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StudioHub: la rivoluzione educativa parte dalla pedagogia

di TMNews mercoledì 20 dicembre 2023
3' di lettura

Roma, 20 dic. (askanews) - Socrate diceva che non poteva insegnare nulla ai suoi allievi, poteva solo "farli pensare", perché è questo che fa un pedagogista: aiutare i suoi alunni nello sviluppo del pensiero critico. Socrate, forse, non aveva tutti i torti, anche se nella frenesia quotidiana dell'istruzione e della formazione, questo obiettivo viene spesso perso di vista.

È proprio partendo da questo paradigma che il centro studi e di formazione "StudioHub" ha voluto mettere in atto una sorta di "rivoluzione educativa", tornando a quella che è la base fondante della formazione: la pedagogia, protagonista assoluta del metodo proposto. Le fondamenta del centro, infatti, si costruiscono su una visione umanistica a 360° dell'istruzione: "La pedagogia è la chiave indispensabile del nostro approccio", afferma Maria Teresa Perrotta, fondatrice del centro, che continua "ci occupiamo di supporto scolastico a tutto tondo dal doposcuola alle ripetizioni di singole materie per i giovani delle scuole superiori fino a giungere alla formazione per adulti, senza dimenticare quanto importante sia l'individuo con il suo vissuto, pedagogicamente parlando. La nostra mission è infatti quella di recuperare l'essenza più profonda del pedagogo, guardando anche al passato. Influssi che vengono sicuramente dalla formazione della stessa fondatrice - laureata in Filologia classica e moderna, docente esperta nel trattamento dei BES e specializzata in pedagogia clinica - che al contempo guarda anche al futuro. Al centro StudioHub, infatti, non c'è solo la voglia di recuperare la tradizione, ma pure di offrire innovazione, soprattutto nel metodo didattico e gestionale. "Il centro StudioHub nasce dall'esperienza nel campo della formazione, del comparto scuola e del mondo delle professioni: un crocevia di competenze al servizio di studenti e professionisti del futuro. Non ci dedichiamo soltanto ai più "giovani" in età scolastica. Il centro, innovativo sia nel metodo didattico che in quello gestionale, si rivolge anche agli adulti che intendono affinare il proprio curriculum partendo dal mondo universitario, passando per quello delle certificazioni, fino a giungere all'area specialistica del comparto lavoro. Siamo infatti fermamente convinti che rimettere la persona al centro, con i suoi bisogni, le sue esperienze, le sue potenzialità, possa essere un catalizzatore per risolvere questioni che necessariamente hanno anche risvolti attuali: basti pensare a fenomeni come il bullismo e il cyberbullismo, la triste piaga sociale del femminicidio e delle violenze in generale, che ci impongono una riflessione sociale e un intervento precoce nel processo educativo e formativo dell'individuo" racconta Perrotta. Pedagogia e attualità: ecco come, secondo il centro StudioHub, è possibile attuare un cambiamento necessario che possa dar voce a tutti ma anche una consapevolezza sempre maggiore. "Studio Hub vuole dar una voce prima di tutto consapevole ai giovani. E' necessario sempre ascoltare le loro esigenze, creando uno spazio in cui possano sentirsi compresi" spiega la fondatrice. Oltre al supporto scolastico e alle ripetizioni, il Centro si impegna a guidare i ragazzi nella scelta convinta e adatta del percorso di studi. "L'approccio umanista nell'istituzione è ciò che fa la differenza: riuscire a far emergere le emozioni e i disagi degli studenti, creando un ambiente in cui possono esprimere liberamente le proprie preoccupazioni è il nostro obiettivo. Insieme facciamo un percorso, non solo legato strettamente al mondo della formazione. È un percorso di crescita, che auspichiamo porti a una sana maturità", aggiunge. Studio Hub, quindi, non vuole proporsi solo come una risorsa educativa, ma come luogo in cui gli studenti possano sentirsi ascoltati, compresi e supportati. ". Diamo gli strumenti ai ragazzi, facciamoli pensare, ascoltiamoli" conclude Perrotta. Perché se come diceva Socrate non si può insegnare nulla ai propri alunni, allora è il caso di aiutare loro a coltivare il pensiero critico.

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Il brano non si limita a raccontare un evento: lo trasforma in una testimonianza, in un atto di memoria e rispetto verso le famiglie dei servitori dello Stato che affrontano sacrifici enormi, spesso invisibili agli occhi del mondo.

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"Papà dove sei" è una ballad costruita senza artifici, lasciando spazio alla verità della storia: archi, pianoforte, voci pulite, una produzione asciutta che privilegia emozione e ascolto.

La canzone diventa così un omaggio ai padri che non ci sono più, alle famiglie che restano, ai bambini che aspettano risposte, e a tutti coloro che servono il Paese tra sacrifici e silenzi.

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