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Il Giappone è il campione del Girotonno 2024

di TMNews lunedì 3 giugno 2024
2' di lettura

Carloforte, 3 giu. (askanews) - È il Giappone il trionfatore assoluto del Girotonno, la grande kermesse internazionale che coinvolge gastronomi, chef di fama internazionale esperti di cucina del tonno, giornalisti ed esperti della gastronomia mediterranea che per quattro intensi giorni ha trasformato Carloforte, nell'isola di San Pietro, nella "Capitale del tonno di qualità", ossia il "tonno da corsa" che viene pescato nella tonnara dell'isola. La manifestazione, giunta alla sua 20esima edizione, è stata organizzata dal Comune di Carloforte in collaborazione con l'agenzia Feedback, che segue il progetto sin dalle sue origini, e il sostegno della Regione Sardegna - Assessorato del turismo, artigianato e commercio e dei main sponsor Delcomar, Piam Tonnare e Fondazione di Sardegna.

Lo chef Yamamoto Eiji, del ristorante Sushisen di Roma, insieme agli chef Kunihiro Este e Siriluk Boonputtaruk, sono i vincitori della Tuna Competition, la gara tra chef che, oltre al paese del Sol Levante, ha visto in gara anche gli chef di Italia e Brasile e, per la prima volta, Grecia, Israele e Palestina. Il team giapponese si è confrontato in un'avvincente finalissima a tre con i portacolori della Palestina, rappresentata dagli chef Shady Hasbun e Samia Sowwan, e del Brasile con Jefferson Elias Ribeiro da Silva, conosciuto in Italia come chef Tom. Una sfida dove i sapori, gli aromi e i colori della ricetta giapponese, denominata "Sushisen Maguro Kinkan Tonyu Tartare" (tartare di tonno con mandarino Kumquat, crema di tofu bio di Chiba, Yuba, miso, ikura e caviale) ha conquistato i palati della giuria popolare e di quella tecnica, guidata dal presidente Roberto Giacobbo, e la vetta della Tuna Competition, giunta alla sua ventesima edizione.

Nella classifica finale, frutto della media dei voti delle due giurie, il Brasile si è piazzato al secondo posto e la Palestina al terzo. A consegnare il primo premio ai vincitori, un piatto in ceramica di pregiata fattura, è stato il sindaco di Carloforte Stefano Rombi. Ai campioni del Girotonno anche il premio "Broggi", azienda dal 1818 depositaria dell'arte antica dell'oreficeria italiana in tavola e non solo.

Momenti di commozione si sono vissuti poco prima della premiazione finale quando il presidente della giuria tecnica, Roberto Giacobbo, con al suo fianco Giuliano Greco, titolare della Tonnara di Carloforte, ha assegnato all'Italia, rappresentata dagli chef Carlo Biggio di Calasetta, Emiliana Scarpa di Cagliari e Benedetto Di Lorenzo di Palermo, il premio speciale "Luigi Biggio", dedicato alla memoria del rais della tonnara di Carloforte scomparso prematuramente poco tempo fa.

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"Girl" di Shu Qi vince la 23esima edizione di Asian Film Festival

Roma, 17 apr. (askanews) - E' andato a "Girl" di Shu Qi, nota e bellissima attrice taiwanese che firma il suo esordio alla regia, presentato in concorso a Venezia 82, il premio come Miglior film della 23esima edizione di Asian Film Festival, che si è concluso (il 15 aprile) con una cerimonia di premiazione al Cinema Farnese di Roma, appuntamento storico che da oltre vent'anni porta nella Capitale il meglio del cinema asiatico contemporaneo. Il direttore del festival Antonio Termenini, "felice" di questo vincitore, anche perché - ha ricordato - Asian Film Festival è nato inizialmente come Taiwan Film Festival:

"La 23esima edizione è andata molto bene, grazie alle collaborazioni anche con le ambasciate e gli istituti di cultura, siamo stati molto contenti della presenza del regista giapponese Fukada Koji, che quando era qui ha saputo di essere in concorso al prossimo festival di Cannes", ha raccontato ad askanews.

L'edizione 2026 di AFF ha presentato 36 lungometraggi - 18 in concorso, 9 nella sezione Newcomers, 9 fuori concorso - oltre a 10 cortometraggi, offrendo una panoramica cinematografica che attraversa Thailandia, Giappone, Corea del Sud, Indonesia, Filippine, Malesia, Cina, Vietnam, Singapore, Cambogia, Hong Kong e Taiwan.

