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Impegno sociale e comunicazione: attenzione al Pericolo Socialwashing

di TMNews lunedì 17 giugno 2024
2' di lettura

Milano, 17 giu. (askanews) - Sono sempre più numerose le campagne di comunicazione che propongono messaggi positivi su tematiche sociali. Le imprese fanno così leva sul mostrarsi impegnate in azioni di crescita civile per promuovere il prioprio brand, se non direttamente prodotti specifici. Tuttavia usare temi sociali in modo strumentale le espone a rischi molto alti, e non solo di carattere reputazionale.

E' quanto viene analizzato in "Pericolo Socialwashing" l'ultimo saggio di Rossella Sobrero, che da molti anni si occupa di comunicazione, affiancando alla consulenza l'attività di docente e saggista e l'impegno nel Gruppo Promotore de "il Salone della Csr e dell'innovazione sociale".

"In questo periodo si sta lavorando tanto sulla 'S' delle istanze ESG - dice Rossella Sobrero, docente, tra gli altri impegni, di 'Comunicazione sociale e istituzionale' all'Università Statale di Milano e di 'Marketing non convenzionale' alla Cattolica, sempre a Milano - Molte aziende stanno investendo sulle istanze sociali cercando di ingaggiare i propri pubblici, che possono essere anche interni come i dipendenti, sottolineando l'impegno che l'impresa ha nel contribuire al miglioramenteo della qualità della vita delle persone. Non si tratta di una novità assoluta, ma ora bisogna capire fino a che punto l'uso anche dei 'sentimenti', come abbiamo visto in alcuni casi, sia corretto e da quale punto in poi non lo sia più. Il problema è anche di equilibrio tra la presa di posizione su una grande tematica sociale e l'attività di impresa o il comportamento complessivo che non può essere distonico rispetto alla buona causa che si sostiene".

Ma il numero crescente di imprese che puntano nella cumunicazione su istanze sociali lascia presupporre che si tratti di una strategia comunque vantaggiosa. "No, non è una leva vincente se dietro non c'è un comportamento coerente - prosegue Sobrero - Oggi le persone sono molto più critiche e diffidenti, e di conseguenza sono alti i rischi che derivano dall'avere troppa distanza tra il dichiarato e l'agire. Bisogna evitare il rischio di raccontare molto, anche in modo affascinate e coinvolgente, e fare poco".

Ad arricchire le analisi de "Pericolo Socialwashing" anche una raccolta di interviste realizzate dall'autrice a venti autorevoli personaggi che offrono punti di vista differenti sul socialwashing e sugli sviluppi che questa pratica potrebbe avere in futuro.

Punto centrale del lavoro resta l'analisi delle strategie per prevenire e evitare il pericolo stesso.

"La parte più originale del lavoro penso sia quella che ho dedicato a cosa possono fare gli stakeholder per aiutare l'impresa a non commettere errori, così da non essere tacciata di 'socialwashing' - conclude l'autrice - Siamo abituati a pensare a cosa fa l'impresa per i suoi portatori di interesse, ma non pensiamo quasi mai al percorso contrario: a cosa può fare il dipendente, il fornitore, la banca per sollecitare l'impresa a raccontare la verità e a mettere in luce i progetti realizzati, i miglioramenti apportati, gli impatti generati, ma anche quelli non raggiunti".

"Pericolo Socialwashing-Comunicare l'impegno sociale tra opportunità e rischi" - questo il titolo completo del volume - è edito da Egea per la collana "Business e oltre".

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"Inside the experience" di Haier alla Milano Design Week

Milano, 25 apr. (askanews) - In occasione della Milano Design Week, Haier, brand numero uno al mondo per i grandi elettrodomestici, presenta "Inside the Experience": un racconto immersivo e diffuso che trasforma Milano in un Haier Hub. Un ecosistema di spazi, tecnologia e contenuti.

Il progetto ha l'epicentro in Via Bergognone 26, ma si estende poi in altri punti chiave: da Superstudio Maxi, con Invictus Yacht, a Eurocucina con lo stand Arrex - Technology by Haier.

