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In Italia medici sottopagati: -40% rispetto a colleghi Ue

di TMNews venerdì 22 settembre 2023
3' di lettura

Roma, 25 set. (askanews) - Medici italiani stanchi, stressati e soprattutto sottopagati. E' quanto rivela l'indagine condotta da Univadis Medscape Italia - il portale di informazione per i professionisti della salute - che sottolinea come una crescente fetta di camici bianchi ritenga di non guadagnare abbastanza e ai turni di lavoro estenuanti, alla carenza di personale, alla poca sicurezza negli ospedali si aggiunge l'insoddisfazione per i salari troppo bassi.

Daniela Ovadia, direttrice di Univadis Medscape Italia e autrice del report: "Questa è la seconda edizione di un report che Medscape promuove in vari paesi del mondo - Stati Uniti e 5 paesi europei, alcuni paesi dell'America Latina - sulla soddisfazione dei medici soprattutto in termini economici, ma negli ultimi anni ci siamo accorti che i termini economici sono solo una parte del problema per cui abbiamo cominciato a chiedere questioni sulla soddisfazione generale riguardo al proprio lavoro.

Il problema principale dei medici italiani è la fatica: la quantità di ore di lavoro, il fatto che per il 35% di essi sul luogo di lavoro manca al personale minimo necessario per portare avanti il lavoro e solo il 27% dei nostri rispondenti, che sono stati più di 1.600, ha effettivamente visto arrivare nuove assunzioni: questo già ci dice che c'è un problema strutturale nel nostro sistema sanitario nazionale".

E poi c'è il problema delle retribuzioni con scarse opportunità di guadagno integrativo, inclusi bonus e incentivi ai quali solo un medico su due riesce ad aver accesso. E un aumento delle spese generali, incluse quelle relative alla sottoscrizione di contratti di assicurazione integrativa che il 73% dei medici dipendenti paga di tasca propria.

" Per l'89% dell'intervistati lo stipendio non è assolutamente sufficiente - sottolinea Ovadia - né per il lavoro che fanno né per gli anni di studio che hanno speso a formarsi ed è anche la ragione per la quale una quota crescente comincia a pensare di andare all'estero. Un fenomeno che era già stato registrato nell'indagine precedente ma che è decisamente in aumento. Con cambiamenti riguardo alla destinazione finale: due anni fa, per esempio, la Gran Bretagna era una delle mete preferite, è stata sostituita dalla Svizzera nell'ultima

indagine: probabilmente dipende anche dalle opportunità e dal mercato, ma è in crescita chi pensa che non c'è altra soluzione che andarsene.

"Il guadagno medio di chi ci ha risposto e lavora nel sistema sanitario nazionale è di 56.000 euro lordi l'anno che crescono un pochino per chi lavora anche privatamente arrivando a 79.000 euro lordi: possono sembrare tanti rispetto allo stipendio medio italiano ma siamo intorno al 40 per cento in meno rispetto alla media europea che abbiamo registrato nelle indagini negli altri paesi. Questo combinato al dato che per 8 su 10 è sempre più difficile lavorare nel Servizio Sanitario Nazionale ci da la misura di questo problema"

"Solo il 60% di quelli che abbiamo intervistato - conclude - rifarebbe la scelta di medico e la cosa che ci ha più impressionato e che c'è stato un calo di 12 punti percentuali rispetto alle indagine del 2020 e pensiamo che nel nel 2020 i medici erano in piena pandemia.

ll fatto che sia diventata complicata per sette medici su dieci anche la relazione col paziente perché il paziente a volte sfoga sul medico le frustrazioni che sono in realtà legate ad aspetti organizzativi da una misura del fatto che siamo logorando la classe che dovrebbe mantenere e sostenere il nostro sistema sanitario nazionale pubblico e questo è un dato preoccupante".

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Dal punto di vista tecnologico debuttano Vehicle Control Unit, trazione integrale elettrica, torque vectoring, sospensioni attive e ruote posteriori sterzanti indipendenti. Un pacchetto definito full active corner, che dà la sensazione di guidare un'auto agile rispetto al suo peso. Il sound non è sintetico e non simula un motore termico: nasce dalla meccanica del powertrain elettrico e può accompagnare la guida sportiva oppure lasciare spazio al silenzio.

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Per Ferrari, la prima elettrica non è solo una nuova motorizzazione, ma una sport car con comfort e spazio da vettura più grande, pensata per aprire un nuovo segmento di gamma.

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"Caracalla danza", coreografie e performance nel sito archeologico

Roma, 25 mag. (askanews) - Coreografie e movimenti di corpi che si integrano con il sito archeologico, spettacoli che diventano percorsi ed esperienze per il pubblico, in particolare al tramonto.

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L'evento "Caracalla Danza" ha preso il via proprio da un'installazione architettonica al centro dei giardini delle Terme, lo Specchio d'Acqua, inaugurato nel 2024 con la coreografia "Rhapsody in blue", che ora torna ad animarsi, soprattutto con i gioch di luce al tramonto.

