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M.O., Onu: le restrizioni ad aiuti a Gaza sono un crimine di guerra

di TMNews martedì 19 marzo 2024
2' di lettura

Ginevra, 19 mar. (askanews) - "La prevista imminente carestia a Gaza può e deve essere scongiurata": è quanto ha dichiarato oggi l'Alto Commissario Onu per i diritti umani, Volker Turk, affermando in una nota che "la situazione di fame, inedia e carestia è il risultato delle ampie restrizioni israeliane all'ingresso e alla distribuzione di aiuti umanitari e beni commerciali, allo sfollamento della maggior parte della popolazione, nonché alla distruzione di importanti infrastrutture civili".

"Il blocco di Gaza da parte di Israele, in vigore ormai da 16 anni, aveva già avuto un forte impatto sui diritti umani della popolazione civile, lasciando l'economia locale devastata e creando una dipendenza dagli aiuti. La portata delle continue restrizioni israeliane all'ingresso degli aiuti a Gaza, insieme al modo in cui continua a condurre le ostilità, potrebbero equivalere all'uso della fame come metodo di guerra, il che è un crimine di guerra", ha aggiunto Turk.

"Israele, in quanto potenza occupante, ha l'obbligo di garantire fornitura di cibo e assistenza medica alla popolazione in misura adeguata ai suoi bisogni e di facilitare il lavoro delle organizzazioni umanitarie per fornire tale assistenza - ha aggiunto l'Alto Commissario - Israele deve garantire che la popolazione possa accedere a questi aiuti in modo sicuro e dignitoso. Il diritto internazionale per i diritti umani impone tale obbligo".

Turk ha quindi sollecitato pressioni su Israele perchè "faciliti l'ingresso e la distribuzione senza ostacoli dell'assistenza umanitaria e dei beni commerciali necessari per porre fine alla fame e scongiurare ogni rischio di carestia" e perchè vengano ripristinati i "servizi essenziali". Quindi ha concluso lanciando un nuovo appello per "un cessate il fuoco immediato e per il rilascio incondizionato degli ostaggi israeliani ancora detenuti a Gaza".

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"Non abbiamo iniziato noi questa guerra. Condivido, noi tutti condividiamo l'obiettivo di mettere fine a questo regime dei mullah. La questione di come ciò verrà realizzato è oggetto di dibattito. Gli americani, con gli israeliani, hanno scelto questa strada. Noi abbiamo solo fatto delle critiche molto moderate", ha aggiunto.

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