Milano, 27 apr. (askanews) - Al Brennero è andata in scena una grande manifestazione promossa da Coldiretti contro il fake food e contro le distorsioni che permettono a prodotti esteri di diventare, dopo trasformazioni minime, falsi prodotti italiani. A rilanciare la denuncia è Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde ed ex ministro dell'Agricoltura e dell'Ambiente, che parla di una battaglia storica contro l'agropirateria, oggi aggravante nel codice penale italiano. Nel suo intervento attacca il vecchio codice doganale, denuncia i danni per consumatori e agricoltori e chiede di fermare un fenomeno che, dice, sottrae lavoro e valore all'Italia.
"No fake food, basta cibo falso e gli attacchi al Made in Italy - dice Pecoraro Scanio - Questo è il senso della grande manifestazione realizzata al Brennero dalla Coldiretti, da 10.000 persone, per dire con chiarezza che insopportabili che i prodotti arrivino al confine italiano, superino la dogana che non c'è perché siamo l'Unione Europea e addirittura offrano prodotti assolutamente non italiani che con una piccola trasformazione. Parliamo di cosce di maiale che a cui si aggiunge soltanto un po' di sale e diventano miracolosamente prosciutti italiani".
"Abbiamo visto stamattina - prosegue - peperoni che arrivano dal porto di Rotterdam, chissà da dove, addirittura i kiwi che arrivano dal vengono portati in Italia, addirittura marmellate che vengono confezionate già con nomi italiani e arrivano dall'estero. È insopportabile".
Secondo l'esponente ambientalista, "Va abolito il vecchio codice doganale, che dice che basta fare un po' di trasformazione e tu puoi trasformare dei prodotti che non hanno niente di italiano in prodotti italiani. Il caso più clamoroso, la salsa di pomodoro che arriva un concentrato dalla Cina, ci aggiunge un poco d'acqua e la fai a diventare salsa italiana. Ma per favore".
"E' una battaglia che io faccio da sempre quando in 20 anni - rammenta Pecoraro Scanio - nel 2000, il termine agropirateria per denunciare questa vergogna. Devo dire che finalmente dopo anni di battaglia la legge Caselli voluta fortemente proprio dall'azione che ha fatto anche la Coldliretti con tutte le associazioni, consumatori si è riusciti a capire che l'agropirateria è diventata un aggravante al codice penale italiano. È un reato. Quelli che truffano i consumatori e gli agricoltori devono essere allontanati e perseguiti. Questo è quello che vogliamo. L'abbiamo visto con grande energia rappresentato al Brennero. Dobbiamo continuare la campagna no fake, dobbiamo difendere i prodotti italiani perché è scandaloso che ci siano falsi prodotti made in Italy per oltre 120-130 miliardi all'anno in giro per il mondo e questo potrebbe dare lavoro a centinaia di migliaia di persone nel nostro Paese. Basta".