"La Design Week quest'anno, per Haier, ha una grandissima opportunità: quella di far toccare con mano, alle persone che vengono a trovarci, la tecnologia di Haier. L'abbiamo fatto grazie a collaborazioni illustri, a partnership illustri in giro per la città di Milano. Questo è nato dall'esigenza di voler raccontare, in maniera molto semplice, la nostra sofisticata tecnologia" ha dichiarato Emiliano Garofalo, Country Manager Haier Italy.

Andare all'Haier Hub, significa immergersi in un percorso guidato dalla luce, con ambienti pensati per sorprendere e ispirare. C'è una ricca programmazione tra eccellenza, sport, gaming e cultura del cibo, con il coinvolgimento di chef, influencer e protagonisti del mondo dello sport e del design: "A me piace definire la tecnologia Haier una tecnologia invisibile. E' quella tecnologia che aiuta il consumatore nelle esigenze di tutti i giorni. Noi ci mettiamo al servizio del consumatore ed è quello che, grazie a Design Week, grazie alle installazioni in Via Bergognone, quest'anno riusciamo a trasferire. Certamente, le partnership che abbiamo in essere quest'anno, ci aiuteranno tanto in questa missione" ha continuato Garofalo.

Gli appassionati di calcio conosceranno già l'Haier Cam, che regala un POV esclusivo durante le partite. La collaborazione con la Lega Calcio Serie A e con DAZN si concretizza in una cabina di regia dedicata. Parallelamente, Nintendo, in una postazione dedicata, trasforma le Smart TV Haier MiniLED da 75 pollici, in veri e propri portali immersivi con un titolo iconico come "Mario Tennis Fever". A completare la visione di ecosistema connesso e sostenibile è BYD, partner di Haier durante la Design Week, che porta al centro la propria innovazione tecnologica con una riflessione concreta sul rapporto tra casa e mobilità: DOLPHIN SURF si trasforma in una vera e propria fonte di energia per alimentare gli elettrodomestici.

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'È così bello fare la pasta che non siamo pronti a lasciar perdere'. Potrebbe diventare uno slogan, un motto. A tavola tutto si risolve: cucinare è un atto d'amore e se lo si fa insieme, tutto acquista un senso. Ad accoglierci nel suo laboratorio è Marilena Finizza in Rutland, italiana al 100%, sposata con un cittadino americano, trasferitasi in Alabama, nella capitale dello stato, Montgomery, e poi a Fairhope, sulla baia di Mobile, nota per il suo centro artistico, le strade fiorite e i tramonti mozzafiato.

"È tradizione. All'inizio avevo un posto piccolissimo, erano appena 65 metri quadrati, perché non sapevo come sarebbe stata presa questa idea. I miei genitori erano sconvolti: per loro da italiani, lasciare un posto fisso, come manager da 18 anni, per insegnare la cucina italiana era inconcepibile. E invece sta già accadendo. Piace, perché c'è bisogno di nuove esperienze. Poi a chi è che non piace l'Italia? Per me è un circolo che si chiude, specialmente adesso che ho due ragazze all'università per cui sono diventata 'empty nester' (il termine si riferisce a un genitore i cui figli sono cresciuti e se ne sono andati di casa, il che spesso porta alla cosiddetta "sindrome del nido vuoto", ndr) e non mi è piaciuta assolutamente quella solitudine. Mi ha fatto riflettere: perché sono arrivata qua in Alabama? Deve esserci un motivo! Non voglio pensare che ci sia solo capitata", dice.

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Finizza con il suo "Mari" condivide e diffonde i valori della buona tavola, perché non solo fa bene la dieta mediterranea: saper fare le tagliatelle è una marcia in più. Ai suoi studenti spiega anche come il movimento delle spalle per impastare rilassi tutto il corpo e sia un anti stress meglio di una Spa. E a noi confida l'orgoglio di essere italiana perché davvero "dà senso" alla sua vita, oltre al fatto che comunque "25 anni fa" è arrivata in Alabama e ora la "fermano per strada": imsomma "Mari" è ormai un "personaggio in una comunità piccola ma molto aperta", a cui piacciono le novità. E ovviamente le tagliatelle.

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"Abbiamo costruito un'Europa unita e vediamo che purtroppo nel mondo ci sono ancora troppe dittature, troppe autocrazie che soffocano la libertà delle persone - ha aggiunto il ministro - celebrare il 25 aprile significa anche inviare un messaggio, in Italia e nel mondo, perché non accada mai più ciò che è accaduto in passato".

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