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Coaching, Monica Urbani: desidero dare strumenti alle persone

di TMNews martedì 26 settembre 2023
3' di lettura

Roma, 26 set. (askanews) - Monica Urbani, laureata all'Università di Trieste in Scienze Politiche con un indirizzo in Psicologia del Lavoro, sin dalle prime esperienze lavorative che ha svolto come categoria protetta, in quanto ipovedente, fino al successo raggiunto nel campo delle risorse umane e del coaching, ha dimostrato una dedizione straordinaria nel trovare il suo cammino e coltivare la sua passione. Urbani racconta che la sua evoluzione, iniziata quando ha cominciato a muovere i suoi primi passi nell'ambito dell'assistenza commerciale per l'azienda in cui lavorava, ha avuto modo di trasformarsi e crescere fino ad arrivare all'ambito delle risorse umane, ambito che ha sempre amato e che sente riflettere le sue vere aspirazioni. Il suo viaggio l'ha portata a scoprire che il suo cuore era profondamente coinvolto in questa direzione, confermando che le passioni autentiche possono condurre al successo. L'ipovisione non è mai stata un ostacolo per Urbani, ma piuttosto un incentivo a dimostrare che le abilità e la dedizione possono prevalere su qualsiasi sfida. Durante il periodo di pandemia, al contrario di molti, Urbani ha vissuto una sorta di fase di rinascita, riuscendo a coltivare quelle passioni accantonate e scoprendone di nuove. Ha proseguito il suo percorso nel coaching, iniziato già nel 2014, completando una certificazione PCC (rilasciata dalla Federazione internazionale di Coaching) che l'ha guidata a scoprire nuovi modi per aiutare gli altri a svilupparsi e a crescere, condividendo il tutto sul suo canale YouTube, nato proprio con questo scopo. L'esame di certificazione da lei sostenuto è l'ennesimo esempio della sua perseveranza, essendo molto lungo e complicato per un ipovedente, ma nel frattempo già esercitava la professione per accumulare le ore necessarie alla certificazione. La sua passione per la scrittura si è anche tradotta in due racconti pubblicati (che hanno dato vita ad una collana intitolata "Unici", disponibile su Amazon) "Non guardarmi, non ti sento" e "AMA". "Nel mio primo libro - racconta - ho voluto rendere centrale il punto di vista di chi vive una situazione di diversa abilità, ma la vive veramente. A volte sembra che gli altri debbano raccontare la tua storia, e ci sono delle cose che infastidiscono, come il concetto dell'inclusione: se tu sei un essere umano vivi a prescindere che qualcuno ti includa o meno, ma non si capisce perché si debba includere. I personaggi della mia storia non sono supereroi, ma persone che hanno imparato ad affrontare la vita in modo diverso, adottando le proprie strategie. È, quindi, un racconto in prima persona autobiografico in cui il fulcro della storia è il senso di gratitudine e di riconoscenza nei confronti della vita, in cui viene sottolineata l'importanza di cogliere le opportunità che la vita stessa ci offre attraverso ogni incontro in qualsiasi situazione. Come nel principio buddista, anche dal fango può nascere un fiore". Il secondo libro, "AMA", è un racconto che affronta la diversità in un modo poetico ed empatico, sfidando gli stereotipi e aprendo nuove prospettive sulla diversità di genere e sull'orientamento sessuale. Oltre alle sue realizzazioni personali, Urbani porta avanti una missione nel campo del coaching, con la sua società "Coaching more" lavorando su progetti che promuovono la diversità, la crescita personale e la diffusione del concept coaching a livello internazionale: "Vivo il mio lavoro di coach con una vocazione. Per me è fondamentale dare gli strumenti alle persone per riuscire a scoprire la loro bellezza autentica" spiega Urbani. Le sue esperienze lavorative sono tutte strettamente collegate e connesse, proprio perché come racconta lei stessa "Ho imparato a vivere nel flusso delle cose, trovando un senso profondo a quello che faccio, ma soprattutto cercando di restituire agli altri quell'opportunità che è stata data a me in passato. Adesso desidero aiutare le altre persone, perché nel mio piccolo, so che è così che si cambia il mondo". Con i suoi successi e la sua filosofia di vita, Urbani continua a ispirare coloro che incrociano il suo cammino e dimostra che ogni sfida può essere superata attraverso la fiducia in se stessi e nell'energia positiva che ci circonda.

