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Il rigassificatore di Ravenna sarà in funzione dal primo aprile 2025

di TMNews sabato 13 luglio 2024
3' di lettura

Ravenna, 13 lug. (askanews) - Allo scheletro stanno lavorando su terra ferma i tecnici della Rosetti Marino e una volta ultimato - entro la fine di quest'anno - verrà trasportato da una mastodontica gru a 8 km e mezzo da Punta Marina. Il cuore del progetto, invece, è la BW Singapore: la nave rigassificatrice acquistata da Snam e dotata di una capacità di rigassificazione annua di 5 miliardi di metri cubi, al pari di quella di Piombino. La nave in questo momento è a Dubai per lavori di adeguamento ma già dall'inizio dell'anno sarà operativa per avviare i test. Il cronoprogramma è stato confermato nel corso di una visita ai cantieri durante la quale è stata annunciata l'entrata in esercizio: 1 aprile 2025. L'amministratore delegato di Snam, Stefano Venier.

"L'avanzamento dei lavori è assolutamente in linea con quelli che erano i programmi, la parte dei lavori a terra è stata completata per oltre il 90%, per quanto riguarda i lavori a mare della piattaforma a cui verrà ancorata la BW Singapore siamo oltre il 50%. Nei prossimi 3-4 mesi avremo un'accelerazione. Siamo andati a vedere le infrastrutture in cantiere che sono quasi pronte e verranno montate nei prossimi mesi, contiamo di rispettare la scadenza di fine anno come data per il completamento dei lavori".

Con l'entrata in esercizio della BW Singapore, la capacità di rigassificazione complessiva dell'Italia salirà a 28 miliardi di metri cubi all'anno, pari a circa il 45% della domanda italiana di gas nel 2023, la stessa cifra che veniva importata dalla Russia nel 2021 dalla quale il nostro paese e l'Europa dipendeva. E' quindi una garanzia per l'Italia, come ha spiegato il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin.

"Con questo rigassificatore raggiungiamo quasi la metà del consumo nazionale con i rigassificatori. Speriamo che non succeda mai niente, ma qualsiasi cosa succeda un minino di fondo questo paese ce l'ha".

Il costo complessivo dell'investimento è di oltre 1 miliardo di euro, con un ritocco al rialzo per realizzare entro il 2026 una diga frangiflutti che consentirà all'impianto di operare in sicurezza e continuità anche in condizioni meteomarine particolarmente avverse. Come ha spiegato l'amministratore delegato di Snam.

"L'opera è molto complessa, abbiamo scelto di andare a realizzare anche una diga frangiflutti di protezione, al fine di assicurare la piena operatività di questa infrastruttura che in quanto tale, essendo nata con un ruolo strategico deve poter essere sempre disponibile. La realizzazione di questa diga, che inizialmente non era prevista, naturalmente presenta un costo aggiuntivo che però giustifica il fatto che possiamo disporne per il 100% del tempo".

Ravenna - a seguito della crisi del gas - ha risposto "presente", ha spiegato il sindaco Michele de Pascale, soddisfatto per l'ok arrivato dalla Valutazione di impatto ambientale di un altro progetto "green", il parco eolico. La città romagnola si candida a essere una parte strategica del futuro delle politiche energetiche italiane.

"Ci piacerebbe poter avere un tavolo nazionale con il governo perché se Ravenna è una città strategica dal punto di vista portuale ed energetico oggi penso alle connessioni ferroviarie e ad altri elementi che per una città strategica sono essenziali si trova con delle difficoltà".

Servizio di Paolo Tomassone

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"Fa molto caldo ma stiamo lavorando - afferma Adam, dall'Afghanistan - oggi e ieri davvero tanto caldo".

Lavoratori a volte nemmeno informati dell'ordinanza, lamenta Damiano Carbonari, collaboratore della sede capitolina di Nidil Cgil: "Lottiamo e facciamo contrattazioni soprattutto per garantire che questi lavoratori siano riconosciuti come lavoratori subordinati. Perché ci sono tutte le condizioni per dire che non possono essere considerati lavoratori autonomi. Anche perché non è come nell'edilizia, dove ti fermi ma vieni comunque pagato. Non erano nemmeno stati informati da Glovo e Deliveroo di questa ordinanza (divieto di lavorare dalle 12 alle 16 a causa del caldo estremo), quindi loro stessi sono consapevoli che se non lavorano, fondamentalmente nessuno li paga".

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