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Wim Wenders: Noi tutti dovremmo rallentare, la routine può dare forza

di TMNews venerdì 15 dicembre 2023
2' di lettura

Roma, 15 dic. (askanews) - È semplice, ripetitiva ma rispettosa degli altri e del bene comune, la vita del protagonista del nuovo film di Wim Wenders, "Perfect days", nei cinema dal 4 gennaio. Ed è quella la vita a cui forse noi tutti dovremmo tendere, secondo il regista tedesco, che è tornato in Giappone per raccontare la storia di un uomo che fa con grande rispetto le pulizie nei bagni pubblici di Tokyo, e nel tempo libero si dedica alla musica, ai libri, alle piante.

"Vive come un signor Nessuno, ha un'esistenza modesta, è invisibile, ma lui ha uno sguardo per tutti, rispetta tutti. Lui ama la sua routine e più la osservi più ti rendi conto che non è noiosa. Quest'uomo ha la capacità di vivere nel qui e ora. Nelle nostra cultura la routine ha una connotazione negativa ma il fare le stesse cose, al meglio, in realtà ti può dare forza e libertà. Io penso che è una cosa che mi manca e mi aiuterebbe".

Il regista, dopo più di 50 anni di carriera, è convinto che il cinema possa mostrarci modi diversi di vivere e a proposito di questo periodo storico dice: "Se penso agli inizi della mia carriera penso che vivevamo una vita più tranquilla, pacifica, quasi idilliaca. Quello che succede oggi, le guerre, fanno paura. Sappiamo tutto quello che succede nel mondo, siamo come travolti. Pensavo che la pandemia avrebbe portato ad un rallentamento, una pace diversa, ma è successo l'opposto. Forse il protagonista del mio film ci può insegnare una vita più semplice".

Il protagonista del film è interpretato da Koji Yakusho, vincitore della Palma d'oro per il migliore attore al Festival di Cannes, e "Perfect days" è stato candidato dal Giappone all'Oscar. "La prima volta che venni a Tokyo era la metà degli anni Settanta, sembrava un Paese remoto ma io mi sentii stranamente a casa. Oggi è una città molto vivibile, pulita, la gente è gentile, non senti quel pericolo che avverti nelle nostre città, fa bene al cuore" conclude Wenders.

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