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Incontri e contatti con Matteo Messina Denaro: 5 arresti nell'Agrigentino

di TMNews martedì 4 giugno 2024
2' di lettura

Agrigento, 4 giu. (askanews) - La persona che vedete in auto in queste immagini del 2009 è, con molta probabilità, il boss Matteo Messina Denaro, incontrato durante la sua latitanza da 5 presunti mafiosi agrigentini, arrestati dai poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento e Palermo nell'ambito di un'operazione contro la cosiddetta "mafia della campagne".

Si tratta di due persone già detenute: il boss Pietro Campo e Domenico Bavetta e di Giovanni Campo (figlio di Pietro); Piero Guzzardo e Pasquale Ciaccio.

Già nel 2009, successivamente agli esiti dell'operazione "GOLEM fase 1", le attività investigative per la ricerca di Messina Denaro erano state estese anche al territorio della provincia di Agrigento. In tale ambito era emersa la figura di Pietro Campo, elemento di spicco della famiglia mafiosa di Santa Margherita di Belice.

Proprio nei pressi dell'azienda agricola di Campo - in contrada Gulfa, nell'agro tra Santa Margherita di Belice e Torre Pandolfina, il 7 dicembre 2009, è stato ripreso il transito del fuoristrada Mitsubishi Pajero, il cui passeggero sembrava avere le fattezze di Messina Denaro.

Anche dai "pizzini" rinvenuti nel covo di Bernardo Provenzano era emerso l'interesse del boss di Castelvetrano ad avere rapporti con Cosa nostra agrigentina; i contatti erano tenuti, tra il 2005 ed il 2006, da "121" (pseudonimo di Filippo Guttadauro) ed il "PROF" (pseudonimo di Leo Sutera).

L'attività investigativa avviata nel 2009 ha consentito di certificare l'esistenza di rapporti tra Pietro Campo ed esponenti della Cosa nostra trapanese, in particolare con il versante castelvetranese. Contesto nel quale, il capo della famiglia mafiosa di Santa Margherita di Belice ha anche instaurato rapporti di parentela acquisita con soggetti a loro volta legati alle famiglie mafiose di Castelvetrano.

I 5 presunti mafiosi sono ritenuti responsabili di una serie di condotte reiterate di estorsione ed illecita concorrenza con minaccia o violenza, aggravati dal metodo mafioso e di aver agevolato Cosa nostra, costringendo i proprietari ed i gestori dei terreni agricoli della zona a cedere la disponibilità di ampie aree di terreno da adibire al pascolo abusivo del bestiame, imponendo il pagamento di canoni irrisori che, in taluni casi, non sarebbero stati nemmeno corrisposti.

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In anteprima il video "Il prezzo è morire" di Cristina Valenti

Milano, 18 apr. (askanews) - In anteprima il video "Il prezzo è morire" il singolo inedito di Cristina Valenti che porta la firma di Gatto Panceri ed è contenuto in "SolaMente" il primo album dell'artista prodotto e arrangiato da Clemmy della Rocca, disponibile su tutte le piattaforme e gli store digitali.

"Dopo il mio primo ascolto le lacrime non smettevano di scendere - racconta Cristina Valenti - il brano è stato scritto da Gatto Panceri che mi ha detto successivamente che la mia voce sarebbe stata adatta per interpretarlo e li l'emozione non ha più smesso di esistere. Ogni volta che lo ascolto e che lo canto devo concentrarmi per non commuovermi. Grazie Gatto."

"Purtroppo ancora oggi molti uomini hanno un'idea distorta e denigrante delle donne: fraintendono i loro gesti, non le rispettano e in molti casi alcune pagano con la vita il prezzo più alto. Quando ho scritto questa canzone - afferma Gatto Panceri - pensavo di inciderla io, ma mentre registravo nel mio studio sentendo la splendida voce di Cristina Valenti, corista per alcuni brani del mio nuovo disco, gliel'ho fatta ascoltare. Se n'è subito innamorata e l'ho fatta provinare: la sua interpretazione mi ha emozionato profondamente. Il testo racconta di una donna che cerca di capire perché certi uomini non colgano il senso più nobile dell'essere donna; per questo la canzone acquista ancora più valore se interpretata da una voce femminile e intensa come la sua. Un grazie speciale anche a Clemmy della Rocca per il bellissimo arrangiamento musicale."

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Cristina Valenti è nata a Varese. Showgirl, performer e vocal coach, si è laureata in canto moderno, jazz e pianoforte complementare alla Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano. Nella sua carriera ha cantato alcune sigle di cartoni animati come i Digimon, Guru Guru e Vampiriani poi in onda sulle reti Rai. Selezionata per il tour italiano di "Sanremo Off", canta alcune canzoni della storia del Festival di Sanremo interpretando, tra gli altri, brani di Antonella Ruggiero ed Elisa.

Corista in alcuni tour con Eros Ramazzotti, Michele Zarrillo, Umberto Tozzi e Riccardo Fogli, Cristina Valenti ha calcato palchi live in concerti anche con Gatto Panceri e Franco Fasano dedicati alla musica italiana e ha vinto, rappresentando l'Italia, il Festival George Grigoriu in Romania. Nel ruolo di Lorella è star del musical Sanremo Musical di Isabella Biffi. Attualmente insegnante presso la Pop Music School di Paolo Meneguzzi.

