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Scelte, bullismo e baby gang nella serie "Crush - La Storia di Diego"

di TMNews lunedì 18 marzo 2024
2' di lettura

Roma, 18 mar. (askanews) - Tredicenni alle prese con la propria identità, primi amori, amicizie e bullismo. La serie "Crush - La Storia di Diego" -

prodotta da Stand by me con Rai Kids, regia di Valentina Bertuzzi - dal 21 marzo in onda tutti i giorni (alle ore 20) su Rai Gulp e già su RaiPlay, affronta proprio il fenomeno delle baby gang dal punto di vista dei ragazzi. É stata presentata a Roma, nell'Istituto di istruzione superiore Tommaso Salvini, proprio per il messaggio che porta.

Dieci episodi da 25 minuti, che raccontano la storia di Diego, che va bene a scuola, suona l'oboe ed è di indole tranquilla. Finché il nuovo compagno di classe, Leo, lo trascina nel gruppo di cui è leader, e si ritroverà coinvolto in azioni, bravate e aggressioni che mai avrebbe pensato di compiere, pur di compiacere il gruppo. Solo alla fine si renderà conto dei pericoli e dei danni provocati, e arriverà a denunciare.

Il direttore di Rai Kids, Luca Milano: "Con le nostre fiction stiamo cercando di affrontare il passaggio dall'infanzia all'adolescenza da tanti punti di vista, questa volta è una storia sul tema delle baby-gang, ci si chiede come di colpo un bambino buono, modello, si trova coinvolto in una gang che ha violenza, atteggiamenti aggressivi, ruba nei negozi, quindi quali sono gli elementi che fanno cambiare e quali sono le scelte che si fanno; queste storie sono un invito ai ragazzi a riflettere, consapevoli che le scelte che si fanno hanno poi conseguenze".

Girata a Roma, con alcuni ragazzi al loro esordio da attori, la serie è il terzo capitolo della collana "Crush", che vuole esplorare luci e ombre della vita dei preadolescenti. L'ideatrice Simona Ercolani ha spiegato che in questo caso si è deciso di raccontare un fenomeno molto diffuso, partendo proprio

dalle interviste fatte ai ragazzi.

Il protagonista Diego, intepretato da Massimo Quagliata, anche nella vita reale è stato vittima di bullismo: "Purtroppo mi è capitato di essere vittima di bullismo, ero in quarta elementare, ero piccolo quindi non sapevo come esprimere questo mio disagio e denunciarlo ma questa serie mi ha insegnato prima di tutto che è importante parlarne con qualcuno che ci può dare dei consigli e a come accorgersi di piccole cose che possono fare la differenza, ad esempio se ci sentiamo costretti a fare delle azioni che non vogliamo fare, è preferibile lasciare andare". Leo, il leader della baby gang è interpretato da Edoardo Miulli: "Spero che porti il messaggio che volevamo dare ai ragazzi, ovvero una sorta di denuncia, uno stop alla forza del branco, alle mini-gang, oggi si leggono troppe storie di queste baby-gang, penso che al giorno d'oggi ci sia una sorta d'ammirazione verso i ragazzi criminali e questa cosa va cambiata".

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