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Il mistero degli arcangeli e la potenza di Berlinde De Bruyckere

di TMNews mercoledì 24 aprile 2024
2' di lettura

Venezia, 25 apr. (askanews) - Così lontani, così vicini. Gli arcangeli del mondo contemporaneo hanno fattezze misteriose, vivono in uno spazio che è sacro, ma al tempo stesso violato, offrono cura, ma la loro natura, e forse anche la loro missione, resta in fondo inconoscibile. Sono le creature che Berlinde De Bruyckere, artista belga che brilla da anni sulla scena contemporanea, ha portato nella Basilica di San Giorgio Maggiore a Venezia, con la mostra "City of Refugee III", evento collaterale della 60esima Biennale d'arte. Un progetto potente, ambiguo, complesso, che ci spinge a riflettere sulla natura del divino e che dialoga alla pari con un luogo - la basilica palladiana - e con l'arte che vi è contenuta, come la straordinaria "Ultima cena" di Tintoretto.

Concepiti durante il periodo della pandemia, gli arcangeli di De Bruyckere sono colti in un momento di sospensione, stanno in alto, come osservatori, ma sono a portata di sguardo, possiamo vedere la fragilità delle loro gambe, ma anche il potere misterioso che si cela nella parte superiore dei corpi, velati come solo le vere potenze possono essere. Sono presenze che, grazie anche agli specchi e agli enormi stendardi che li affiancano, creano un sospensione che ricorda la condizione perennemente instabile del rifugiato e il bisogno di guardare oltre.

La mostra a San Giorgio poi prosegue in altre stanze, nella sagrestia si trovano dei grandi tronchi caduti che alimentano ulteriormente la sensazione di trovarsi in un mondo che viene dopo di noi, una dimensione di post-umanità che però appare ancora disperatamente legata alla vita umana sul pianeta Terra, per come la possiamo davvero conoscere. E a emergere è la forza del lavoro di Berlinde De Bruyckere, la sua intensità che non fa sconti e la sua dimensione che va oltre la semplice nozione fisica.

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Svi 2026, un successo targato Accademia Navale

Livorno, 30 apr. (askanews) - La Settimana Velica Internazionale (Svi) si conferma il cuore pulsante del legame tra Livorno, il mare e la formazione marittima, trasformando le acque toscane in un palcoscenico globale di sport e diplomazia navale. In questo contesto di grande fermento agonistico, l'Ammiraglio Alberto Tarabotto, comandante dell'Accademia Navale, traccia un bilancio del modello educativo dell'istituto.

"La Settimana Velica Internazionale è costruita proprio per rafforzare i pilastri del nostro modello formativo. Primo fra tutti è quello della proiezione internazionale. Durante la settimana abbiamo avuto l'onore di ospitare 33 Paesi diversi, rappresentativi di quattro continenti, e di far sì che la settimana fosse molto più che una regata: un vero e proprio esempio di cooperazione e di confronto fra gli allievi della nostra accademia e quelli delle 33 accademie navali che hanno partecipato a questa attività. Ma non è solo questo -continua l'Ammiraglio- è anche l'altro pilastro che viene sviluppato, quello dello sport velico, perché la vela rappresenta per noi non soltanto uno sport, ma un vero e proprio elemento di professionalità del modello formativo".

L'edizione attuale ha segnato numeri importanti per la manifestazione, consolidando il prestigio delle regate livornesi nel panorama agonistico internazionale.

"Quest'anno è stato ancora, se vogliamo, un anno di record in termini di adesione e partecipazione. Abbiamo coinvolto più di 400 barche nelle varie classi che competono in mare, con un'aggregazione di migliaia di persone, non soltanto riferite agli atleti, ma a tutto ciò che ruota intorno al mondo dell'atleta. Un esempio su tutti: la competizione del circuito nazionale delle classi 420 e 470, che trascina con sé i migliori atleti nazionali in un confronto nelle acque livornesi assolutamente importante anche per la qualifica agli europei".

L'impegno dell'Istituto, tuttavia, non si limita al campo di regata, ma si estende a una programmazione formativa d'avanguardia che attira studenti da ogni latitudine.