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Non solo rombo di motori: Imola è alta cucina, storia e innovazione

Imola, 17 apr. (askanews) -

Internazionale ma profondamente italiana, Imola si definisce "Romagna per tradizione" pur appartenendo alla città metropolitana di Bologna. I suoi piatti emblema sono il garganello, la tagliatella e altre specialità della cucina emiliano-romagnola. Per gli appassionati di motori, è soprattutto l'Autodromo Enzo e Dino Ferrari, sinonimo di velocità, leggenda e cavallino rampante: un tracciato tecnico e impegnativo, con curve insidiose e rettilinei ad alta velocità che sfidano i piloti più esperti. Askanews è salita su un bolide e può testimoniale che davvero l'emozione è forte.

L'Autodromo ospita non solo la Formula 1, ma anche motorsport, eventi di business, WEC (Fia World Endurance Championship), driving experience e visite guidate.

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Lo incontriamo al Callegherie Osteria, ristorante curato dall'architetto Franco Rosignolo, che ne ha creato un gemello a New York. Situato nel centro storico lungo l'omonima via, un tempo costellata da botteghe dei conciapelle, dal latino 'callegarius', il locale è una tappa per l'alta cucina. Ma c'è anche il rinomato pasticcere Sebastiano Caridi che ha aperto il suo terzo punto vendita a Imola nell'autunno 2024, negli storici locali dell'ex Caffè Bacchilega in Piazza Giacomo Matteotti.

Pochi passi e si entra nel palazzo comunale, dalle sale sontuose. Come anche quelle di palazzo Tozzoni, luogo che ha una storia d'amore disperata da raccontare.

Ci si muove facilmente non a caso Imola è soprannominata la "città dei 15 minuti" per la vicinanza di tutto, incluso l'Autodromo. "Uno dei grandi progetti da scoprire sicuramente, oltre all'autodromo di Enzo e Dino Ferrari, è l'Osservanza, un parco molto interessante nel cuore della città ma anche questa distanza tra la stazione e l'autodromo. In 1500 metri troviamo la stazione, il centro storico, l'Osservanza e appunto l'autodromo. Prossimità scolastica, prossimità legata anche ai servizi sociosanitari molto importanti sui territori ma anche una forte vocazione di impresa. Una culla della cooperazione che ha anche manifattura, agricoltura e che sa rappresentare tantissima innovazione". Per Panieri la vocazione ingegneristica è un punto identitario di Imola, fin dai tempi in cui Leonardo da Vinci ne disegnò con precisione la mappa. Il primo cittadino collega questo al motorsport, all'aeronautica e all'aerospazio, ricordando quando l'astronauta Walter Villadei è venuto a Imola a condividere la sua esperienza; o FIB3R: l'impianto che ricicla la fibra di carbonio e favorisce la transizione ecologica, merito di una collaborazione con l'università e il gruppo Hera. E aggiunge: "Prima il carbonio era un rifiuto, oggi invece per noi il rifiuto non è più un rifiuto, è un'opportunità e quindi la nuova vita del carbonio in questo progetto che ad esempio rigenera quella parte che in tante auto, in tante auto del motorsport, ma anche negli aerei si trova e che quindi ritrova una vita anche all'interno della pista o magari nello spazio".

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Alessandra Franco

Immagini askanews

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Papa Leone XIV a Douala, Messa all'aperto davanti a 120 mila fedeli

Douala, (askanews) - Una folla festante si è radunata a Douala, in Camerun, per la grande messa all'aperto celebrata da Papa Leone XIV sulla spianata dello stadio Japoma, l'appuntamento più partecipato della sua visita nel Paese. Secondo il Vaticano, sulla base dei dati forniti dalle autorità locali, i presenti sono stati oltre 120 mila.

Tra caldo soffocante, cori, danze e preghiere, molti fedeli hanno affrontato lunghi viaggi o sono arrivati già nella notte pur di vedere il pontefice. La tappa di Douala arriva in un viaggio segnato dai richiami del Papa alla pace e dalle tensioni verbali con Donald Trump dopo le sue prese di posizione sulla guerra in Medio Oriente.

Nel Paese, dove i cattolici sono più di un terzo della popolazione, la visita di Leone XIV ha richiamato una partecipazione enorme e un clima di forte coinvolgimento popolare. Durante il soggiorno in Camerun il Papa ha chiesto ai leader del Paese di contrastare corruzione e abusi, e ha invitato i fedeli a respingere violenza e sopraffazione.

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Guterres alla Corte dell'Aja: violazioni diritto sotto i nostri occhi

L'Aia, 17 apr. (askanews) - Antonio Guterres lancia un allarme duro dalla Corte internazionale di giustizia dell'Aja, nel giorno dell'ottantesimo anniversario del massimo organo giudiziario delle Nazioni Unite. Il segretario generale dell'Onu ricorda che le decisioni della Corte sono vincolanti per le parti coinvolte e avverte che oggi le violazioni del diritto internazionale avvengono "sotto i nostri occhi". Un richiamo che arriva mentre, secondo Guterres, cresce anche la contestazione delle istituzioni nate per garantire giustizia e multilateralismo.

"Dobbiamo essere inequivocabili. Le decisioni della Corte, comprese le misure provvisorie, sono vincolanti per le parti di una causa. Il rispetto di queste decisioni non è facoltativo. È un obbligo che discende dalla Carta. Eppure oggi violazioni del diritto internazionale si stanno consumando sotto i nostri occhi".

"Le regole del diritto internazionale che proteggono la stessa Organizzazione delle Nazioni Unite vengono violate. Le istituzioni create per rendere giustizia, questa e altre, sono sempre più messe in discussione e contestate. E questa erosione non avviene ai margini del sistema internazionale. Avviene nel suo cuore, anche da parte di Stati ai quali sono affidate responsabilità uniche nel mantenimento della pace e della sicurezza internazionale".

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