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Ucraina, 7 morti in attacco a Kherson, tra cui un 12enne e un neonato

di TMNews lunedì 14 agosto 2023
1' di lettura

Milano, 14 ago. (askanews) - E' salito a sette il numero dei morti nell'attacco lanciato domenica dalla Russia nella regione di Kherson, nel sud dell'Ucraina, dopo il decesso di un bambino di 12 anni che aveva riportato ferite gravi. Ad aggiornare il bilancio su Telegram è stato il ministro dell'Interno, Igor Klymenko, che aveva già riferito della morte di padre, madre e sorella di "soli 23 giorni" del 12enne. Tra le vittime anche un pastore cristiano e altre 13 persone sono rimaste ferite.

"L'intera famiglia è morta a Shiroka Balka. Purtroppo, il ragazzo di 12 anni è morto in ospedale", ha scritto Klymenko su Telegram, aggoiungendo che "i terroristi devono essere fermati. Devono essere fermati con la forza".

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Achille Lauro chiude in grande a San Siro: musica e sfilata Erotica

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Durante la serata, sulle note di "Maleducata", si è tenuta la sfilata di debutto della prima collezione femminile Erotica da lui firmata nel nuovo ruolo di direttore creativo di Dondup. Per la prima volta, una sfilata con 39 look ha trovato spazio all'interno di un concerto in uno degli stadi più famosi al mondo, con la partecipazione di top model internazionali come Frida Aasen, Cindy Mello e Ikram Abdi.

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Con la conclusione di "Comuni Immortali", Achille Lauro guarda già al prossimo capitolo della sua carriera live. Un percorso che continuerà nel 2027 con "Per sempre noi", il nuovo tour negli stadi in dieci appuntamenti che attraverserà l'Italia da Nord a Sud, partendo il 3 giugno 2027 dal Bluenergy Stadium di Udine.

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G7, Brigitte Macron porta i "consorti" dei leader in visita a Yvoire

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Dalla moglie del cancelliere tedesco Merz a quella del primo ministro del Canada, passando per la consorte del primo ministro britannico Starmer e quella del presidente del Kenya, fino al marito della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, tutti a passeggio nella giornata di bel tempo tra le vette della pittoresca cittadina medievale.

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Evian (Francia), 16 giu. (askanews) - Una canzone per ogni leader, una vera e propria playlist dedicata a ciascuno dei suoi colleghi arrivati a Evian per il G7. Il presidente francese Emmanuel Macron ha pubblicato sui social le immagini del benvenuto ufficiale ai capi di Stato e di governo e per ogni clip ha scelto con cura una musica di sottofondo.

Per Donald Trump ha optato per "Love is a long road" di Tom Petty - ironico riferimento a un rapporto difficile - mentre per Giorgia Meloni ha scelto "Felicità" di Al Bano e Romina, scelta dietro cui sembrerebbe celarsi un divertito accenno a un miglioramento delle relazioni personali e politiche fra i due.

Per il cancelliere tedesco Friedrich Merz il brano è "Lieblingsmensch" (che significa 'persona preferita') di Namika, mentre per la giapponese Sanae Takaichi la preferenza è ricaduta su "Arigato" dei Nxnja Beats, e per il canadese Mark Carney 'J'irai où tu iras' (Andrò dove andrai tu) di Celine Dion.

A chiudere la speciale playlist 'The world is not enough' dei Garbage, colonna sonora di James Bond, con cui ha omaggiato il premier britannico Keir Starmer, e "L'inno alla gioia" di Beethoven su versi di Friedrich Schiller, considerato l'inno dell'Europa per il suo riferimento alla fratellanza dei popoli, per i vertici dell'Ue Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, e Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo.

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Mondiali, niente visto: staff dell'Iran assiste al match dal Messico

Roma, 16 giu. (askanews) - Niente spettacolo dal vivo per la partita d'esordio dell'Iran al Mondiale 2026. Alti dirigenti della Federazione iraniana e membri dello staff tecnico sono rimasti a centinaia di chilometri di distanza dallo stadio in cui si disputava il match, bloccati in Messico, a Tijuana, poiché è stato loro negato il visto per entrare negli Stati Uniti.

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Dopo una lunga incertezza, la squadra è stata esiliata all'ultimo minuto in Messico, per tensioni diplomatiche e motivi di sicurezza, visto il confliltto in corso con gli Usa, con i visti mancanti per diversi membri della dirigenza, e dopo le partite viene rimandata a Tijuana.

Allo stesso tempo, ci sono state proteste e manifestazioni della diaspora iraniana negli Stati Uniti davanti allo stadio, contro la partecipazione della squadra di Teheran, considerata degli iraniani in esilio negli Usa come un burattino del regime degli ayatollah. Altri hanno guardato la partita con sentimenti contrastanti Heidar Rahmian, tifoso della squadra iraniana, ha detto:

"È stato un po' spiazzante perché in realtà siamo iraniani, ma non sosteniamo il regime, per questo abbiamo una bandiera diversa quindi... non si sapeva davvero quale squadra incoraggiare: l'Iran o la Nuova Zelanda".

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