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Fra Russia e Stati Uniti maxi scambio di prigionieri, anche Gershkovich

di TMNews giovedì 1 agosto 2024
1' di lettura

Roma, 1 ago. (askanews) - Un maxi scambio di prigionieri fra Russia e Stati Uniti, nella più importante operazione diplomatica di questo genere dalla fine della Guerra Fredda: fra gli americani liberati ci saranno anche l'inviato del Washington Post Evan Gershkovich, recentemente condannato a 16 anni per spionaggio, e l'ex marine Paul Whelan, in carcere dal 2018.

In tutto le persone trasferite in Occidente, fra occidentali e dissidenti russi, potrebbero essere almeno venti. La lista comprenderebbe anche attivisti legati al gruppo anti-corruzione del defunto Alexei Navalny, cittadini russi incarcerati per aver criticato la guerra in Ucraina e diversi americani.

Le autorità russe avrebbero compiuto grandi sforzi per mantenere segrete le informazioni e l'operazione avverrebbe con la mediazione di Bielorussia e Germania. I cittadini russi coinvolti sarebbero accusati di spionaggio, crimini informatici e contrabbando.

La speranza è che lo scambio preluda a una trattativa per porre fine alla guerra in Ucraina. L'ultimo scambio di prigionieri tra la Russia e gli Stati Uniti era avvenuto nel dicembre 2022, a tornare in patria fu la sola cestista texana Brittney Griner, in cambio del trafficante di armi Viktor Bout.

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"Oggi parliamo dello studio Crown con dati senza precedenti nei pazienti con tumore del polmone ALK positivo. Ha una lunga storia il primo ALK inibitore, il crizotinib, ben sviluppato da Pfizer. La nostra ricerca e sviluppo ha continuato a portare avanti la ricerca per poter, in qualche modo, superare anche quelli che possono essere meccanismi di resistenza. Sappiamo che una sfida importante in oncologia è migliorare anche il superamento della barriera metrincefalica" ha concluso la Dottoressa Barbara Capaccetti, Direttore Medico di Pfizer in Italia.

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