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Italia-Serbia, Palalic: ottimi rapporti, importante ruolo Italia

di TMNews sabato 6 luglio 2024
2' di lettura

Roma, 6 lug. (askanews) - Jovan Palalic, deputato e segretario del Partito popolare serbo, presidente del gruppo parlamentare di amicizia Italia-Serbia, e come parlamentare membro della Commissione Affari Esteri, in Italia per una serie di incontri istituzionali, evidenzia ad askanews "l'ottimo momento delle relazioni tra Italia e Serbia". "Abbiamo i migliori rapporti della storia tra i due paesi, dopo l'arrivo del governo di centrodestra di Giorgia Meloni. Rapporti che hanno avuto uno slancio dalla riunione del gennaio 2023 a Trieste organizzata dal ministro Tajani dove abbiamo potuto vedere una nuova iniziativa italiana per quanto riguarda la sia presenza nella regione balcanica. E la Serbia, il più grande paese nella regione, è diventato un pilastro per una nuova politica italiana. Una politica accolta con grande interesse dal governo serbo visti gli interessi comuni".

"E' molto importante ricordare che in questo momento la Serbia è l'unico paese fuori dall'Ue con presenti tutte le istituzioni italiane che si occupano di investimenti - ha proseguito il parlamentare serbo -. Sul fronte politico, l'Italia a differenza di altri paesi, ha una posizione equilibrata sul tema della indipendenza del Kosovo. E con il suo approccio molto delicato, senza una pressione verso la Serbia. Innanzitutto per l'adesione della Serbia all'Ue, posizione che l'Italia sostiene senza condizioni. E posso confermare che c'è un grande spazio per il rafforzamento dei nostri rapporti, ma vedo anche la possibilità per l'Italia di porsi nella regione balcanica come paese che può svolgere un ruolo importante nel mantenere la pace e nel trovare soluzioni pacifiche nella regione senza condizioni".

"Durante il pontificato di Papa Francesco la Serbia ha visto una nuova politica rispetto al passato, grazie a una posizione di ascolto di tutti con lo scopo di mantenere la pace nella regione", ha concluso Palalic soffermandosi anche sui rapporti con il Vaticano.

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L'Italia e la città di Napoli hanno accolto Wikoff alcuni mesi fa, quando succedeva all'ammiraglio Usa Stuart Benjamin Munsch.

Come è stata l'accoglienza e il rapporto con il Paese ospitante?, gli chiediamo. "Ho vissuto in molte parti del mondo e svolto diversi incarichi all'estero. Posso dire che ciò che rende unica questa area è lo spirito della comunità napoletana, il supporto che offre a questo comando e le relazioni che riusciamo a costruire. Ho avuto l'opportunità di incontrare studenti, rappresentanti religiosi e autorità civili. Sento davvero che il team di JFC Naples fa parte della comunità locale, ed è una relazione molto speciale di cui sono entusiasta", dice.

Durante l'evento importanti momenti come il ricordo dei caduti con la deposizione di una corona, uno spettacolare lancio con le bandiere del comando, della Nato e dell'Italia, e anche un annullo filatelico commemorativo di Poste Italiane.

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"Ci sono 32 nazioni coinvolte nell'Alleanza, ed è un'alleanza molto forte. Come ho detto, è l'insieme delle nazioni che fa la forza. Non si tratta di un singolo Paese, ma del contributo collettivo. Sono assolutamente fiducioso che, con una leadership italiana in questo comando, fortemente concentrata sull'importanza del fianco sud e sud-orientale, il comando continuerà a prosperare e a operare con successo", spiega.

Gli chiediamo da stratega militare americano, come valuta l'importanza strategica del Mediterraneo e il futuro ruolo di JFCNaples.

"Il fatto che questo comando sia rimasto nello stesso luogo per 75 anni dimostra chiaramente l'importanza del Mediterraneo e delle nazioni che si affacciano su entrambe le sue sponde. Evidenzia anche quanto sia cruciale la stabilità in questa regione. Sono molto fiducioso per il futuro del comando, che continuerà a svolgere la sua missione di deterrenza e difesa, creando al tempo stesso le condizioni per la stabilità nei Paesi membri della NATO e contribuendo a proteggere il nostro fianco sud", dichiara.

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Servizio di Cristina Giuliano

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