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Attacco alla rete Tgv: "Ancora ritardi, la normalità lunedì"

di TMNews sabato 27 luglio 2024
1' di lettura

Parigi, 27 lug. (askanews) - Il ministro dei Trasporti francese Patrice Vergriete fa il punto sulla situazione dei treni dopo l'attacco alla rete Tgv. "Oggi il traffico è normale sul TGV Est e quindi si può viaggiare normalmente da questa mattina- ha spiegato - Sui TGV Nord, sui TGV Atlantique, cioè sia verso la Bretagna che verso il Sud-Ovest, abbiamo 7 treni su 10, ma poiché i TGV devono ancora utilizzare linee che sono linee classiche, a volte ci si può aspettare ritardi di una o due ore su questi TGV Nord o verso la Bretagna o verso il Sud-Ovest". Il ritorno alla normalità è previsto per lunedì.

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L'edizione 2026 nasce per andare oltre la narrazione e misurare, con dati reali e testimonianze dirette, le differenze tra i sistemi sanitari regionali, anche da un punto di vista delle innovazioni tecnologiche.

Alessio Butti, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con Delega all'innovazione tecnologica, era presente ed è la persona più indicata per parlarne e delineare gli obiettivi: "Relativamente al fascicolo sanitario elettronico bisogna dire che l'Italia è un paese lungo e quindi ci sono delle regioni che vanno più velocemente. Ma la nostra capacità al momento è quella di tenere tutti insieme, premiando quelle che sono le eccellenze e accogliendo le regioni che, per motivi storici, sono più rallentate. Il fascicolo sanitario-elettronico è indispensabile perché rappresenta la storia clinica di ciascuno di noi e consente al medico, ovviamente, di scegliere la cura e la terapia più appropriate".

Quando aumentano le innovazioni tecnologiche, però, aumentano anche i rischi di sicurezza e tutela dei dati. Butti spiega come trovare il giusto equilibrio. "Abbiamo promosso e attivato la piattaforma digitale nazionale dati, che garantisce un'interoperabilità e una riservatezza per quanto riguarda il dato. Tutte le operazioni che stiamo svolgendo hanno a che fare con l'utilizzo dei dati e sono assolutamente coerenti con l'impostazione europea del GDPR, ma anche dell'AI Act".

L'altro tema legato alle innovazioni tecnologiche è poi la capacità di metterle concretamente al servizio dei cittadini. Giuseppe Quintavalle, Presidente FIASO (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere), ci ha indicato gli ostacoli principali affinché questo avvenga: "Siamo in un momento di transizione del servizio sanitario. E' stato fatto moltissimo, si sta digitalizzando tutto il sistema, ma dobbiamo renderlo ancora più interoperabile. Dobbiamo parlare un linguaggio socio-sanitario, ma principalmente dobbiamo parlare con i nostri cittadini per far capire loro che c'è una nuova percezione di sanità, che non è più la lista d'attesa, ma è la presa in carico".

Infine, il SSN è come sempre tediato da alcune problematiche di base, come la carenza di personale, l'aumento della domanda e la sostenibilità economica. Ecco quali, secondo Quintavalle, possono essere i modelli organizzativi d'aiuto: "La medicina generale ha dei problemi, specialmente nelle strutture e nelle zone più disagiate, che non sono quelle cittadine. Come fare per superare questo problema? Non dimentichiamo gli operatori sanitari e gli infermieri, così come una programmazione costante, una riformulazione dei bisogni e una revisione di quello che è l'attuale modello, perché va cambiato".

G19+2 Sanità si propone non solo cole convegno, ma come spazio di ascolto, confronto e responsabilità condivisa per costruire una sanità più vicina ai cittadini, più digitale, più trasparente e più capace di rispondere alle disuguaglianze territoriali.

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Tema centrale è stato il confronto tra le Regioni, affrontato alla presenza di Orazio Schillaci, Ministro della Salute, che ha commentato: "Nessun medico si tiri indietro e dica no a Case di comunità più forti. Il tempo ci darà ragione per una Sanità più moderna e vicina alle persone" complimentandosi con il modello ligure che ha attivato tutte le 32 Case di Comunità.

Altro tema al centro dell'attenzione è quello della salute mentale, un pilastro della Sanità pubblica per famiglie e comunità e che rientra a tutti gli effetti tra le emergenze sanitarie. Di questo ne ha parlato Alberto Siracusano, Presidente Consiglio Superiore di Sanità: "La salute mentale oggi è uno dei punti più delicati della nostra società, perché il disagio mentale colpisce tutti, sia i giovani che i meno giovani, anche nell'ultima parte del periodo del ciclo di vita. Per cui gli interventi sono e devono essere specificati per ogni fase della vita".

Importante nel mondo della sanità è anche l'impatto delle innovazioni tecnologiche. Che però non devono sostituire il rapporto umano. "Abbiamo sicuramente degli aiuti tecnologici per la personalizzazione della cura e per la raccolta dei dati. Indubbiamente però, l'intelligenza artificiale non può sostituire il rapporto con il medico, con l'infermiere o con la persona che si occupa di chi sta male e che si occupa anche dei familiari" ha dichiarato Siracusano.

Ogni regione ha comunque le proprie particolarità, come spiegato da Massimo Nicolò, Assessore alla Sanità Regione Liguria: "Credo che ogni regione abbia un suo modello che deriva dal tipo di popolazione presente. Sono sempre popolazioni molto diversificate. Noi in Liguria abbiamo una popolazione che sicuramente ci caratterizza per essere la regione più longeva. La qualità di vita è molto alta, però tutto questo ha un costo e delle ricadute sulle risorse, che stiamo chiedendo per averne di più nel reparto del Fondo Sanitario Nazionale".

La Liguria, nello specifico, è per esempio una regione tra le più anziane d'Italia. L'Assessore spiega quali strategie stanno adottando per rafforzare la presa in carico della cronicità e l'assistenza di prossimità.

"Ci stiamo dedicando molto all'assistenza domiciliare integrata. Arrivare al domicilio dei cittadini e delle persone credo sia la vera chiave di volta, per consentire a quelle persone anziane che non riescono, che hanno una scarsa autosufficienza o che non hanno dei caregiver o dei familiari che li possano accompagnare, di ricevere la prestazione direttamente a casa propria" ha concluso Nicolò.

Al termine dei lavori è prevista l'elaborazione di un documento nazionale di raccomandazioni condivise, con l'obiettivo di trasformare il confronto in proposte operative per il sistema sanitario dei prossimi anni.

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