Che cosa attrae lo spettatore italiano verso il cinema asiatico?

"In alcuni casi ci può essere un interesse verso i Paesi, non solo verso il cinema, ma conoscere di più Malesia, Indonesia etc., in alcuni casi probabilmente uno specifico interesse verso il cinema, verso alcune storie, anche perché ci sono delle similitudine con la letteratura e altre forme di espressione artistica", ha aggiunto.

"Il mio film preferito di questa edizione 'Gods are watching', film cinese-malese, che spero possa essere presto riproiettato", ha concluso.

Dopo la premiazione dei vincitori, la serata è proseguita con le proiezioni di due titoli di grande richiamo: "She Has No Name" (2024) del maestro hongkonghese Peter Chan, autore a cui il Festival aveva dedicato una retrospettiva nel 2011, e "The Ugly" (2025) di Yeon Sang-ho, thriller coreano che suggella un'edizione all'insegna della varietà e della ricerca.

Questi gli altri vincitori dell'Asian Film Festival 2026: nella sezione Newcomers vince "Falling into silence" di Yuto Shimizu, Menzione speciale per "Unint - Love on Trial" di Koji Fujada; il premio Film più originale è andato ex aequo a "Two Voices into an eco" di Kim Kyung-rae e a "Siapa Dia" di Garin Nugroho. Vince il premio come Miglior Attrice la tailandese Prapamonton Eiamchan per "Human Resource" di Nawapol Thamrongrattanarit, premio Miglior attore va al cambogiano Piseth Chhun per "Becoming Human" di Polen Ly.

Tra gli ospiti internazionali che hanno partecipato: Koji Fukada, tra i nomi più prestigiosi del cinema giapponese contemporaneo; Isabel Sandoval, tra le voci più interessanti del nuovo cinema filippino; e Lee Kwang-kuk, tra i talenti più raffinati della scena coreana contemporanea.

Quest'anno la giuria era composta da Gianluca Arcopinto, produttore cinematografico, Francesco Maesano, giornalista del TG1, e Martina Barone, selezionatrice del Torino Film Festival e critica cinematografica. Accanto alla giuria ufficiale, presenti anche tre giurie studentesche: quella dell'Università LUMSA attribuirà il premio al miglior film della sezione Newcomers, la giuria della RUFA - Rome University of Fine Arts, assegnerà il premio al miglior cortometraggio in concorso e quella degli studenti UNINT si occuperà del premio menzione speciale.

Asian Film Festival è realizzato con il patrocinio

dell'Ambasciata delle Filippine, con il sostegno dell'Ambasciata della Malesia, dell'Ambasciata dell'Indonesia, dell'Ambasciata della Thailandia, dell'Istituto Culturale Coreano e dell'Istituto Giapponese di Cultura. Partner istituzionali sono il MIC - Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e la Regione Lazio. Con il sostegno di Credem Euromobiliare PB.

Servizio di Stefania Cuccato

Montaggio Carla Brandolini

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Libano, bandiere di Hezbollah tra le macerie di Beirut

Milano, 17 apr. (askanews) - I sostenitori di Hezbollah sventolano bandiere del gruppo appoggiato dall'Iran tra i cumuli di macerie nel sud di Beirut, un'area della capitale libanese pesantemente colpita dai bombardamenti israeliani. Nella notte tra giovedì e venerdì è entrato in vigore un cessate il fuoco di dieci giorni tra Libano e Israele. A Beirut, allo scoccare della mezzanotte, nei sobborghi meridionali della città sono risuonati anche spari di festeggiamento.

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Moda, il 66% delle aziende italiane investe in arte e cultura

Milano, 17 apr. (askanews) - Non più solo stile, ma anche cultura. La moda italiana investe sempre di più nell'arte. Secondo una ricerca Deloitte il 66% delle aziende di moda è impegnato in attività culturali e artistiche, mentre il 68% investe su heritage e artigianato. Se ne è discusso a Milano, negli spazi della Galleria Deloitte, all'evento "Mecenati di moda" ha riunito artisti, designer e imprese, nella settimana di Miart: tra i protagonisti Michelangelo Pistoletto, Fabrizio Plessi, Antonio Marras e Angela Missoni, insieme a istituzioni e operatori del settore.

