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A Shanghai il futuro dell'AI in Cina, boom nonostante restrizioni

di TMNews lunedì 8 luglio 2024
1' di lettura

Milano, 8 lug. (askanews) - In Cina la discussione sul futuro dell'AI generativa è apertissima, fra una crescita esplosiva e i freni delle restrizioni Usa.

L'industria ha registrato un boom tale che negli ultimi anni la Cina, secondo le Nazioni Unite, è stata la prima a depositare brevetti per software di AI. Molte di queste nuove tecnologie sono state presentate alla World AI Conference di Shanghai dove gli operatori del settore sono ottimisti.

"Le differenze tra Cina e Stati Uniti, compresa la concorrenza, sono sempre esistite. Dipende da alcuni aspetti specifici. È possibile che gli Stati Uniti siano più avanti di noi in termini di tecnologia attuale o di altre tecnologie, ma anche la Cina è molto forte", dice Meixiu Lyu, di Open CSG.

"Se le aziende in Cina possono avere molte politiche che incoraggiano i talenti a riunirsi dal mondo per sviluppare il proprio prodotto indipendente, allora direi che tutto questo è sicuramente reale - dice Ethan Duan, di Miracle Plus - E direi che le limitazioni non saranno così rigide".

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Con Centrone e Alberizia è sbarcato a Roma anche l'attivista uruguayano liberato Matias Rodriguez; sono infatti tutti transitati per Tunisi, insieme a un altro volontario, il tunisino Achraf Khoja.

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Parigi, debutto "rovente" allo zoo per le baby leoncine Isis e Inaya

Parigi, 24 giu. (askanews) - Debutto in pubblico "torrido", nel clou dell'ondata di calore in Francia, per le baby leoncine, Isis e Inaya, nate il 4 aprile scorso nel parco zoologico di Parigi, lo zoo di Vincennes, nel bosco omonimo.

Le piccole hanno mosso i loro primi passi nel recinto, accanto alla mamma davanti ai visitatori, arrivati ad ammirarle nonostante le temperature roventi.

Appartengono a una sottospecie del leone africano, i leoni dell'Atlante (Panthera Leo), estinta in natura dagli anni '50 ma ancora presente negli zoo europei, all'interno dei quali si contano circa 90 esemplari.

"Trascorreranno il loro primo anno qui senza problemi - ha spiegato Alexis Lécu, direttore scientifico del parco zoologico - hanno ancora molto da imparare, in particolare l'intero lato della socialità, fino a raggiungere la maturità sessuale. Poi rimarranno entrambe qui, o verranno trasferite in altri parchi zoologici, perché possono contribuire alla riproduzione della specie".

Il caldo eccezionale sta comunque mettendo a dura prova anche gli animali. Allo zoo di Parigi giraffe, foche e rinoceronti cercano refrigerio tra blocchi di ghiaccio, frutta congelata e nebulizzatori.

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L'allarme caldo a Roma non ferma i rider: "Se ti fermi guadagni meno"

Roma, 24 giu. (askanews) - Pedalare sotto il sole con temperature previste intorno ai 38 gradi è una prova di sopravvivenza. A Roma, per tutelare la salute dei lavoratori è stata emanata un'ordinanza regionale anti-caldo che vieta il lavoro all'aperto ed esposti al sole dalle 12:30 alle 16:00 nei giorni considerati a rischio "alto".

Anche Assodelivery - che rappresenta le principali piattaforme di food delivery - ha esteso le linee guida d'emergenza per tutelare i riders durante le giornate di allerta, ma molti continuano a lavorare.

Come Omer, dal Pakistan: "Se ti fermi per il caldo guadagni meno", "Se guadagni poco, se lavoriamo solo 4-5 ore, come possiamo guadagnarci da vivere?".

"Fa molto caldo ma stiamo lavorando - afferma Adam, dall'Afghanistan - oggi e ieri davvero tanto caldo".

Lavoratori a volte nemmeno informati dell'ordinanza, lamenta Damiano Carbonari, collaboratore della sede capitolina di Nidil Cgil: "Lottiamo e facciamo contrattazioni soprattutto per garantire che questi lavoratori siano riconosciuti come lavoratori subordinati. Perché ci sono tutte le condizioni per dire che non possono essere considerati lavoratori autonomi. Anche perché non è come nell'edilizia, dove ti fermi ma vieni comunque pagato. Non erano nemmeno stati informati da Glovo e Deliveroo di questa ordinanza (divieto di lavorare dalle 12 alle 16 a causa del caldo estremo), quindi loro stessi sono consapevoli che se non lavorano, fondamentalmente nessuno li paga".

A sostegno dei lavoratori anche gli attivisti di Greenpeace che denunciano l'impatto del cambiamento climatico. Simona Abbate, attivista: "Con questa telecamera mostriamo qual è la temperatura superficiale in questo momento qui a Roma, quella che i lavoratori stanno affrontando in questo momento. Ci sono persone qui in questa zona che lavorano a temperature elevatissime, al di sopra di quella che è considerata una temperatura di stress, ovvero una temperatura che affatica troppo il corpo umano. Vogliamo quindi denunciare come la crisi climatica stia impattando soprattuto sui più deboli, le fasce della popolazione che hanno bisogno di lavorare".

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