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Giovanni Minoli cittadino onorario di Napoli per Un Posto al Sole

di TMNews lunedì 1 aprile 2024
2' di lettura

Napoli, 11 apr. (askanews) - È uno dei padri nobili della televisione e del giornalismo Italiano. Mixer, La Storia siamo noi, Citizen Report, Elisir, Quelli della notte, Un Posto al Sole, sono solo alcuni dei programmi prodotti e, in alcuni casi, condotti da Giovanni Minoli, che proprio per aver ideato la serie partenopea di grandissimo successo è diventato cittadino onorario di Napoli.

"È un'operazione che dura da 27 anni, che ha creato due-tre mila posti di lavoro intellettuali che ha contribuito alla rinascita di Napoli, che è una serie alla quale praticamente ogni napoletano più o meno qualche cosa ha fatto, che ha creato tre mila posti di lavoro, più o meno con una delle prime industrie di Napoli".

Un progetto, che lui definisce un romanzo popolare, non una soap opera, nato dall'intuizione che le 'killer application' della Rai, tipo i film e le partite di calcio, sarebbero passate alla Pay Tv.

"È anche la storia di un connubio fra un metodo industriale, diciamo, nordico, io sono torinese, applicato alla fantasia, alla creatività, ai colori, ai suoni, all'intelligenza incredibile e alla capacità di essere attori dei napoletani. Questo connubio ha funzionato e ha fatto un miracolo".

Giovanni Minoli continua ad amare la tv ma critica fortemente il modo di fare informazione e soprattutto i talk show.

"I dibattiti in TV sono una cosa assolutamente superflua nel 90% dei casi, perché tu hai una compagnia di giro che più o meno è sempre la stessa, che più o meno esprime sempre le stesse opinioni, si sono distribuiti compiti. Come in tutte le compagnie di giro teatrale, ognuno fa la sua parte in commedia. Fa la sua parte in commedia senza contare niente, perché non è neanche un politico che poi, almeno alla fine, fa le leggi. I commentatori non fanno niente, commentano e finisce lì. Quindi mi sembra un modello di televisione fatta più a favore dei produttori della televisione che risparmiano, perché si chiama radio quella lì che fanno, non televisione, perché la differenza tra radio e televisione dovrebbero essere le immagini e lì immagini non ce ne sono".

Di come si sta modificando la comunicazione e dell'importanza del servizio pubblico e dell'informazione di qualità dice:

"Con i social si è passati molto in fretta da noi all'io. L'io è un limite nella comunicazione. La televisione generalista nello stesso giorno, nella stessa ora, nello stesso tempo crea la comunità".

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Svi 2026, un successo targato Accademia Navale

Livorno, 30 apr. (askanews) - La Settimana Velica Internazionale (Svi) si conferma il cuore pulsante del legame tra Livorno, il mare e la formazione marittima, trasformando le acque toscane in un palcoscenico globale di sport e diplomazia navale. In questo contesto di grande fermento agonistico, l'Ammiraglio Alberto Tarabotto, comandante dell'Accademia Navale, traccia un bilancio del modello educativo dell'istituto.

"La Settimana Velica Internazionale è costruita proprio per rafforzare i pilastri del nostro modello formativo. Primo fra tutti è quello della proiezione internazionale. Durante la settimana abbiamo avuto l'onore di ospitare 33 Paesi diversi, rappresentativi di quattro continenti, e di far sì che la settimana fosse molto più che una regata: un vero e proprio esempio di cooperazione e di confronto fra gli allievi della nostra accademia e quelli delle 33 accademie navali che hanno partecipato a questa attività. Ma non è solo questo -continua l'Ammiraglio- è anche l'altro pilastro che viene sviluppato, quello dello sport velico, perché la vela rappresenta per noi non soltanto uno sport, ma un vero e proprio elemento di professionalità del modello formativo".

L'edizione attuale ha segnato numeri importanti per la manifestazione, consolidando il prestigio delle regate livornesi nel panorama agonistico internazionale.

"Quest'anno è stato ancora, se vogliamo, un anno di record in termini di adesione e partecipazione. Abbiamo coinvolto più di 400 barche nelle varie classi che competono in mare, con un'aggregazione di migliaia di persone, non soltanto riferite agli atleti, ma a tutto ciò che ruota intorno al mondo dell'atleta. Un esempio su tutti: la competizione del circuito nazionale delle classi 420 e 470, che trascina con sé i migliori atleti nazionali in un confronto nelle acque livornesi assolutamente importante anche per la qualifica agli europei".

L'impegno dell'Istituto, tuttavia, non si limita al campo di regata, ma si estende a una programmazione formativa d'avanguardia che attira studenti da ogni latitudine.

"L'Accademia Navale non impiega soltanto lo sport per dare concretezza alla propria proiezione internazionale -conclude l'Ammiraglio Tarabotto- ma da circa dieci anni ha iniziato a sviluppare un semestre che noi chiamiamo International Naval Semester, tenuto interamente in lingua inglese, che permette a tutti i Paesi del mondo di poter fruire dell'offerta formativa di questo istituto. Questo è uno strumento importantissimo che ha permesso di ampliare il panorama dei paesi con cui cooperiamo, fino a essere rappresentativi di 37 paesi, espressione di quattro dei cinque continenti".

TMNews

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