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Al via la III Edizione del premio "Leads - Alessandra Pederzoli"

di TMNews mercoledì 10 luglio 2024
3' di lettura

Roma, 10 lug. (askanews) - Si è tenuta presso la Sala Conferenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri la conferenza stampa di lancio della terza edizione del Premio "Leads - Alessandra Pederzoli", per riconoscere le buone pratiche di soggetti pubblici, privati e del terzo settore che contribuiscono alla leadership femminile nel settore della salute. Un argomento particolarmente attuale, con impatti sull'economia e la sostenibilità del Paese, che ha spinto Leads a creare un premio per accendere i fari su chi ha strutturato politiche capaci di far crescere la meritocrazia femminile. Abbiamo parlato con Patrizia Ravaioli, Presidente Leads:

"Se la sanità nei grandi numeri è rosa, in quanto il 64% è composta da donne, quando arriviamo a livelli di leadership questa si tinge di blu. L'associazione è nata proprio per promuovere la leadership in sanità ed oggi vogliamo promuovere le best practice che sono tante in sanità, affinché si diffondano, si promuovano o vengano copiate".

Alla manifestazione non hanno fatto mancare il proprio sostegno la Ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Maria Roccella che ha portato i saluti istituzionali, così come Antonella Polimeni, rettrice della Sapienza e presidente della giuria. Abbiamo parlato poi con Eugenia Roccella, Ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità:

"È importante prima di tutto il contenuto di questa manifestazione, ossia che bisogna promuovere la partecipazione delle donne a tutti i livelli: nella governance, nel lavoro, nelle istituzioni, in situazioni non soltanto di livello medio ma anche apicali. Promuovere una piena partecipazione delle donne".

È poi intervenuta Antonella Polimeni, rettrice della Sapienza: "L'impegno di Sapienza in termini di parità di genere è un impegno che si declina in tutte le sue mission. Sulla didattica abbiamo un'offerta formativa che tenga conto dell'importanza di una formazione dedicata alla parità di genere, sulla ricerca un focus particolare sulla medicina di genere, sulla terza missione con tante attività che escono fuori dalle mura dell'università e si rivolgono al territorio".

Il bando della terza edizione include diverse novità, come spiega Sara Vinciguerra, ideatrice e segretario del Premio: "Quest'anno potranno candidarsi anche le società scientifiche, gli ordini professionali, le associazioni di categoria e sindacali, oltre agli enti pubblici e privati accreditati, ai soggetti privati e al mondo del terzo settore. Sarà infatti interessante capire la sensibilità e i meccanismi in atto a riguardo, in quei soggetti che da un lato promuovono e veicolano la ricerca nel nostro Paese e dall'altro sono gli attori della sanità di prossimità. Un'altra novità è quella di consentire la ricandidatura a chi ha già partecipato gli anni precedenti, qualora il progetto abbia nuove caratteristiche in grado di portare evidenze inedite, impatti più significativi o maggiori opportunità di replicabilità, in linea con i criteri del bando. Sono infine onorata di coadiuvare una Giuria formata da personalità che operano nel campo della sanità, della comunicazione e dell'associazionismo: Luigi Bobba, Nunzia De Girolamo, Enrica Giorgetti, Mariella Mainolfi, Massimiliano Raponi, Walter Ricciardi, Fiorenza Sarzanini e con una importante new entry come Annamaria Colao, anche alla luce delle novità di questa Terza Edizione. La giuria - conclude Vinciguerra - sarà presieduta anche quest'anno dalla Prof.ssa Polimeni, presenza capace di essere esempio e testimonianza anche per le più giovani, sottolineando l'importanza dei percorsi STEM per le donne".

Il premio si avvale anche di un Comitato d'Onore composto oltre che dalle co- presidenti, Lella Golfo e Alessia Mosca, da: Renato Balduzzi, Carolina Gianardi, Maurizia Iachino, Beatrice Lorenzin, Paola Mascaro e Maurizio Sacconi.

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Allargando lo sguardo oltre la West Coast, la tendenza a collegare yoga e patrimonio culturale è sempre più evidente. In Italia, per esempio, luoghi patrimonio UNESCO come la Val d'Orcia offrono scenari ideali per pratiche lente e ritiri; la campagna toscana, con sorgenti termali e paesaggi modellati dalla storia, alimenta format che combinano pranayama, camminate consapevoli e terapie termali. Questa contaminazione tra paesaggio culturale e pratiche di benessere valorizza sia la destinazione sia l'esperienza personale, creando un'offerta turistica che punta sulla qualità del tempo e sulla sostenibilità.

Ci sono poi piattaforme come Evaneos che stanno ampliando itinerari che includono non solo visite culturali ma anche percorsi di riconnessione attraverso yoga e meditazione in destinazioni remote o culturalmente ricche. Questi viaggi sono pensati per chi desidera combinare la scoperta di luoghi autentici con pratiche rigenerative, scegliendo guide locali e programmi costruiti attorno ai ritmi del corpo e del paesaggio. Dall'Oman alle montagne del Sudafrica, passando per Marrakech e le sue oasi, l'offerta su misura permette di vivere il benessere nel contesto autentico delle comunità che ospitano i visitatori. E anche se è vero che la meditazione viene insegnata fin dall'infanzia nelle famiglie indiane, come dice Varun Veer, qualcosa si può apprendere anche viaggiando.

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