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Un anno da Cutro, la marcia per verità e giustizia sulla strage

di TMNews lunedì 26 febbraio 2024
2' di lettura

Milano, 26 feb. (askanews) - "26 febbraio, mai più stragi di migranti nel Mediterraneo". Sono stati i superstiti e i familiari delle vittime del naufragio di Cutro a tenere lo striscione che, sotto la pioggia battente, ha aperto la manifestazione nel centro di Crotone "per non dimenticare", a un anno dalla tragedia che è costata la vita a 94 migranti, di cui 34 bambini.

"Giustizia e verità", "basta stragi di Stato", il grido di tante persone sostenute dalla Rete 26 febbraio, che si compone di circa 400 associazioni. Manuelita Scigliano, portavoce della Rete: "Chiediamo una risposta, se la procedura è in corso, quali sono le difficoltà e si smetta di criminalizzare i migranti e si cominci a riflettere in maniera seria sulla gestione dei flussi migratori. L'emergenza che ci troveremo davanti non è l'emergenza migrazione, ma l'emergenza 'incompetenza' della classe politica che ci governa".

Nessun rappresentante del governo ha partecipato agli eventi salvo, venerdì, una visita lampo del ministro degli Interni Matteo Piantedosi, senza preavviso, con le sole autorità e senza alcun incontro.

E il grido si trasformerà in una richiesta sempre più pressante di "verità e giustizia": i familiari e alcuni sopravvissuti hanno deciso che faranno causa allo Stato italiano. L'avvocato Marco Bona rappresenta i sopravvissuti e circa 50 familiari: "Abbiamo svolto delle indagini difensive, abbiamo raccolto testimonianze di sopravvissuti che hanno riferito di aver visto un elicottero sopra la loro imbarcazione il giorno prima della tragedia. Stiamo conducendo una serie di accertamenti tecnici con dei consulenti, degli ingegneri navali, con un ammiraglio, perché ci sono tante questioni da approfondire.

La causa, ha proseguito Bona, si affiancherà al procedimento penale, che riguarda le responsabilità individuali e che è in corso dall'indomani dei fatti.

Al corteo a Crotone si è unita la segretaria del Pd Elly Schlein che ha incontrato i volontari, i pescatori che prestarono i primo soccorsi e i familiari delle vittime.

"Noi non ci fermeremo nel chiedere verità e giustizia per tutte le vittime, per suo cugino, la moglie e le due figlie. Come è stato piossibile che non partissero i soccorsi della Guardia Costiera".

Di "omissioni, mancato soccorso e indifferenza", ha parlato il già primo dirigente medico della polizia di Stato, Orlando Amodeo, che ha confermato le accuse lanciate all'indomani della tragedia. "

"Quando il ministro dell'Interno mi dice che con il mare Forza 4 non si può fare un salvataggio, quel ministro mente".

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