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A Madrid "Bailo Bailo", la prima mondiale del musical della Carrà

di TMNews lunedì 6 novembre 2023
2' di lettura

Roma, 6 nov. (askanews) - Grande successo per la Prima Mondiale del musical "Bailo Bailo" dedicato al mito Raffaella Carrà, che ha debuttato a Madrid con un red carpet affollato di vip spagnoli e che ha visto in prima fila anche l'ambasciatore italiano in Spagna, Giuseppe Buccino Grimaldi, oltre al compagno di vita e di lavoro della Carrà, Sergio Iapino.

Lo spettacolo, fortemente voluto dalla produttrice italiana Valeria Arzenton, è una collaborazione panaeuropea che schiera case di produzione quali la Dreamcatcher SL e l'italiana ZED e ha visto la luce nel rinnovato Capitol che - dopo essere stato solo cinema dal 1933 - ritorna per la prima volta a sala spettacoli. Un luogo speciale ed unico in Gran Via, nel pieno centro e cuore della capitale spagnola, una produzione che da Madrid si rivolge al mondo, con l'ambizione di rappresentare un "Latin Mamma Mia" carico di gioia e vitalità. Liberamente adattato dal film Explota Explota di Nacho Alvarez, "Bailo Bailo" ha coinvolto alcune fra le maggiori stelle del musical internazionale, con star del calibro di Lydia Fairen, Natalia Millan, Thomas Naim, Dani Tatai, Pepa Lucas e Chez Gutzman. Alla regia Federico Bellone, con le coreografie di Gillian Bruce, la supervisione musicale di Giovanni Maria Lori e la produzione di Valeria Arzenton. Consulente artistico, Sergio Iapino.

Durante il debutto, pubblico in delirio e tanti applausi a scena aperta, una folla di Raffa lovers scatenati ha ballato e cantato a squarciagola i brani più iconici del mitico caschetto biondo in ogni ordine di fila. A fine spettacolo, il sipario fatto di mille luci sfavillanti si è chiuso, rimandando una bellissima immagine della grande artista. Una voce cristallina riempie lo spazio. E' lei. L'unica, inimitabile, Raffaella Carrà.

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Reporter Senza Frontiere: la libertà di stampa ai minimi nel mondo

Roma, 30 apr. (askanews) - Secondo Reporter Senza Frontiere, la libertà di stampa in tutto il mondo ha raggiunto un nuovo minimo. Nel suo ultimo rapporto, il World Press Freedom Index 2026, presentato a Taipei, si legge che per la prima volta nei 25 anni di storia dell'indice (Rsf), più della metà dei paesi del mondo rientra ora nelle categorie 'difficili' o 'molto gravi' per la libertà di stampa" e che "il punteggio medio per tutti i paesi e territori del mondo non è mai stato così basso". La libertà di stampa è in calo in 100 paesi su 180, tra pressioni politiche in crescita - si legge- tendenze autoritarie in aumento e mercato dei media fortemente indebolito.

Inoltre, la percentuale della popolazione mondiale che vive in un paese in cui la situazione della libertà di stampa è considerata "buona", è crollata dal 20% a meno dell'1%. Solo sette paesi del Nord Europa, guidati dalla Norvegia, rientrano in questa categoria.

Gli Stati Uniti, che erano già passati da una situazione "abbastanza buona" a una "problematica" nel 2024, anno della rielezione di Donald Trump, sono scesi di altre sette posizioni a 64, si legge nel rapporto. La Russia di Vladimir Putin è al 172esimo posto. L'Italia passa dalla posizione 49 alla 56. La Germania è 14esima, la Francia 25esima. Il peggior crollo nella classifica nel 2026 si è verificato in Niger, sceso di 37 posizioni, al 120esimo posto con la giunta militare al potere.

Aleksandra Bielakowska, responsabile di RSF per l'Asia-Pacifico, ha detto che "i tre paesi con il punteggio peggiore rimangono gli stessi dell'anno scorso, ovvero Cina, Eritrea e Corea del Nord, senza troppe sorprese, paesi totalitari in termini di accesso alla libertà di stampa, non c'è libertà di stampa".

E Cedric Alviani, a capo di Rsf per l'Asia orientale ha specificato: "La libertà di stampa non significa che i media hanno il diritto speciale di fare ciò che vogliono. Non significa che i proprietari dei media, ovvero i gruppi che possiedono i mezzi di informazione, hanno il diritto di utilizzare i media come desiderano per il proprio tornaconto. Questa non è libertà di stampa".

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La Marea di Melissa McGill: la Laguna sulle lenzuola a Corte Nova

Venezia, 30 apr. (askanews) - La strada è celebre per i panni stesi e per quel senso di verità del luogo che a Venezia è a rischio tanto quanto gli ecosistemi lagunari e Melissa McGill, artista newyorchese con un forte legame con il capoluogo veneto, ha scelto di usare proprio quell'estetica per il progetto di arte pubblica "Marea", allestito fino al 10 maggio a Corte Nova a Castello.

"Sono sempre stata molto ispirata da Corte Nova - ha detto l'artista ad askanews - perché ha ancora un cuore veneziano ed è pieno di persone che risiedono lì da molti anni. E oggi io vorrei unire e celebrare questa comunità attraverso questa opera e usare il mio ruolo di artista per dare vita a uno spazio molto creativo nel quale possiamo collaborare e celebrare la loro presenza".

Le grandi lenzuola occupano la strada, formano un cielo d'acqua che è profondamente veneziano e, complice il vento, creano un movimento che è fisico, ma anche metaforico, e ci riporta alla potenza naturale dei luoghi e all'intensità dello spazio mentale che ci permettono di avere.

"Ho usato tantissima acqua per dipingere, è proprio una conversazione con l'acqua - ha aggiunto Melissa McGill - si vedono i disegni, i gesti, i colori che ho studiato, quindi passa l'energia della Laguna, ma si parla anche di cambiamenti climatici, di moto ondoso, di turismo di massa. E quindi nel progetto ci sono anche tutti questi temi".

Il progetto prevede anche una mostra, poco distante da Corte Nova, nella galleria 10 & zero uno, che, in collaborazione con Mazzoleni, ospita una serie di altre opere dell'artista sempre ispirate al tema dell'acqua, come il progetto Red Regatta, che ha visto l'arte di Melissa McGill letteralmente attraversare la Laguna. E questo legame oggi si rinsalda.

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"L'amore sta bene su tutto", Morelli, Gerini, i sentimenti imprevedibili

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A proposito del suo personaggio Morelli ha detto: "E' un uomo che in realtà si protegge dall'amore perché si protegge dalla sofferenza, ma l'amore ti mette a rischio, quindi consigli sull'amore proprio non se ne possono dare, l'amore va vissuto e comporta inevitabilmente dei rischi".

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