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Sergio Castellitto: il Centro Sperimentale deve aprire le sue porte

di TMNews martedì 26 marzo 2024
2' di lettura

Roma, 26 mar. (askanews) - Da ottobre 2023 Sergio Castellitto è il presidente della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia che comprende

la Scuola nazionale di cinema, una delle più antiche al mondo a due passi da Cinecittà, da cui sono usciti artisti e maestri che hanno fatto la storia del nostro cinema, e la Cineteca Nazionale. In questi mesi, ha raccontato l'attore e regista, ha iniziato a capire come funziona "la macchina", le sue potenzialità e complicazioni.

"È un organismo pubblico, devi fare lo slalom tra la tua creatività, le intenzioni e le tue mission culturali e la burocrazia, il bosco delle delibere, di ciò che si può e non si può fare". "Tra l'altro ho avuto il piacere di trovare tra i docenti e i direttori artistici dei vari corsi tanti amici con cui ho fatto i film, da Frigeri, scenografo, a Francesca Calvelli a Daniele Luchetti, quindi già questo mi ha dato la sensazione di trovarmi in una famiglia, dove però si sa che si litiga pure oltre ad andare d'accordo".

Tra le linee programmatiche della sua presidenza, tra le altre cose ci saranno la ristrutturazione interne dei teatri del Centro Sperimentale, la partecipazione ai piu famosi festival internazionali con restauri inediti a cura della Cineteca Nazionale, accordi con la Cinémathèque française per realizzare retrospettive, iniziative estive. "Tante cose da fare, dalla "Diaspora degli artisti in guerra" che stiamo cercando di organizzare per la seconda metà di giugno, ospitando artisti, musicisti, scrittori e cineasti che provengono dalle zone di guerra. Il lavoro di restauro, conservazione e digitalizzazione di un passato che è non solo il patrimonio della nostra cinematografia è non solo memoria, ma memoria che ha bisogno di essere rimbalzata, penso sia un luogo che deve aprire le porte e non deve avere preoccupazione di chi far entrare".

Castellitto è affiancato nella gestione da un cda composto tra gli altri da Pupi Avati e Giancarlo Giannini (insieme a Cristiana Massaro, Mauro Carlo Campiotti, Andrea Minuz e Santino Vincenzo Mannino) e da un comitato scientifico presieduto da Gianni Canova. La scelta politica delle nomine, quella del presidente da parte del ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano e il cambio nella governance, avevano scatenato polemiche la scorsa estate di studenti, opposizione e diversi esponenti del mondo dello spettacolo. Castellitto però rivendica l'indipendenza in tutte le sue scelte. "Nessuno si è mai sognato di dirmi cosa fare, all'inizio ho detto subito che non sono un uomo di appartenenza, non ho mai chiesto né ricevuto nulla né da una parte né dall'altra, ho chiesto solo di fare questa esperienza in totale indipendenza e libertà, secondo la mia competenza e quello che credo di poter saper fare, sennò mi sarei tirato indietro e lo farò qualsiasi cosa dovesse accadere in questo senso".

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