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La Val di Fiemme e la magìa della "Foresta dei violini"

di TMNews lunedì 18 settembre 2023
3' di lettura

Milano, 18 set. (askanews) - E' uno dei boschi più estesi e belli di tutto l'arco alpino, ma soprattutto è una delle poche foreste in Europa - sono una decina in tutto - che forniscono legno pregiato utilizzato per fabbricare violini e altri strumenti ad arco. Non a caso il parco Naturale di Paneveggio, in Val di Fiemme, in campo musicale è più conosciuto come "Foresta dei Violini": un luogo magico di 2.700 ettari, meta di Antonio Stradivari e di altri maestri liutai del '600 e '700 proprio perchè qui il 90% del bosco è composto da imponenti esemplari di abete rosso, quello cioè da cui si ricava il "legno di risonanza" scelto ancora oggi dai migliori liutai di tutto il mondo.

"Siamo in un parco naturale, la foresta di Paneveggio, ai piedi delle Pale di San Martino, in mezzo alle Dolomiti patrimonio dell'Unesco: questa zona, questa area, questo bosco è famoso anche per il legno di risonanza, quel legno che viene utilizzato dai liutai per costruire gli strumenti musicali - racconta ad askanews Giancarlo Cescatti, direttore generale dell'Agenzia per il Turismo Fiemme Cembre -. Già Stradivari veniva qui diversi secoli fa ad approvvigionarsi e per prendere il legno con il quale avrebbe costruito i suoi storici e indimenticati violini e strumenti in generale".

Il legno utilizzato per la fabbricazione dei violini deve soddisfare tutta una serie di particolari requisiti. Perciò, solo una minima quantità del legname estratto può diventare uno strumento musicale.

"Il legno di risonanza - chiarisce Cescatti - viene preso dagli abeti, gli abeti rossi nello specifico. Le caratteristiche che queste piante devono avere per produrre questo legno particolare sono una crescita molto lenta. Devono essere piante molto regolari nel loro percorso di sviluppo. Normalmente - precisa ancora il direttore generale dell'Agenzia per il Turismo Fiemme Cembre - le piante idonee per produrre strumenti musicali sono 3-4 piante ogni 1.000, quindi potete capire la rarità di questo tipo di legname, che cresce soprattutto nel versante più in ombra, dove ci sono meno escursioni termiche, proprio perchè questa particolare situazione climatica permette una crescita regolare, lenta ma regolare, che dà alla pianta questa caratteristica formidabile".

Un patrimonio composto da 60 milioni di alberi da difendere e tutelare non soltanto per motivi economici: "Il bosco non ha solo la funzione, seppur importante, produttiva - sottolinea il Maresciallo Girolamo Scarian, comandante della stazione Forestale Demaniale di Paneveggio e Cadino -. Ha anche una funzione protettiva: pensiamo per esempio le funzioni della stabilità idrogeologica, della difesa delle valanghe, quali ad esempio i tronchi stessi che fungono da una sorta di ferma nevi, da evitare il rotolamento dei massi. Ma anche le funzioni paesaggistico e naturalistiche: pensiamo ad esempio i bellissimi paesaggi dei boschi, funzione ambientale, quale ad esempio magari anche la purificazione delle acque e dell'aria".

Qui la gestione delle risorse forestali e ambientali è sostenibile fin dal lontano Medioevo. E' dall'anno 1.111, infatti, che l'amministrazione del patrimonio boschivo fiemmese è disciplinata dalle Regole Locali della Magnifica Comunità di Fiemme. Così oggi è l'intero territorio del Trentino a distinguersi per il forte orientamento alla massima sostenibilità economica, ambientale e sociale.

"La maggior parte delle foreste in Trentino sono soggette a pianificazione forestale - puntualizza ancora Scarian -, una sorta di enorme inventario che fa un po' il punto della situazione di ogni singola proprietà e di ogni singolo compendio. Va a valutare non solo quella che è la situazione attuale ma anche l'evoluzione del bosco: da prescrizione e indicazioni, limita i quantitativi che si possono prelevare all'interno del bosco, e soprattutto crea anche una sorta di bilancio che ci permette di capire come gestire e come poter gestire una foresta dall'interno".

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Dal punto di vista tecnologico debuttano Vehicle Control Unit, trazione integrale elettrica, torque vectoring, sospensioni attive e ruote posteriori sterzanti indipendenti. Un pacchetto definito full active corner, che dà la sensazione di guidare un'auto agile rispetto al suo peso. Il sound non è sintetico e non simula un motore termico: nasce dalla meccanica del powertrain elettrico e può accompagnare la guida sportiva oppure lasciare spazio al silenzio.

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Il film accompagnato dalle musiche di Remo Anzovin è girato nel Montefeltro, visto che i nascondigli individuati da Rotondi furono la Rocca di Sassocorvaro e il Palazzo dei Principi di Carpegna. "Per quella popolazione questi erano segreti di Pulcinella, loro aiutavano anche a scaricare le casse. - ha detto il regista - Lui diceva che erano libri per un archivio ma i libri pesano molto di più, avevano capito tutti che erano dipinti. E nessuno ha parlato".

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In RD Congo "204 morti" per ebola, Msf: epidemia 'senza precedenti'

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"Di solito - prosegue - quando si interviene in caso di epidemie di Ebola, lo si fa non appena si registrano alcuni casi, ma mai 700. Ci troviamo quindi di fronte a un'epidemia di grandi proporzioni che si è già diffusa in numerose zone. L'epidemia ha colpito anche centri urbani con diverse centinaia di migliaia di abitanti, il che purtroppo ne favorirà inevitabilmente la diffusione", aggiunge. Secondo quanto riferito su X dal direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, sono nel frattempo "oltre 900" i casi sospetti di Ebola, di cui 101 confermati, registrati nella Repubblica Democratica del Congo, dove è in corso un'epidemia causata dal ceppo Bundibugyo del virus, per il quale non esistono al momento vaccini né trattamenti specifici.

Secondo l'ultimo bilancio diffuso sabato dal Ministero della Salute congolese, l'epidemia ha causato 204 morti su 867 casi sospetti. Le autorità locali avevano decretato ufficialmente l'inizio dell'epidemia il 15 maggio, con l'Oms che ha conseguentemente attivato un'allerta sanitaria internazionale.

In Uganda sono stati segnalati altri due casi confermati tra il personale sanitario, facendo salire a 7 il numero totale, tra cui un morto. "In questo tipo di epidemia è molto importante pensare anche a tutti i malati che non hanno l'Ebola, poiché hanno bisogno di cure, penso in particolare alla malaria. Ma ci troviamo anche in una zona in cui i campi profughi hanno bisogno di acqua e, appunto, l'accesso ai servizi sanitari di base è assolutamente necessario e non va trascurato", ha concluso.

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