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Gli abitanti di Mosca divisi fra terrore e dolore dopo l'attentato

di TMNews sabato 23 marzo 2024
1' di lettura

Mosca, 23 mar. (askanews) - Moscoviti divisi fra terrore e rabbia all'indomani della strage in una grande sala da concerti vicino Mosca, rivendicata dall'ISIS ma per la quale il regime russo punta il dito contro l'Ucraina. Mentre fanno la fila per donare sangue, alcuni di loro rivelano stati d'animo contrastanti. "E' terrificante perché significa che i nostri servizi segreti non stanno facendo il loro lavoro come dovrebbero", osserva Aleksei, lavoratore della logistica. Per Olga, impiegata statale, il sentimento più immediato è la paura: "Ho paura, tanta paura. Adesso è impossibile sapere dove e cosa potrebbe succedere". Un'altra impiegata pubblica, Lyubov, coglie invece l'occasione per lodare il capo dello Stato Vladimir Putin: "E' preoccupante, ma l'elezione è finita e il nostro presidente è ancora con noi. Significa che la nostra stabilità è garantita e risolveremo tutti i nostri problemi".

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"Una Battaglia dopo l'Altra" trionfa agli Oscar con sei statuette

Roma, 16 mar. (askanews) - "Una Battaglia dopo l'Altra" di Paul Thomas Anderson trionfa alla 98esima edizione degli Oscar. Il film con protagonista Leonardo DiCaprio su un gruppo di ex rivoluzionari che oggi, nell'America dei suprematisti bianchi, deve vedersela con le conseguenze delle azioni radicali compiute negli anni Settanta, ha ottenuto sei statuette: per il miglior film, la miglior regia, la migliore sceneggiatura non originale, il montaggio, il casting e per il miglior attore non protagonista, Sean Penn, qui nel ruolo di un paranoico e razzista colonnello dell'esercito degli Stati Uniti. Il film di Anderson aveva già trionfato ai Golden Globe e ai Bafta.

Il film che era arrivato alla cerimonia di premiazione con ben 16 candidature, "Sinners", saga su vampiri e razzismo diretta da Ryan Coogler, ha vinto l'Oscar per la sceneggiatura originale, il miglior attore protagonista Michael B. Jordan, la colonna sonora e la fotografia. Niente da fare, quindi per Timothée Chalamet, protagonista di "Marty Supreme". Per quanto riguarda i ruoli femminili la statuetta per la migliore attrice protagonista è andata all'irlandese Jessie Buckley per "Hamnet" mentre Amy Madigan ha vinto come migliore non protagonista per l'horror "Weapons".

"Mr. Nessuno Contro Putin" di David Borenstein ha ottenuto l'Oscar 2026 come miglior documentario, mentre per i membri dell'Academy il miglior film internazionale è "Sentimental Value" di Joachim Trier. E un premio quest'anno è andato anche all'italiana Valentina Merli, co-produttrice del corto live action "Two People Exchanging Saliva".

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Energia, Vannacci: riaprire i rubinetti con la Russia

Montecatini (Pistoia), 16 mar. (askanews) - È necessario "riaprire i rubinetti con la Russia perché anche quelli influenzano il prezzo dell'energia". Lo ha detto il leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci, parlando con i giornalisti a Montecatini prima del suo spettacolo "Il mondo al contrario - Remigrazione" al Teatro Verdi.

"Io l'ho detto ma qualcuno l'ha fatto, Trump ha sospeso temporaneamente le sanzioni alla Russia, quando ci si trova in una crisi e il sistema adottato precedentemente non funziona perché non rivedere quell'impianto sanzionatorio", ha spiegato Vannacci.

La linea del governo sul permanere delle sanzioni alla Russia "non mi convince nella maniera più assoluta perché secondo me contrasta con quelli che sono gli interessi italiani" ha detto ancora Vannacci. È d'accordo con Salvini? "Forse Salvini e d'accordo con me" ha concluso Vannacci.

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Oscar, i registi iraniani: "Siamo qui solo per il popolo dell'Iran"

Los Angeles, 16 mar. (askanews) - "Siamo qui solo per rappresentare il popolo iraniano", hanno detto Mohammadreza Eyni e Sara Khaki, registi del documentario iraniano candidato all'Oscar, "Cutting Through Rocks", "Scalfire la roccia".

Nel pieno della guerra nel loro Paese, con Stati Uniti e Israele, intervistati sul red carpet prima della cerimonia, hanno parlato del conflitto in corso e di quanto sia difficile per loro essere a Los Angeles per una cerimonia così importante:

"I nostri cuori sono divisi in due - ha detto Sara Khaki - da un lato i nostri cuori sono a casa con la nostra gente, il popolo iraniano, le cui vite sono state distrutte. Dall'altra parte siamo qui e l'unica ragione per cui siamo qui è che siamo qui per rappresentare la gente comune dell'Iran".

"Questi sono i tempi più bui che si possano immaginare, voglio dire, le vite dei cittadini iraniani sono state distrutte e, come se non bastasse, c'è questa guerra ingiusta in corso che deve finire, perché nessun essere umano merita né dovrebbe mai subire la guerra e la violenza".

"È strano per noi essere qui - ha aggiunto Mohammadreza Eyni - a causa del blocco di Internet, non possiamo condividere con loro questa buona notizia, la storia dall'Iran sul cambiamento, sulla possibilità di un futuro migliore, non possiamo festeggiare insieme la missione alla base del film, ma allo stesso tempo, non solo non abbiamo accesso alle comunicazioni a causa del blocco di Internet, ora neanche questo è più una priorità per loro e non lo è per noi, a causa dei tanti ostacoli che stanno affrontando e delle tante difficoltà che stanno attraversando adesso".

Il documentario, attraverso la storia di una donna che con tenacia riesce a diventare la prima consigliera comunale eletta in un villaggio rurale dell'Iran, racconta una storia di emancipazione, rivoluzione e lotta per la libertà.

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Oscar, sul red carpet da Anne Hathaway al "No a la guerra" di Bardem

Los Angeles, 16 mar. (askanews) - Mondanità, glamour e bellezza sul red carpet dei 98esimi premi Oscar a Los Angeles. Da Emma Stone, in abito laminato con scollatura a goccia sulla schiena, a Timothee Chalamet in total white; da Leonardo DiCaprio nella sua eleganza classica, a Kate Hudson, con un completo tutto d'argento con bustino, in posa con sua madre, l'attrice Goldie Hawn. Ha scelto di giocare sui contrasti, con un abito rosa con coprispalle rosso, Jessie Buckley,

Tante le star che hanno partecipato alla serata, che come sempre è anche un'occasione per veicolare messaggi: Javier Bardem è arrivato con la scritta sulla giacca "No a la guerra". A sfilare sul tappeto rosso, presi d'assalto dai fotografi, anche Steven Spielberg, Pedro Pascal e Anne Hathaway, elegantissima in un abito lungo nero, fiorato, con strascico.

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