetiche e quindi ci sono tanti pazienti che aspettano l'evacuazione medica, purtroppo anche quelle sono molto lente".

Difficile parlare di miglioramento dopo la tregua. Secondo il medico "stavamo in un cerchio infernale più basso, siamo saliti un pochino, ma sempre di girone infernale parliamo per queste persone che continuano tutti a vivere in tenda con infezioni ricorrenti, difficili da trattare, con le discariche a cielo aperto".

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