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Parlamentari Usa a Taipei, sostegno bipartisan a Taiwan

di TMNews giovedì 25 gennaio 2024
1' di lettura

Roma, 25 gen. (askanews) - Dagli Stati Uniti sostegno bipartisan a Taiwan. Due parlamentari statunitensi hanno incontrato il presidente eletto, Lai Ching-te, per riaffermare il sostegno Usa all'isola che la Cina considera parte del suo territorio. I membri della Camera Ami Bera, democratico, e Mario Diaz-Balart, repubblicano, co-presidenti del Congressional Taiwan Caucus, sono arrivati a Taipei per un viaggio di due giorni. "Tra i principali messaggi che portiamo oggi (...) c'è il fatto che il sostegno degli Stati Uniti a Taiwan è fermo, reale e bipartisan al 100%", hanno dichiarato durante un incontro con Lai.

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Rubio: pedaggio a Hormuz? Inaccettabile far pagare il passaggio

Manama (Bahrain), 25 giu. (askanews) - Gli Stati Uniti non accetteranno che l'Iran o altri paesi impongano pedaggi o tariffe per l'uso dello Stretto di Hormuz nell'ambito di un eventuale accordo con Teheran. Lo ha detto il segretario di Stato Usa Marco Rubio, affermando che le vie d'acqua internazionali "non appartengono ad alcuno Stato nazionale".

"Lo Stretto di Hormuz è costituito da acque internazionali. Le vie d'acqua internazionali non appartengono ad alcuno Stato nazionale. Questo è un principio fondamentale nel mondo di oggi, senza il quale il mondo sarebbe nel caos totale", ha dichiarato Rubio, rispondendo a domande durante il suo tour nei paesi del Golfo.

Il capo della diplomazia statunitense ha respinto l'ipotesi che un Paese possa chiedere denaro per il passaggio in una via d'acqua internazionale solo perché questa si trova vicino al suo spazio territoriale. "Se accettassimo che si possa far pagare l'uso di una via d'acqua internazionale perché si trova vicino al proprio spazio territoriale, questo si diffonderebbe nel mondo come un contagio", ha detto.

Rubio ha avvertito che una simile concessione aprirebbe la strada a rivendicazioni analoghe in altre aree strategiche del mondo. "Se ora ci fosse uno stretto per il quale un Paese, o due, o qualunque Paese decidesse di far pagare l'uso, che cosa impedirebbe a ogni Paese del mondo vicino a una via d'acqua di imporre lo stesso? E allora avremmo il caos. Quindi è inaccettabile", ha affermato.

Il segretario di Stato Usa ha aggiunto che non è una questione terminologica. "Si può chiamarlo pedaggio, si può chiamarlo tariffa, lo si può chiamare come si vuole: è un gioco semantico. La realtà è che nessun paese al mondo ha il diritto di far pagare l'uso delle vie d'acqua internazionali", ha dichiarato.

"E questa non sarà mai una condizione accettabile di alcun accordo. Il presidente è stato chiaro su questo", ha concluso Rubio.

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Fertitta: relazione storica Usa-Italia, ora solo "piccolo intoppo"

Napoli, 25 giu. (askanews) - La tappa napoletana dell'ambasciatore degli Stati Uniti d'America Tilman J. Fertitta a bordo del panfilo Boardwalk si è trasformata in un messaggio politico e culturale insieme: a Napoli, al porto, il capo missione ha ribadito l'alleanza storica tra Roma e Washington, descrivendo le recenti tensioni tra Donald Trump e Giorgia Meloni come un semplice "intoppo" nel quadro di una relazione che resta salda. "Italia e Stati Uniti hanno una relazione storica", ha detto Fertitta, sottolineando che "sono i migliori alleati e continueremo ad esserlo". Sul tema dei rapporti dopo le ben note frizioni, l'ambasciatore ha poi ridimensionato il caso: "Penso ci sia stato solo un piccolo intoppo. Noi apprezziamo gli italiani, e gli italiani apprezzano gli americani", ha spiegato.

Nel corso delle dichiarazioni alla stampa accolta a bordo, Fertitta ha affrontato anche l'attualità internazionale, replicando a chi gli chiedeva della possibilità che la pace in Ucraina sia "più vicina". Risposta netta: "Non sembra". Secondo l'ambasciatore, il negoziato non può funzionare se non ci sono condizioni reali e volontà contrapposte: "per litigare ci vogliono due persone" e, per arrivare a una fine della guerra, secondo la sua lettura, "qualcuno deve vincere o arrendersi". E su Trump, l'ambasciatore ha dichiarato in maniera altrettanto netta: "Abbiamo un uomo che dice la verità e non tutti i politici dicono la verità. Donald Trump è grande per l'America, è grande per il mondo", ha detto.