"L'Accademia Navale non impiega soltanto lo sport per dare concretezza alla propria proiezione internazionale -conclude l'Ammiraglio Tarabotto- ma da circa dieci anni ha iniziato a sviluppare un semestre che noi chiamiamo International Naval Semester, tenuto interamente in lingua inglese, che permette a tutti i Paesi del mondo di poter fruire dell'offerta formativa di questo istituto. Questo è uno strumento importantissimo che ha permesso di ampliare il panorama dei paesi con cui cooperiamo, fino a essere rappresentativi di 37 paesi, espressione di quattro dei cinque continenti".

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Settimana Velica Internazionale 2026, l'Este 39Atena vince la Ran 630

Livorno, 30 apr. (askanews) - L'Este 39 Atena di Mattia Maviglia ha vinto la nona edizione della Regata dell'Accademia Navale - Ran 630, la regata d'altura più lunga del Mediterraneo, disputata nell'ambito della Settimana Velica Internazionale (Svi) di Livorno. Dopo oltre quattro giorni di navigazione su un percorso di circa 520 miglia, da Livorno a Porto Cervo, con giro di boa ai Faraglioni di Capri e ritorno, Atena si è imposta sull'intera flotta di 34 imbarcazioni iscritte, numero record per la manifestazione organizzata dallo Yacht Club Livorno con la collaborazione dell'Accademia Navale.

"Siamo emozionati e molto contenti. Non ci aspettavamo questo risultato, perché quando si prepara un'imbarcazione si punta ad arrivare, e a sapere che la barca possa affrontare situazioni diverse, sia di vento che di mare. Non ce lo aspettavamo, e siamo molto contenti; stiamo cercando di gestire anche l'aspetto emotivo. Ci portiamo a casa questo obiettivo, sapendo di puntarne altri", commenta Maviglia.

Uno dei passaggi più impegnativi, e che ha fatto capire che Atena poteva davvero essere della partita, è stato il tratto davanti a Piombino, lungo la Costa degli Etruschi, dove il vento si è rivelato instabile e capriccioso, costringendo l'equipaggio a un lavoro tattico estenuante: "non parlerei di criticità, ma in base al vento nel momento in cui siamo passati abbiamo avuto momenti in cui, dal tracker, abbiamo fatto anche più di venti virate. Insomma, molto impegnativo. Dopodiché la regata è stata bellissima, ci siamo imbattuti in una settimana di aprile davvero buona. Abbiamo fatto un ottimo arrivo con un'ammainata di randa, perché è arrivata una raffica molto forte che non ci aspettavamo, con una vela molto grande. Siamo riusciti a gestirla, arrivando al traguardo senza randa ma con il fiocco, con oltre 25 nodi, non previsti dalle condizioni meteo".

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Guterres su Hormuz: profondamente preoccupato per l'economia globale

Roma, 30 apr. (askanews) - Le conseguenze del conflitto in Medio Oriente si aggravano di ora in ora a causa delle restrizioni alla navigazione nello stretto di Hormuz. È il monito lanciato dal Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.

"La crisi in Medio Oriente entra nel suo terzo mese. Nonostante un fragile cessate-il-fuoco, le conseguenze peggiorano drasticamente con il passare del tempo. Sono profondamente preoccupato per la limitazione dei diritti e delle libertà di navigazione nella zona dello Stretto di Hormuz", ha dichiarato Guterres alla stampa presso la sede delle Nazioni Unite.

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Radunata fuori dalla sede del servizio di ambulanze dell'organizzazione ebraica Hatzola - dove il mese scorso è stato registrato un incendio doloso che ha danneggiato 4 mezzi - la folla, dietro un cordone di polizia, ha esposto cartelli con la scritta "Keir Starmer, Jew Harmer" (Keir Starmer, aggressore di ebreo) e intonato cori contro il premier.

Da marzo la comunità ebraica di Londra è oggetto di una serie di attacchi che hanno preso di mira le zone a nord della capitale britannica, dove vive un gran numero di ebrei. A rivendicare la responsabilità della maggior parte degli attacchi - secondo SITE Intelligence Group - sarebbe stato l'Harakat Ashab al-Yamin al-Islamiya (HAYI), gruppo poco noto legato all'Iran.

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