CATEGORIE

Spazi da non perdere, alla scoperta dello spazio urbano

di TMNews mercoledì 6 dicembre 2023
2' di lettura

Roma, 6 dic. (askanews) - "L'interazione tra lo spazio, il gioco, il bambino e l'attività che si svolge in questo connubio crea nel bambino un'esperienza profonda che poi si trasformerà in ricordo, e il ricordo sarà un principio fondamentale per diventare un buon cittadino". Con queste parole Samanta Ubaldi, presidente Associazione Les Friches, sintetizza il senso dell'iniziativa "Quissi in città", volta alla scoperta degli angoli nascosti della città di Macerata e di alcuni comuni della provincia.

Quattro gli appuntamenti itineranti in cui i centri storici di Macerata e di Pollenza, Appignano e Corridonia, scelti in accordo con le coordinatrici pedagogiche dei servizi educativi, sono stati punto di partenza di attività di esplorazione e gioco da parte dei bambini ma anche delle loro famiglie.

"Un incrocio di vite che si trovano insieme in uno spazio pubblico che diventa accessibile e quindi si riempie di relazioni significative" sono state infatti le parole di una delle mamme partecipanti a "Quissi in città".

L'iniziativa è stata promossa dall'associazione culturale Les Friches, partner del progetto C'era una volta, selezionato da Con i Bambini nell'ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. A venire coinvolti non solo i bambini e le loro famiglie, che hanno giocato ed esplorato insieme negli spazi urbani all'aperto, ma anche operatori, educatrici ed insegnanti che sono stati coinvolti in attività formative.

Partendo da un luogo del centro storico, sono stati realizzati veri e propri percorsi ludico-didattici, volti sia a scoprire spazi spesso inesplorati o dimenticati sia a riappropriarsi, con creazioni e installazioni temporanee, di quello stesso spazio.

Il percorso ha creato legami tra i partecipanti e tra le persone e gli spazi vissuti insieme, dando valore al confronto e alle piccole cose. In questo modo lo spazio urbano non è stato semplicemente attraversato, ma conosciuto e vissuto in svariate modalità creative e vissuto come possibile contesto di crescita per i piccoli cittadini.

tag

Ti potrebbero interessare

Cosa lasciano le Paralimpiadi? Se ne è parlato all'Istituto dei Ciechi

Milano, 13 mar. (askanews) - "Siamo qui nella cornice dell'Istituto dei Ciechi, un palazzo meraviglioso a Milano, per parlare del lascito delle Paralimpiadi Invernali, grazie a una ricerca fatta da SWG, che abbiamo sostenuto come Coca Cola Italia, abbiamo cercato di tracciare un bilancio di come gli italiani hanno percepito questi Giochi. Sono stati sicuramente un appuntamento per celebrare la massima espressione della performance sportiva, olimpica e paralimpica. Noi come Coca Cola supportiamo da sempre i Giochi paralimpici perché condividiamo i valori di questo grandissimo evento": così Cristina Camilli, direttrice relazioni istituzionali, comunicazione e sostenibilità di Coca Cola Italia, a margine dell'Incontro "Giochi Paralimpici Invernali: un'eredità di inclusione", presso la Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano.

"Abbiamo creato un piccolo codice per persone ipovedenti e non vedenti, per permettere a chi ha difficoltà visive di accedere al contenuti delle etichette dei prodotti", ha spiegato la responsabile.

L'incontro è stato promosso congiuntamente da Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) e CocaCola: un momento di confronto dedicato al valore dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 come occasione concreta per rafforzare una cultura dell'accessibilità e dell'inclusione, anche oltre lo sport. Ad aprire i lavori Mario Barbuto, Presidente Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), e Rodolfo Masto, Presidente della Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano.

TMNews

"La torta del Presidente", tra commedia e dramma nell'Iraq anni '90

Roma, 13 mar. (askanews) - Hasan Hadi ha vinto la Caméra d'Or e il Premio del Pubblico alla Quinzaine des Réalisateurs a Cannes raccontando una storia drammatica ma piena di vitalità e di umorismo ambientata nell'Iraq degli anni Novanta. La protagonista de "La torta del Presidente", nei cinema del 19 marzo, è una bambina che mentre il Paese lotta per sopravvivere a guerra e carestia è obbligata a preparare una torta per festeggiare il compleanno di Saddam Hussein. Lamia, 9 anni, arriva in città, dove è impossibile trovare zucchero e farina, e con il suo amico Saeed e il suo gallo va incontro a mille peripezie.

La storia raccontata da Hasan Hadi parte dai suoi ricordi di infanzia. "Io credo che la corruzione, i problemi che abbiamo oggi in Iraq nascano proprio in quel periodo, che è stato una specie di buco nero, perché eravamo completamente isolati, da Saddam e dalle sanzioni economiche. - ha detto il regista - Quando ero bambino, come Lamia, mi ricordo che vivevamo in un Paese di cui eravamo orgogliosi, che era il luogo di nascita delle più antiche civiltà, ma allo stesso tempo c'era una delle dittature più brutali. Allo stesso tempo ho anche ricordi bellissimi delle persone, della mia comunità".

Il regista mostra la realtà quotidiana della sua gente attraverso gli occhi vivacissimi della protagonista, celebra il potere dell'amicizia, sempre tenendo un grande equilibrio tra dramma e commedia. "E' qualcosa che impari in quelle situazioni, ridicolizzare la tragedia è il tuo strumento di sopravvivenza" ha concluso Hadi.

TMNews

Il momento in cui un raid israeliano colpisce edificio sud del Libano

Roma, 13 mar. (askanews) - Immagini di AFPTV mostrano il momento in cui un attacco israeliano colpisce un edificio nel villaggio di Abbasiyeh, nel Sud del Libano, vicino a Tiro. Secondo il ministero della Salute libanese, gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 773 persone dal 2 marzo, mentre Israele ha promesso che il Libano pagherà un prezzo sempre più caro in termini di danni alle infrastrutture.

TMNews

Paolo Borgia, nunzio apostolico in Libano in visita nel sud del Paese

Roma, 13 mar. (askanews) - Fedeli cristiani dei villaggi del Libano meridionale hanno accolto calorosamente l'arcivescovo Paolo Borgia, nunzio apostolico in Libano, pochi giorni dopo la morte del sacerdote Pierre Rai, ucciso dal fuoco dell'artiglieria dell'esercito israeliano.

TMNews