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Il Papa è atterrato a Timor Est. Terza tappa viaggio apostolico

di TMNews lunedì 9 settembre 2024
1' di lettura

Dili, 9 set. (askanews) - Papa Francesco ha lasciato la capitale della Papua Nuova Guinea per la terza tappa del suo 45mo viaggio apostolico, che lo ha portato a Timor-Est, dove si tratterrà per tre giorni, fino a mercoledì 11 settembre.

L'aereo B-737 della compagnia Air Niugini era decollato dall'aeroporto Jacksons International di Port Moresby, capitale della Papua Nuova Guinea, alle 12.12 ora locale (le 4.12 in Italia). Il Pontefice, dopo la Messa in privato, aveva lasciato la Nunziatura di Port Moresby in Papua Nuova Guinea e congedandosi dal personale e dai benefattori aveva lasciato come dono, a ricordo del suo soggiorno, un mosaico che riproduce il suo stemma pontificio.

All'aeroporto di Dili, capitale di Timor Est, Francesco è stato accolto dal Presidente della Repubblica e dal Primo Ministro ai piedi della scala anteriore dell'aereo e due bambini in abito tradizionale che gli offriranno dei fiori e una sciarpa tradizionale (tais). Quindi, dopo il saluto alla Guardia d'Onore e alle rispettive Delegazioni Francesco, accompagnato dal Presidente della Repubblica e dal Primo Ministro si dirigerà verso la Vip lounge dell'aeroporto internazionale per un breve colloquio. Da qui si dirigerà in auto verso la Nunziatura apostolica presso la quale risiederà in questi giorni.

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All'inaugurazione della mostra il 15 aprile 2026 durante una conversazione fra Massimiliano Gioni e Diego Marcon, curatore e artista hanno analizzato l'opera.

Massimiliano Gioni: "Parlando appunto di cinema, che per te è sia medium che soggetto, in un certo senso (tutte le tue opere sono una riflessione sul cinema e sulla sua storia) , ti chiedevo della presenza fantasmatica di alcune tue opere, mi dicevi che il cinema e l'immagine in movimento quasi per definizione hanno una prossimità appunto con il fantasma. Volevo chiederti se in Krafen ci sono aspetti che continuano questa sorta di fascinazione per un mondo segreto, un mondo fantasmatico che il tuo lavoro affronta spesso".

Diego Marcon: "Sì, poi in verità forse le cose più misteriose che spesso tornano nel mio lavoro sono paradossalmente le più comuni, quello che poi secondo me questi sviluppi scoperchiano è la presenza aliena di alcuni soggetti e di alcune cose che in verità sono molto comuni, nel caso di Kraftfen ad esempio la famiglia. La cosa che poi mi turba sempre più o che che resta sempre più misteriosa per me è il privato inteso come una dimensione molto intima del sé e da lì anche un po' l'insistenza sul linguaggio, nel senso che appunto come tu dicevi i soggetti dei film non sono dei soggetti dramaturgici ma sono dei soggetti, se vogliamo, metalinguistici o mediolinguistici, nel senso sono il film stesso perché penso che esista soltanto il linguaggio in qualche maniera".

Krapfen è la prima opera a essere prodotta grazie al New Futures Production Fund, la collaborazione pluriennale tra Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e New Museum di New York: sotto la guida di Massimiliano Gioni, Edlis Neeson Artistic Director del New Museum, l'iniziativa prevede la co-produzione e la presentazione di una nuova opera presso le due istituzioni. Krapfen è stato

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