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Bit 2024, Pizzocaro: si punta su innovazione e personalizzazione

di TMNews lunedì 5 febbraio 2024
2' di lettura

Milano, 5 feb. (askanews) - "Io credo che quello che si percepisce nei padiglioni di questa Bit che è organizzata dalla Fiera di Milano è una grande voglia, una grande voglia di riscoprire mete in Italia, mete in giro per il mondo, la voglia di organizzare dei viaggi personalizzati, c'è veramente tanto tanto desiderio di innovazione. E alla Bit vuol dire che tutti i nostri operatori, sia viaggiatori che operatori professionali, hanno trovato veramente tantissime risposte. Siamo molto soddisfatti dell'affluenza, ma soprattutto lo sono i nostri espositori. Alla Bit ci sono oltre 1.100 espositori da tutto il mondo. Abbiamo una vastissima rappresentanza di realtà italiane, a partire dalle nostre regioni, che tutti gli anni si sanno rinnovare e offrire delle proposte molto molto interessanti. Quest'anno ripropongono con decisione la riscoperta di borghi poco conosciuti, l'outdoor, cammini, quindi tutta una riscoperta del territorio al di fuori delle mete più tradizionali. E poi abbiamo un grande ritorno dell'estero, abbiamo tantissime mete di lungo raggio, ma anche di corto raggio a livello internazionale, che veramente offrono una visione molto ampia di quello che ci aspetterà come proposta turistica nei prossimi mesi". Lo ha detto ad askanews Paolo Pizzocaro, direttore della Bit - Borsa internazionale del turismo, in corso a fieramilanocity.

"Le fiere - ha aggiunto il direttore - avranno sempre a nostro avviso questa funzione importantissima: riuniscono una community che è fatta da tutti i protagonisti del settore per confrontarsi, per stimolare nuovi idee, nuovi progetti e devo dire che con Bit abbiamo fatto veramente centro in un momento in cui è necessario puntare sull'innovazione, perché solo con l'innovazione poi si riesce effettivamente a creare un substrato, a creare delle proposte anche a livello economico vincenti.

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Il fenomeno si osserva bene in California e riflette due dinamiche contemporanee. Da un lato la domanda crescente di esperienze immersive che non siano semplici vacanze ma percorsi di trasformazione personale; dall'altro la capacità del territorio di offrire cornici naturali uniche - dalle spiagge di Laguna Beach ai boschi e ai laghi dell'entroterra - in cui lo yoga si integra con pratiche come meditazione, mindfulness, paddle-yoga e terapie naturali. Boutique retreat e resort selezionati propongono programmi personalizzati per chi cerca un benessere su misura, mentre iniziative pubbliche in parchi e spiagge mantengono viva l'anima comunitaria della disciplina.

Allargando lo sguardo oltre la West Coast, la tendenza a collegare yoga e patrimonio culturale è sempre più evidente. In Italia, per esempio, luoghi patrimonio UNESCO come la Val d'Orcia offrono scenari ideali per pratiche lente e ritiri; la campagna toscana, con sorgenti termali e paesaggi modellati dalla storia, alimenta format che combinano pranayama, camminate consapevoli e terapie termali. Questa contaminazione tra paesaggio culturale e pratiche di benessere valorizza sia la destinazione sia l'esperienza personale, creando un'offerta turistica che punta sulla qualità del tempo e sulla sostenibilità.

Ci sono poi piattaforme come Evaneos che stanno ampliando itinerari che includono non solo visite culturali ma anche percorsi di riconnessione attraverso yoga e meditazione in destinazioni remote o culturalmente ricche. Questi viaggi sono pensati per chi desidera combinare la scoperta di luoghi autentici con pratiche rigenerative, scegliendo guide locali e programmi costruiti attorno ai ritmi del corpo e del paesaggio. Dall'Oman alle montagne del Sudafrica, passando per Marrakech e le sue oasi, l'offerta su misura permette di vivere il benessere nel contesto autentico delle comunità che ospitano i visitatori. E anche se è vero che la meditazione viene insegnata fin dall'infanzia nelle famiglie indiane, come dice Varun Veer, qualcosa si può apprendere anche viaggiando.

Oltre al beneficio individuale, lo yoga sta assumendo una funzione sempre più rilevante nel sostenere economie locali e promuovere forme di turismo responsabile. Eventi e percorsi che coinvolgono piccole strutture, operatori locali e pratiche a basso impatto ambientale contribuiscono a distribuire i flussi turistici fuori dalle grandi rotte, favorendo la manutenzione dei territori e il rispetto delle comunità. In molte località balneari italiane e in destinazioni naturali estere, le lezioni all'alba o al tramonto diventano parte di un racconto territoriale che intreccia slow tourism e cura del paesaggio.

Per la Giornata Internazionale dello Yoga e per la stagione estiva emergono tendenze chiare: la personalizzazione dei programmi, l'integrazione con il territorio e una crescente attenzione alla responsabilità e alla sostenibilità. I viaggiatori chiedono esperienze calibrate sulle proprie esigenze fisiche ed emotive, pratiche che dialogano con patrimoni naturali o culturali come grotte termali e aree protette, e operatori che adottino comportamenti etici coinvolgendo le comunità locali. Anche in Italia le proposte non mancano: dalle lezioni sulla spiaggia alle Alpi, dalle grotte termali in Toscana ai programmi nelle campagne patrimonio UNESCO, con luoghi come la Val d'Orcia o le coste sarde che coniugano tradizione termale e innovazione del benessere.

La Giornata Internazionale dello Yoga è oggi molto più di una ricorrenza: è un catalizzatore che mette in luce come il benessere personale possa diventare motore di nuovi modelli turistici. Dalla California - laboratorio di tendenze tra natura e lusso esperienziale - fino ai piccoli borghi e ai siti UNESCO, lo yoga si conferma ponte tra individuo, comunità e paesaggio. Chi viaggia per praticare non cerca solo posizioni: cerca contesti che nutrano corpo, mente e senso di appartenenza a luoghi che meritano di essere vissuti con responsabilità.

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