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Ferrari presenta Luce, la prima elettrica del Cavallino

Roma, 25 mag. (askanews) - Ferrari apre un nuovo capitolo della sua storia con Luce, la prima vettura full electric della Casa di Maranello, presentata a Roma nella Vela di Calatrava davanti a oltre 200 giornalisti arrivati da tutto il mondo. "Con Ferrari Luce ridefiniamo ancora una volta i limiti del possibile", ha detto il presidente John Elkann. Per il Ceo Benedetto Vigna, la nuova vettura offre "una nostra inedita visione dell'elettrificazione" e conferma la libertà di scelta tra termico, ibrido plug-in ed elettrico.

La Luce nasce su una piattaforma dedicata, con quattro motori elettrici indipendenti, batteria da 122 kWh e architettura a 800 volt. In Launch Control sprigiona fino a 1050 cavalli e oltre 11mila Nm alle ruote: 0-100 in 2,5 secondi, 0-200 in 6,8 secondi, velocità massima di 310 chilometri orari e autonomia stimata di 530 chilometri. Ferrari ha confermato un prezzo di 550mila euro in Italia. Gli ordini partono da domani, mentre le prime consegne in Europa sono attese entro fine anno.

La Luce è anche una Ferrari inedita: cinque posti, quattro porte con apertura a portafoglio come sulla Purosangue, grande abitabilità per i passeggeri seduti dietro e bagagliaio da quasi 600 litri. Il design è stato progettato con LoveFrom dell'ex Apple Jony Ive, in collaborazione con il Centro Stile Ferrari, e si distingue per la grande glass house, i fari posteriori rotondi e i cerchi da 23 e 24 pollici. Gli interni uniscono pelle, vetro e alluminio anodizzato, schermo centrale orientabile e numerosi tasti fisici, in controtendenza rispetto agli abitacoli dominati dai maxi-schermi.

Dal punto di vista tecnologico debuttano Vehicle Control Unit, trazione integrale elettrica, torque vectoring, sospensioni attive e ruote posteriori sterzanti indipendenti. Un pacchetto definito full active corner, che dà la sensazione di guidare un'auto agile rispetto al suo peso. Il sound non è sintetico e non simula un motore termico: nasce dalla meccanica del powertrain elettrico e può accompagnare la guida sportiva oppure lasciare spazio al silenzio.

La batteria utilizza celle della coreana Sk on, ma è assemblata nell'e-Building di Maranello, dove vengono prodotti tutti i componenti elettrici della vettura. Ferrari garantirà assistenza su tutti i componenti della vettura e soluzioni dedicate per gestire valore residuo e obsolescenza.

Per Ferrari, la prima elettrica non è solo una nuova motorizzazione, ma una sport car con comfort e spazio da vettura più grande, pensata per aprire un nuovo segmento di gamma.

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"Caracalla danza", coreografie e performance nel sito archeologico

Roma, 25 mag. (askanews) - Coreografie e movimenti di corpi che si integrano con il sito archeologico, spettacoli che diventano percorsi ed esperienze per il pubblico, in particolare al tramonto.

Torna "Caracalla Danza", festival voluto dalla Soprintendenza Speciale di Roma, con la collaborazione del Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto: dal 26 giugno al 5 luglio il meglio della danza internazionale in una location d'eccezione.

L'edizione 2026 si apre con un'iniziativa site specific, curata da Diego Tortelli, che si è occupato delle coreografie per la cerimonia di chiusura dei Giochi di Milano Cortina.

La Soprintendente Speciale di Roma, Daniela Porro: "Un'opera site specific che si chiama 'Découvert Caracalla'. Una serie di ballerini danzano accompagnati da una violoncellista e si muovono dallo specchio d'acqua attraverso i luoghi, i siti più importanti delle Terme, passando anche attraverso luoghi meno conosciuti come i sotterranei con il mitreo e dunque ci sarà la partecipazione diretta del pubblico, una sorta di movimento fluido che vuole evocare il movimento fluido dell'acqua".

L'evento "Caracalla Danza" ha preso il via proprio da un'installazione architettonica al centro dei giardini delle Terme, lo Specchio d'Acqua, inaugurato nel 2024 con la coreografia "Rhapsody in blue", che ora torna ad animarsi, soprattutto con i gioch di luce al tramonto.

Il 30 giugno qui andrà in scena "Impromptus. Arie, danze e improvvisazioni", tra danza e musica; dal 3 al 5 luglio, infine sono in programma tre spettacoli da palcoscenico ("Preludio" di Diego Tortelli, "An Echo, A Wave" di Philippe Kratz e "Bliss" di Johan Inger).

Gigi Cristoforetti, direttore del Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto: "Noi siamo abituati a pensare a una danza come un meccanismo perfetto per il palcoscenico, in realtà la danza è fatta di corpi vivi ed è in grado di rendere vivo anche uno spazio".

