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Rigenerazione ossea motore innovazione tecnologica e scientifica

di TMNews martedì 5 settembre 2023
4' di lettura

Roma, 5 set. (askanews) - Alessandro Cucchi ha deciso sin dall'inizio dei suoi studi universitari di approfondire e dedicarsi interamente alla chirurgia ossea ricostruttiva del distretto maxillo-facciale, acquisendo una vasta esperienza e una considerevole autorevolezza nell'ambito della rigenerazione ossea. Ne parla in questo video. Cucchi si laurea all'Università di Verona nel 2009. Seguendo quella che dal principio è stata la sua grande passione, ovvero la chirurgia ossea ricostruttiva per il trattamento dei difetti ossei e delle atrofie ossee del mascellare e della mandibola, si è specializzato in chirurgia odontostomatologica all'Università di Milano, conseguendo poi un dottorato di ricerca in scienze chirurgiche con indirizzo in chirurgia maxillo-facciale all'Università di Bologna.

Proprio durante questo periodo, ha cominciato a dedicarsi alla ricerca nel campo della cosiddetta "rigenerazione ossea guidata" ("Guided Bone Regeneration" o GBR), una tecnica chirurgica che prevede l'uso di barriere in materiale riassorbile o non-riassorbibile per promuovere la formazione di nuovo tessuto osseo. È cosi che iniziano ad essere pubblicati i risultati delle sue ricerche sulle più importanti riviste scientifiche internazionali, quali il Clinical Oral Implant Research e il Clinical Implant Dentistry and related Research. Con il progresso delle nuove tecnologie digitali e la conseguente digitalizzazione dell'odontoiatria e della chirurgia maxillo-facciale, le sue ricerche iniziano a concentrarsi sul miglioramento e sull'ottimizzazione di barriere in titanio "personalizzate" su ciascun paziente, le cosiddette "griglie customizzate". A partire dai dati della TAC del paziente e dalla conseguente ricostruzione tridimensionale del mascellare o della mandibola da ricostruire, sfruttando la tecnologia della stampa 3D basata sulla sinterizzazione laser del titanio è, infatti, possibile creare griglie in titanio per la rigenerazione ossea.

Sia le ricerche pubblicate, che quelle in fase di pubblicazione, confermano l'efficacia di questa nuova tecnica, che rende la chirurgia ricostruttiva dei difetti ossei più semplice, più veloce, e più predicibile, riducendone il rischio di complicanze, i tempi operatori, e l'invasività per il paziente. Il suo lavoro nel campo della ricerca scientifica gli ha permesso di ottenere importanti riconoscimenti, di collaborare con colleghi di fama internazionale, di essere opinion leader di diverse aziende del settore, e di essere invitato a presentare i propri risultati in diversi contesti accademici ed extra-accademici. Nel 2017 Cucchi è co-fondatore di una scuola per insegnare le più moderne tecniche di ricostruzione ossea, di cui diventa direttore scientifico, la GBR Academy. Essa è costituita da un gruppo di docenti esperti di chirurgia orale ed implantologia che si dedica alla formazione dei colleghi con un approccio pratico su paziente. Durante questi corsi in Italia e all'estero, i colleghi imparano con un metodo basato prima sulla visione di interventi chirurgici dal vivo, le cosiddette "Live surgery", e poi sull'esecuzione delle chirurgie in prima persona sotto il controllo dei docenti stessi. La mia dedizione all'insegnamento deriva dalla passione per la chirurgia ricostruttiva e dalla volontà di formare medici e odontoiatri, fornendo loro strumenti e protocolli per risolvere nel modo più predicibile possibile i problemi dei loro pazienti racconta l'esperto. Recentemente, Cucchi ha pubblicato una nuova tecnica chirurgica per ridurre le complicanze di guarigione ed aumentare le percentuali di successo negli interventi di ricostruzione ossea. La tecnica si basa sull'uso della "bolla adiposa del Bichat": una massa di grasso localizzata nella parte interna della guancia, estremamente ricca di cellule indifferenziate pluripotenti, che viene prelevata e estroflessa per ricoprire l'area rigenerata, favorendo la guarigione dei tessuti e riducendo il rischio di contaminazione ed infezione. "E' una tecnica che cambia significativamente la prognosi degli interventi di ricostruzione ossea, considerati da sempre operatore-dipendenti. I punti di forza di questo nuovo approccio sono: la facile curva di apprendimento, la semplicità e la velocità di esecuzione, le potenzialità cellulari del tessuto adiposo, e la versatilità del campo di applicazione" afferma Cucchi.

