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Ue, ok ad aiuto di Stato in Germania per fabbrica batterie elettriche

di TMNews lunedì 8 gennaio 2024
1' di lettura

Bruxelles, 8 gen. (askanews) - L'Ue ha autorizzato per la Germania un aiuto di Stato da 902 milioni di euro per sostenere la costruzione in Germania di una fabbrica di batterie per veicoli elettrici per il gruppo svedese Northvolt, la quale altrimenti sarebbe stata spostata negli Stati Uniti.

"La Commissione ha approvato un aiuto di Stato 'allineato' per Northvolt, dell'ammontare di poco più di 900 milioni di euro", ha affermato Margrethe Vestager, commissario europeo per la concorrenza.

"L'aiuto di Stato 'allineato' è una nuova funzione che stiamo utilizzando. L'abbiamo prevista nel quadro della crisi temporanea e della transizione per garantire che alle aziende a cui vengono offerti aiuti in altri ordinamenti, se uno Stato membro lo desidera potrà eguagliare l'aiuto di Stato affinché l'investimento avvenga in Europa, la tecnologia sia sviluppata in Europa e i posti di lavoro creati in Europa", ha aggiunto.

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"Siamo qui a inaugurare la Casa del Made in Italy anche in Avellino, è la terza Casa del Made in Italy che inauguriamo in Campania, l'abbiamo fatto a Napoli e a Caserta ed è la 26esima Casa del Made in Italy che inauguriamo nel nostro territorio nazionale con l'obiettivo di giungere entro la legislatura ad avere una Casa del Made in Italy in ogni regione e, ci auspichiamo, in ogni provincia produttiva del nostro Paese. Questo progetto che nasce sin dall'inizio della legislatura, ha l'obiettivo di fornire, nel luogo più vicino alla loro attività, un servizio completo di informazione e di assistenza per chiunque svolga un'attività produttiva. Quindi innanzitutto per le imprese artigianali, per le piccole medie imprese, per coloro che esercitano un'attività commerciale, che hanno sicuramente più bisogno delle grandi imprese di un servizio su misura accanto al luogo dove producono".

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La decisione si inserisce nel percorso di rinnovamento avviato da Carlo III dopo l'ascesa al trono, con una monarchia che punta a mostrarsi più aperta e trasparente. In questa direzione va anche un'altra novità senza precedenti: il re è diventato il primo monarca britannico a rendere pubblico quanto paga di tasse.

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