Il 30 giugno qui andrà in scena "Impromptus. Arie, danze e improvvisazioni", tra danza e musica; dal 3 al 5 luglio, infine sono in programma tre spettacoli da palcoscenico ("Preludio" di Diego Tortelli, "An Echo, A Wave" di Philippe Kratz e "Bliss" di Johan Inger).

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"I colori della tempesta", l'uomo che salvò 10000 capolavori da nazisti

Roma, 25 mag. (askanews) - Racconta il "Monument man" italiano, l'uomo che ha salvato circa diecimila capolavori, fra cui "La tempesta" di Giorgione e "La cena di Emmaus" di Caravaggio dai bombardamenti e dalle razzie dei nazisti, il film "I colori della tempesta", nei cinema dal 27 maggio.

Il regista Roberto Dordit porta sullo schermo l'incredibile storia di un giovane Sovrintendente delle Marche, Pasquale Rotondi, interpretato da Simone Liberati, che con pochi mezzi, mettendo in pericolo la propria vita, riuscì a nascondere fino alla fine della guerra opere d'arte che arrivavano da Marche, Venezia, Milano e Roma.

"Lui aveva 30 anni, quindi questo patrimonio ce lo hanno salvato i 30enni dell'epoca. - ha spiegato il regista - Quindi lui con quella che anni dopo chiamò la sua piccola armata Brancaleone, cioè sua moglie, il suo autista, fondamentalmente i custodi di Palazzo Ducale, ne è venuto a capo con molta astuzia secondo me, perché ha dovuto affrontare le SS al momento delle razzie, che non era facile".

Il senso del dovere e l'amore per l'arte hanno guidato Rotondi, che dopo la guerra non ha più voluto parlare di questa storia. Sua figlia Giovanna ha aiutato il regista a ricostruirla. "Lui sostanzialmente si rivolge ai giovani, cioè lui dice: se noi perdiamo queste opere, noi perdiamo questo patrimonio artistico internazionale, di cui non potranno usufruire i giovani" ha detto Dordit.

Il film accompagnato dalle musiche di Remo Anzovin è girato nel Montefeltro, visto che i nascondigli individuati da Rotondi furono la Rocca di Sassocorvaro e il Palazzo dei Principi di Carpegna. "Per quella popolazione questi erano segreti di Pulcinella, loro aiutavano anche a scaricare le casse. - ha detto il regista - Lui diceva che erano libri per un archivio ma i libri pesano molto di più, avevano capito tutti che erano dipinti. E nessuno ha parlato".

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In RD Congo "204 morti" per ebola, Msf: epidemia 'senza precedenti'

Roma, 25 mag. (askanews) - L'epidemia di Ebola in Repubblica democratica del Congo è "senza precedenti" e le cifre sono sicuramente sottostimate: ad affermarlo è il coordinatore delle emergenze di Medici Senza Frontiere (MSF), mentre la conta dei morti nel Paese ha superato le 200 vittime. "La prima sfida è che questa epidemia è senza precedenti. Oggi ci sono più di 700 casi sospetti nell'Ituri", la regione nel nord-est della Repubblica democratica del Congo, al confine con l'Uganda, ha spiegato il coordinatore Msf Florent Uzzeni, ad AFP da Bunia, capoluogo della provincia.

"Di solito - prosegue - quando si interviene in caso di epidemie di Ebola, lo si fa non appena si registrano alcuni casi, ma mai 700. Ci troviamo quindi di fronte a un'epidemia di grandi proporzioni che si è già diffusa in numerose zone. L'epidemia ha colpito anche centri urbani con diverse centinaia di migliaia di abitanti, il che purtroppo ne favorirà inevitabilmente la diffusione", aggiunge. Secondo quanto riferito su X dal direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, sono nel frattempo "oltre 900" i casi sospetti di Ebola, di cui 101 confermati, registrati nella Repubblica Democratica del Congo, dove è in corso un'epidemia causata dal ceppo Bundibugyo del virus, per il quale non esistono al momento vaccini né trattamenti specifici.

Secondo l'ultimo bilancio diffuso sabato dal Ministero della Salute congolese, l'epidemia ha causato 204 morti su 867 casi sospetti. Le autorità locali avevano decretato ufficialmente l'inizio dell'epidemia il 15 maggio, con l'Oms che ha conseguentemente attivato un'allerta sanitaria internazionale.

In Uganda sono stati segnalati altri due casi confermati tra il personale sanitario, facendo salire a 7 il numero totale, tra cui un morto. "In questo tipo di epidemia è molto importante pensare anche a tutti i malati che non hanno l'Ebola, poiché hanno bisogno di cure, penso in particolare alla malaria. Ma ci troviamo anche in una zona in cui i campi profughi hanno bisogno di acqua e, appunto, l'accesso ai servizi sanitari di base è assolutamente necessario e non va trascurato", ha concluso.

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