Attualmente l'esperto svolge l'attività clinica in regime di libera professione prevalentemente come consulente freelance per il trattamento dei pazienti più complessi che richiedono appunto una ricostruzione ossea per la successiva riabilitazione implanto-protesica. "Le conoscenze e l'esperienza, acquisite in oltre 10 anni dedicati quasi interamente a questo ambito, mi permettono di gestire e risolvere anche casi molto complessi, che spesso richiedono competenze specifiche, offrendo così ai pazienti la possibilità di ripristinare il tessuto osseo mancante o perduto e permettendo ai colleghi di procedere con la riabilitazione funzionale ed estetica dei pazienti stessi" aggiunge l'esperto, che continua "la parte più gratificante per me arriva proprio dalla possibilità e dalla consapevolezza di riuscire cambiare la vita dei pazienti, almeno per quanti riguarda l'ambito del sorriso. La gratitudine e la soddisfazione dei miei pazienti sono la più grande fonte di motivazione per continuare in quella che ritengo la mia più grande passione". Per quanto riguarda il futuro, Cucchi ha in programma di continuare a sviluppare la sua carriera professionale sia nell'ambito della ricerca che in quello dell'attività clinica: il suo spirito lo spinge a continuare a sviluppare nuove tecnologie e nuovi materiali, ad introdurre nuovi approcci chirurgici, e soprattutto a condividere le sue ricerche con la comunità scientifica ed a trasmettere ai colleghi le proprie conoscenze e la propria esperienza. "La mia carriera si basa su un delicato equilibrio tra attività clinica, ricerca scientifica, ed insegnamento. Sono 3 diversi aspetti della stessa grande passione, quella per la chirurgia, che ho il piacere con condividere ogni giorno con amici, allievi, e maestri, perché è il confronto che ci fa crescere come professionisti e come uomini"conclude Cucchi.

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Ferrari presenta Luce, la prima elettrica del Cavallino

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La Luce è anche una Ferrari inedita: cinque posti, quattro porte con apertura a portafoglio come sulla Purosangue, grande abitabilità per i passeggeri seduti dietro e bagagliaio da quasi 600 litri. Il design è stato progettato con LoveFrom dell'ex Apple Jony Ive, in collaborazione con il Centro Stile Ferrari, e si distingue per la grande glass house, i fari posteriori rotondi e i cerchi da 23 e 24 pollici. Gli interni uniscono pelle, vetro e alluminio anodizzato, schermo centrale orientabile e numerosi tasti fisici, in controtendenza rispetto agli abitacoli dominati dai maxi-schermi.

Dal punto di vista tecnologico debuttano Vehicle Control Unit, trazione integrale elettrica, torque vectoring, sospensioni attive e ruote posteriori sterzanti indipendenti. Un pacchetto definito full active corner, che dà la sensazione di guidare un'auto agile rispetto al suo peso. Il sound non è sintetico e non simula un motore termico: nasce dalla meccanica del powertrain elettrico e può accompagnare la guida sportiva oppure lasciare spazio al silenzio.

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Per Ferrari, la prima elettrica non è solo una nuova motorizzazione, ma una sport car con comfort e spazio da vettura più grande, pensata per aprire un nuovo segmento di gamma.

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"Caracalla danza", coreografie e performance nel sito archeologico

Roma, 25 mag. (askanews) - Coreografie e movimenti di corpi che si integrano con il sito archeologico, spettacoli che diventano percorsi ed esperienze per il pubblico, in particolare al tramonto.

Torna "Caracalla Danza", festival voluto dalla Soprintendenza Speciale di Roma, con la collaborazione del Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto: dal 26 giugno al 5 luglio il meglio della danza internazionale in una location d'eccezione.

L'edizione 2026 si apre con un'iniziativa site specific, curata da Diego Tortelli, che si è occupato delle coreografie per la cerimonia di chiusura dei Giochi di Milano Cortina.

La Soprintendente Speciale di Roma, Daniela Porro: "Un'opera site specific che si chiama 'Découvert Caracalla'. Una serie di ballerini danzano accompagnati da una violoncellista e si muovono dallo specchio d'acqua attraverso i luoghi, i siti più importanti delle Terme, passando anche attraverso luoghi meno conosciuti come i sotterranei con il mitreo e dunque ci sarà la partecipazione diretta del pubblico, una sorta di movimento fluido che vuole evocare il movimento fluido dell'acqua".

L'evento "Caracalla Danza" ha preso il via proprio da un'installazione architettonica al centro dei giardini delle Terme, lo Specchio d'Acqua, inaugurato nel 2024 con la coreografia "Rhapsody in blue", che ora torna ad animarsi, soprattutto con i gioch di luce al tramonto.

Il 30 giugno qui andrà in scena "Impromptus. Arie, danze e improvvisazioni", tra danza e musica; dal 3 al 5 luglio, infine sono in programma tre spettacoli da palcoscenico ("Preludio" di Diego Tortelli, "An Echo, A Wave" di Philippe Kratz e "Bliss" di Johan Inger).