Ma la conversazione ha incluso anche lo sport. L'ambasciatore ha parlato di calcio e di basket, inserendoli come parte di un dialogo più ampio con il pubblico locale. In parallelo, ha collegato la sua iniziativa alla dimensione "diplomatica costiera" promossa con "Coastal Diplomacy", in cui cultura e relazioni bilaterali viaggiano lungo mare. Fertitta, attingendo anche alle sue origini dall'Italia meridionale, ha dedicato parole molto affettuose alla città dove ha fatto tappa in questi giorni: "Napoli è un posto così speciale", ha dichiarato. E partendo dalla storia delle relazioni Usa-Italia, Fertitta è arrivato al giorno d'oggi, ricordando la America's Cup il prossimo anno e definendo Napoli "assolutamente uno dei posti che volevamo scegliere tra le prime tappe per parlare dell'America, della nostra grande Indipendenza, insieme con la vostra Repubblica, entrambe. Dopo 250 anni per l'America e 80 anni di Repubblica in Italia".

La tappa napoletana, quindi, non è stata solo una visita simbolica: per Fertitta Napoli è un nodo storico tra i due Paesi, un palcoscenico internazionale (con l'America's Cup) e un terreno fertile per rafforzare il racconto comune Usa-Italia. Poi su sollecitazione di askanews, interrogato se si sarebbe mai immaginato che la sua idea potesse azzeccare tanto il momento, ha replicato: "Questo è un momento fantastico. Ho un ottimo rapporto con il popolo italiano e con i leader italiani", ha dichiarato. "Posso andare in tutte queste regioni, fermarmi in posti che non raggiungerei mai e incontrare i leader di queste regioni, i vertici militari locali, i leader delle forze dell'ordine, i vertici di aziende e le persone di ciascuna di queste regioni: sono davvero entusiasta", ha chiosato.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio Gualtiero Benatelli

Immagini askanews, archivio

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Cei, Zuppi: patto religioni prezioso come quello padri Costituenti

Roma, 25 giu. (askanews) - "Molto si sono chiesti, se le religioni fossero state unite prima, durante e anche dopo la Seconda Guerra Mondiale e se i cristiani fossero stati uniti, per condannare quel paganesimo del nazismo. La divisione indebolisce". Lo ha detto il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale italiana, a margine della firma del Patto fra le religioni dal titolo: "La via italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale".

Zuppi ha ricordato anche che questo Patto tra religioni è in linea con il metodo usato nel patto tra i padri costituenti per la costituzione della Repubblica italiana.

"Certamente, è il metodo che ha regalato questi 80 anni di fondamento comune. E oggi lo dirò anche al Presidente della Repubblica che ci riceverà. È il metodo anche nelle diversità. - ha aggiunto - C'erano allora come restano evidentemente tra le religioni, occorre invece cercare quello che unisce e, imparare a vivere insieme".

"Il sincretismo - ha aggiunto - c'è quando non c'è dialogo, allora sì che è pericoloso. Il relativismo c'è proprio perché si è dialogato troppo poco", ha concluso Zuppi.

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Cei, Zuppi: religioni condannino uso violenza per giustificare guerre

Roma, 25 giu. (askanews) - "Se già tutte le religioni condannassero la violenza e condannano la violenza, e non giustificassero mai l'uso della violenza, già questo è un segnale importantissimo, perché non si può utilizzare la religione per giustificare le mani alzate contro il proprio fratello". Lo ha detto il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale italiana, a margine della firma del Patto fra le religioni dal titolo "La via italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale".

"La Fratelli Tutti di Papa Francesco - ha aggiunto Zuppi - resta una grande grammatica che raccoglie questi 40 anni di cammino dello spirito di Assisi e lo rilancia. Qui siamo perfettamente in questa stessa direzione. In un mondo che purtroppo, al contrario, facilmente fa crescere le divisioni, la logica della forza, del passare sopra gli altri, del vivere senza gli altri. Questo è un ottimo segnale perché le religioni guardano al futuro senza nessun sincretismo".

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