"Il rapporto tra moda e arte è un rapporto che risale all'inizio dei tempi. Quello che cambia oggi è che le aziende del settore moda investono in arte e lo considerano un investimento strategico, quindi non più parallelo e avulso dal loro core business, ma integrato nella strategia e lo fanno seguendo due filoni principali - ha spiegato Barbara Tagliaferri, Head of Arts & Culture di Deloitte - Il primo che è un investimento nella cultura del mestiere, nell'artigianalità. Il secondo invece che è un investimento nelle vere proprie iniziative di cultura quali fondazioni, partnership e investimenti in progettualità di arte e cultura."

Fondazioni, musei d'impresa e partnership diventano strumenti chiave, con effetti che vanno oltre il branding e toccano sostenibilità e territorio. Ma cresce anche la necessità di misurare l'impatto. "L'investimento in arte, ed in supporto alla cultura - ha spiegato Ernesto Lanzillo, Deloitte Private Leader - può essere valorizzato dando delle indicazioni non soltanto qualitative di quello che è lo sforzo effettuato dal brand della moda sul territorio, ma anche misurandone gli impatti con degli indicatori che diano un chiarimento effettivo di quello che è stato il valore dell'investimento nel supporto dell'iniziativa culturale sostenuta".

Le collaborazioni tra artisti e brand aumentano, ma richiedono regole chiare. "Sicuramente le partnership che hanno al centro la creatività hanno la necessità di strutturare fin dall'inizio una buona relazione e formalizzarla, sia sotto il profilo della cessione e utilizzo dei diritti d'autore, sia sotto il profilo della responsabilità e di tutti gli aspetti legali e normativi che circondano la relazione - ha sottolineato Ida Palombella, Global Lead Fashion & Luxury di Deloitte - Siamo a un punto intermedio perché sicuramente quello degli artisti non è il settore più sensibile agli aspetti regolamentari ma notiamo anche una crescente consapevolezza che questi aspetti sono determinanti proprio per far funzionare al meglio la relazione".

Un'evoluzione che spinge la moda verso un ruolo sempre più vicino all'arte. "In questo momento la moda, che ha bisogno di essere riconosciuta sempre di più - ha spiegato Fabiana Giacomotti, responsabile de "Il Foglio della Moda" - si affianca al settore che le è più affine, quello appunto dell'arte, non a caso per tanti anni, per secoli, la moda si è definita un'arte applicata, quindi cerca di essere meno applicata, di essere più arte. E in tutto questo aiuta anche il pubblico a conoscere l'arte perché per quanto si possa dire il brand ha comunque un valore di riconoscimento".

Secondo Deloitte, la moda italiana si sta trasformando in un ecosistema culturale integrato, capace di unire valore economico e creativo.

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Sydney, Harry e Meghan a Bondi Beach tra sopravvissuti della strage

Roma, 17 apr. (askanews) - Il principe Harry e la moglie Meghan Markle durante il loro viaggio in Australia hanno visitato anche Bondi Beach, a Sydney, celebre spiaggia di surfisti e teatro della sparatoria di massa in cui sono state uccise 15 persone, 40 ferite, il 14 dicembre 2025, durante una festa ebraica.

Il Duca e la Duchessa, dopo aver camminato sulla spiaggia, hanno incontrato alcuni dei sopravvissuti e i soccorritori del Bondi Beach Surf Lifesaving Club che sono intervenuti per dare i primi aiuti.

Elon Zizerb è stato colpito più volte mentre cercava di proteggere i suoi figli. "Siamo passati da una splendida giornata estiva a una tragedia terribile, che ha quasi ucciso me e i miei figli - ha raccontato - hanno sparato e me e a mia madre. Mi hanno sparato sei volte, mia madre è stata colpita tre volte. Ma siamo qui, siamo vivi, siamo grati. Ed è un onore incontrare il Duca e la Duchessa".

"Purtroppo abbiamo assistito davanti ai nostri occhi all'intera strage - ricorda Jonathan Potts, tra i soccorritori - poi abbiamo capito che avremmo potuto dare una mano quando la sparatoria fosse finita, alcuni sono corsi fuori subito, poi quando è finita, un gran numero di noi, 40 o 50, abbiamo preso tutta l'attrezzatura di primo soccorso che siamo riusciti a trovare nel club siamo andati ad assistere le vittime".

È l'ultima tappa del viaggio di Harry e Meghan in Australia, dove hanno ricevuto un'accoglienza calorosa, anche se alcuni hanno criticato i soldi spesi per garantire la sicurezza alla coppia. È la loro prima visita nel Paese dalla frattura con la famiglia reale britannica nel 2020. Il padre, Re Carlo III è anche sovrano e capo di Stato dell'Australia.

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