Quest'anno come partner artistici del progetto ci sono anche il Teatro dell'Opera di Roma con la sua Scuola di Danza e la Fondazione Ravenna Manifestazioni.

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"I colori della tempesta", l'uomo che salvò 10000 capolavori da nazisti

Roma, 25 mag. (askanews) - Racconta il "Monument man" italiano, l'uomo che ha salvato circa diecimila capolavori, fra cui "La tempesta" di Giorgione e "La cena di Emmaus" di Caravaggio dai bombardamenti e dalle razzie dei nazisti, il film "I colori della tempesta", nei cinema dal 27 maggio.

Il regista Roberto Dordit porta sullo schermo l'incredibile storia di un giovane Sovrintendente delle Marche, Pasquale Rotondi, interpretato da Simone Liberati, che con pochi mezzi, mettendo in pericolo la propria vita, riuscì a nascondere fino alla fine della guerra opere d'arte che arrivavano da Marche, Venezia, Milano e Roma.

"Lui aveva 30 anni, quindi questo patrimonio ce lo hanno salvato i 30enni dell'epoca. - ha spiegato il regista - Quindi lui con quella che anni dopo chiamò la sua piccola armata Brancaleone, cioè sua moglie, il suo autista, fondamentalmente i custodi di Palazzo Ducale, ne è venuto a capo con molta astuzia secondo me, perché ha dovuto affrontare le SS al momento delle razzie, che non era facile".

Il senso del dovere e l'amore per l'arte hanno guidato Rotondi, che dopo la guerra non ha più voluto parlare di questa storia. Sua figlia Giovanna ha aiutato il regista a ricostruirla. "Lui sostanzialmente si rivolge ai giovani, cioè lui dice: se noi perdiamo queste opere, noi perdiamo questo patrimonio artistico internazionale, di cui non potranno usufruire i giovani" ha detto Dordit.

Il film accompagnato dalle musiche di Remo Anzovin è girato nel Montefeltro, visto che i nascondigli individuati da Rotondi furono la Rocca di Sassocorvaro e il Palazzo dei Principi di Carpegna. "Per quella popolazione questi erano segreti di Pulcinella, loro aiutavano anche a scaricare le casse. - ha detto il regista - Lui diceva che erano libri per un archivio ma i libri pesano molto di più, avevano capito tutti che erano dipinti. E nessuno ha parlato".

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In RD Congo "204 morti" per ebola, Msf: epidemia 'senza precedenti'

Roma, 25 mag. (askanews) - L'epidemia di Ebola in Repubblica democratica del Congo è "senza precedenti" e le cifre sono sicuramente sottostimate: ad affermarlo è il coordinatore delle emergenze di Medici Senza Frontiere (MSF), mentre la conta dei morti nel Paese ha superato le 200 vittime. "La prima sfida è che questa epidemia è senza precedenti. Oggi ci sono più di 700 casi sospetti nell'Ituri", la regione nel nord-est della Repubblica democratica del Congo, al confine con l'Uganda, ha spiegato il coordinatore Msf Florent Uzzeni, ad AFP da Bunia, capoluogo della provincia.

"Di solito - prosegue - quando si interviene in caso di epidemie di Ebola, lo si fa non appena si registrano alcuni casi, ma mai 700. Ci troviamo quindi di fronte a un'epidemia di grandi proporzioni che si è già diffusa in numerose zone. L'epidemia ha colpito anche centri urbani con diverse centinaia di migliaia di abitanti, il che purtroppo ne favorirà inevitabilmente la diffusione", aggiunge. Secondo quanto riferito su X dal direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, sono nel frattempo "oltre 900" i casi sospetti di Ebola, di cui 101 confermati, registrati nella Repubblica Democratica del Congo, dove è in corso un'epidemia causata dal ceppo Bundibugyo del virus, per il quale non esistono al momento vaccini né trattamenti specifici.

Secondo l'ultimo bilancio diffuso sabato dal Ministero della Salute congolese, l'epidemia ha causato 204 morti su 867 casi sospetti. Le autorità locali avevano decretato ufficialmente l'inizio dell'epidemia il 15 maggio, con l'Oms che ha conseguentemente attivato un'allerta sanitaria internazionale.

In Uganda sono stati segnalati altri due casi confermati tra il personale sanitario, facendo salire a 7 il numero totale, tra cui un morto. "In questo tipo di epidemia è molto importante pensare anche a tutti i malati che non hanno l'Ebola, poiché hanno bisogno di cure, penso in particolare alla malaria. Ma ci troviamo anche in una zona in cui i campi profughi hanno bisogno di acqua e, appunto, l'accesso ai servizi sanitari di base è assolutamente necessario e non va trascurato", ha concluso.

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