Gigi Cristoforetti, direttore del Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto: "Noi siamo abituati a pensare a una danza come un meccanismo perfetto per il palcoscenico, in realtà la danza è fatta di corpi vivi ed è in grado di rendere vivo anche uno spazio".

Quest'anno come partner artistici del progetto ci sono anche il Teatro dell'Opera di Roma con la sua Scuola di Danza e la Fondazione Ravenna Manifestazioni.

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"I colori della tempesta", l'uomo che salvò 10000 capolavori da nazisti

Roma, 25 mag. (askanews) - Racconta il "Monument man" italiano, l'uomo che ha salvato circa diecimila capolavori, fra cui "La tempesta" di Giorgione e "La cena di Emmaus" di Caravaggio dai bombardamenti e dalle razzie dei nazisti, il film "I colori della tempesta", nei cinema dal 27 maggio.

Il regista Roberto Dordit porta sullo schermo l'incredibile storia di un giovane Sovrintendente delle Marche, Pasquale Rotondi, interpretato da Simone Liberati, che con pochi mezzi, mettendo in pericolo la propria vita, riuscì a nascondere fino alla fine della guerra opere d'arte che arrivavano da Marche, Venezia, Milano e Roma.

"Lui aveva 30 anni, quindi questo patrimonio ce lo hanno salvato i 30enni dell'epoca. - ha spiegato il regista - Quindi lui con quella che anni dopo chiamò la sua piccola armata Brancaleone, cioè sua moglie, il suo autista, fondamentalmente i custodi di Palazzo Ducale, ne è venuto a capo con molta astuzia secondo me, perché ha dovuto affrontare le SS al momento delle razzie, che non era facile".

Il senso del dovere e l'amore per l'arte hanno guidato Rotondi, che dopo la guerra non ha più voluto parlare di questa storia. Sua figlia Giovanna ha aiutato il regista a ricostruirla. "Lui sostanzialmente si rivolge ai giovani, cioè lui dice: se noi perdiamo queste opere, noi perdiamo questo patrimonio artistico internazionale, di cui non potranno usufruire i giovani" ha detto Dordit.

Il film accompagnato dalle musiche di Remo Anzovin è girato nel Montefeltro, visto che i nascondigli individuati da Rotondi furono la Rocca di Sassocorvaro e il Palazzo dei Principi di Carpegna. "Per quella popolazione questi erano segreti di Pulcinella, loro aiutavano anche a scaricare le casse. - ha detto il regista - Lui diceva che erano libri per un archivio ma i libri pesano molto di più, avevano capito tutti che erano dipinti. E nessuno ha parlato".

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In RD Congo "204 morti" per ebola, Msf: epidemia 'senza precedenti'

Roma, 25 mag. (askanews) - L'epidemia di Ebola in Repubblica democratica del Congo è "senza precedenti" e le cifre sono sicuramente sottostimate: ad affermarlo è il coordinatore delle emergenze di Medici Senza Frontiere (MSF), mentre la conta dei morti nel Paese ha superato le 200 vittime. "La prima sfida è che questa epidemia è senza precedenti. Oggi ci sono più di 700 casi sospetti nell'Ituri", la regione nel nord-est della Repubblica democratica del Congo, al confine con l'Uganda, ha spiegato il coordinatore Msf Florent Uzzeni, ad AFP da Bunia, capoluogo della provincia.

"Di solito - prosegue - quando si interviene in caso di epidemie di Ebola, lo si fa non appena si registrano alcuni casi, ma mai 700. Ci troviamo quindi di fronte a un'epidemia di grandi proporzioni che si è già diffusa in numerose zone. L'epidemia ha colpito anche centri urbani con diverse centinaia di migliaia di abitanti, il che purtroppo ne favorirà inevitabilmente la diffusione", aggiunge. Secondo quanto riferito su X dal direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, sono nel frattempo "oltre 900" i casi sospetti di Ebola, di cui 101 confermati, registrati nella Repubblica Democratica del Congo, dove è in corso un'epidemia causata dal ceppo Bundibugyo del virus, per il quale non esistono al momento vaccini né trattamenti specifici.

Secondo l'ultimo bilancio diffuso sabato dal Ministero della Salute congolese, l'epidemia ha causato 204 morti su 867 casi sospetti. Le autorità locali avevano decretato ufficialmente l'inizio dell'epidemia il 15 maggio, con l'Oms che ha conseguentemente attivato un'allerta sanitaria internazionale.

In Uganda sono stati segnalati altri due casi confermati tra il personale sanitario, facendo salire a 7 il numero totale, tra cui un morto. "In questo tipo di epidemia è molto importante pensare anche a tutti i malati che non hanno l'Ebola, poiché hanno bisogno di cure, penso in particolare alla malaria. Ma ci troviamo anche in una zona in cui i campi profughi hanno bisogno di acqua e, appunto, l'accesso ai servizi sanitari di base è assolutamente necessario e non va trascurato", ha concluso.

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