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Le PMI e la cybersicurezza: "C'è ancora molto da fare"

di TMNews martedì 16 aprile 2024
2' di lettura

Torino, 16 (askanews) - Ha avuto luogo a Torino la quarta tappa del roadshow di Generali Italia dedicato al territorio per diffondere e promuovere la cultura della gestione dei cyber risk tra le aziende di piccole e medie dimensioni, con la presentazione del Rapporto Cyber Index PMI Piemonte. Lo studio evidenzia e monitora nel tempo il livello di conoscenza dei rischi cyber all'interno delle organizzazioni aziendali e le modalità di approccio adottate dalle stesse per la gestione di tali rischi.

"Le PMI hanno un livello di consapevolezza alto dei rischi collegati alla cybersicurezza ma ancora ci sono spazi da colmare dal punto di vista degli interventi, delle azioni di rimedio tecniche e anche dal punto di vista assicurativo - afferma Massimo Monacelli, General Manager di Generali Italia -. Per questo motivo Generali Italia, insieme all'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, al Politecnico di Milano e a Confindustria, ha deciso di lanciare una indagine per esaminare insieme alle PMI quale sia il livello di maturità da questo punto di vista. Ne sono emersi dati interessanti che stiamo portando a conoscenza perché vogliamo dare un contributo di sistema alla costruzione di un'Italia più resilente da questo punto di vista. Il contributo di Generali parte da elementi di consapevolezza, ma abbiamo competenze tecniche che ci permettono di dialogare con la singola impresa per capire quali sono i punti di vulnerabilità che si possono migliorare in modo da rendere più accessibile il costo dell'assicurazione. Vogliamo essere partner dei nostri clienti imprenditori: abbiamo una rete di 1300 agenti, di cui solo 150 in Piemonte, che ci consentono di avere grande capillarità in tutto il Paese".

Così Barbara Lucini, Responsabile Country Sustainability & Social Responsibility di Generali Italia: "Cyber Index PMI, con il suo rapporto nazionale e con gli eventi territoriali che proponiamo ai nostri partner, ha un duplice obiettivo: diffondere la cultura del cyber risk nelle PMI e proporre pratiche concrete e avanzate di gestione del rischio. Saper mettere al centro della visione imprenditoriale il tema dell'adozione di queste pratiche vuol dire garantire competitività al nostro tessuto produttivo e, nel complesso, assicurare resilienza alle infrastrutture del nostro paese. Non si tratta solo di proteggere dati aziendali, ma anche di saper garantire la fiducia che i clienti accordano e salvaguardare la propria reputazione. Per questi motivi, il tema di una corretta gestione del cyber risk è all'interno dell'azione di sostenibilità e responsabilità sociale di Generali. Il tema della cybersicurezza è poi un cardine all'interno del nono obiettivo dei Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite".

Gli esperti di Generali e la rete agenziale coinvolgono, con la loro consulenza di valore, le imprese associate a Confindustria, per garantire una maggior consapevolezza dei rischi legati alla crescente digitalizzazione e per proteggere le imprese dal crimine informatico.

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Australia, la strada virale sui social fa infuriare i residenti

Gerringong, 30 apr. (askanews) - Una strada affacciata sul mare, i prati verdi, l'oceano sullo sfondo. Tasman Drive, a Gerringong, due ore a sud di Sydney, sui social è diventata la strada più bella d'Australia. E da allora il paese vede arrivare auto, pullman, visitatori con il telefono in mano. Si fermano, scattano, ripartono.

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La fama è arrivata da Instagram, TikTok e RedNote, la piattaforma cinese usata da molti viaggiatori. La vice sindaca Melissa Matters parla di un impatto economico misto: qualche attività lavora di più, altre vedono passare folla senza grandi ricadute. Gerringong conosce il turismo da tempo. Ora però deve fare i conti con una bellezza diventata virale: milioni di visualizzazioni online, e una strada che deve continuare a servire chi ci vive.

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Bonifica Graffignano, Stravato: momento concreto riscatto AD

Roma, 30 apr. -"L'avvio di questo cantiere rappresenta un momento concreto di riscatto ambientale per Graffignano e per l'intera Valle del Tevere. Interveniamo su un sito che per troppo tempo è stato simbolo di degrado e illegalità, restituendo sicurezza ai cittadini e dignità al territorio. Grazie alle risorse del PNRR e al lavoro coordinato tra istituzioni e operatori qualificati, possiamo finalmente affrontare in modo risolutivo una ferita aperta da oltre vent'anni. Il nostro obiettivo è non solo rimuovere i rifiuti, ma ripristinare condizioni ambientali sostenibili e durature, nel rispetto dei tempi previsti e con la massima attenzione alla tutela della salute pubblica".

Lo dichiara l'Amministratore delegato di Sogesid Errico Stravato in occasione dell'avvio dei lavori di bonifica di 20.000 tonnellate di rifiuti tossici nella valle del Tevere. Partito infatti il cantiere per cancellare il disastro ambientale, termine lavori entro il 30 giugno, secondo nuove scadenze PNRR.

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Sogesid, Graffignano: bonifica 20.000 tonnellate rifiuti tossici

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"L'avvio del cantiere per la bonifica del sito orfano del Pascolaro - spiega - rappresenta un passaggio cruciale e decisivo per mettere finalmente fine a una delle emergenze ambientali più critiche della provincia di Viterbo e segna l'inizio di una nuova fase, fondata sulla tutela dell'ambiente, sulla sicurezza dei cittadini e sul recupero al territorio. Un ringraziamento, infine, a Sogesid, società di ingegneria ambientale dello Stato, per il contributo tecnico e operativo che ha reso possibile l'avvio di questo importante intervento di bonifica", conclude il presidente Rotelli.

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Reporter Senza Frontiere: la libertà di stampa ai minimi nel mondo

Roma, 30 apr. (askanews) - Secondo Reporter Senza Frontiere, la libertà di stampa in tutto il mondo ha raggiunto un nuovo minimo. Nel suo ultimo rapporto, il World Press Freedom Index 2026, presentato a Taipei, si legge che per la prima volta nei 25 anni di storia dell'indice (Rsf), più della metà dei paesi del mondo rientra ora nelle categorie 'difficili' o 'molto gravi' per la libertà di stampa" e che "il punteggio medio per tutti i paesi e territori del mondo non è mai stato così basso". La libertà di stampa è in calo in 100 paesi su 180, tra pressioni politiche in crescita - si legge- tendenze autoritarie in aumento e mercato dei media fortemente indebolito.

Inoltre, la percentuale della popolazione mondiale che vive in un paese in cui la situazione della libertà di stampa è considerata "buona", è crollata dal 20% a meno dell'1%. Solo sette paesi del Nord Europa, guidati dalla Norvegia, rientrano in questa categoria.

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