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IBM inaugura quantum data center in Germania, primo fuori dagli Usa

di TMNews martedì 1 ottobre 2024
1' di lettura

Roma, 1 ott. (askanews) - Un grande data center quantistico: lo ha inaugurato l'IBM nella sua sede a Ehningen, nel sud della Germania, e sarà il primo di questo tipo in Europa.

Il data center fungerà da Quantum European Cloud Region di IBM e permetterà a decine di aziende, istituti di ricerca europei e agenzie governative di accedere ai sistemi quantistici del colosso dell'informatica americano. Tra questi Crédit Mutuel, Bosch, E.ON e Volkswagen Group.

Il data center include due nuovi sistemi su scala industriale, basati su IBM Quantum Eagle, e presto presenterà un nuovo sistema basato su IBM Quantum Heron; sistemi in grado di eseguire calcoli ben oltre le capacità di simulazione dei computer classici.

Quella di Ehningen è la seconda e unica struttura nel suo genere fuori dagli Stati Uniti, cioè l'unico altro quantum data center e cloud region quantistico dopo quello di Poughkeepsie, nello stato di New York e segna un'espansione significativa della flotta di data center quantistici avanzati e su scala industriale di IBM.

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La prefettura ha giustificato la richiesta per "l'eccezionale ondata di caldo che dura dal 21 giugno" che, ha sottolineato, "sta mettendo alla prova i servizi di soccorso e le strutture sanitarie". Nell'ipotesi "che gli organizzatori interessati non "acconsentissero" all'annullamento, "il prefetto li interdirà con decreto", ha avvertito un comunicato.

Eventi con migliaia di persone, ad alto rischio in queste condizioni climatiche estreme. Misure quindi d'emergenza, stabilite per far fronte all'ondata di caldo estremo che non sembra mollare l'Europa e che in Francia e Spagna ha raggiunto il clou, con temperature sui 40 gradi.

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La complessa operazione subacquea è stata realizzata grazie alla collaborazione tra il nucleo carabinieri di Pescara, Wwf Sub, il diving MarlinTremiti e il Laboratorio del MA.RE. e rientra all'interno del progetto Ghost Gear del Wwf Italia, con l'obiettivo di ripulire il Mediterraneo dagli attrezzi fantasma.

Riccardo Ginex, vicecomandante del Centro subacquei dei Carabinieri: "Un'attività complessa in tre giorni, con immersioni ripetitive ogni giorno a una profondità importante, ma il risultato per i Carabinieri e il Wwf è fondamentale per andare a ripulire i fondali del Mediterraneo da reti abbandonate che continuano a produrre danni nell'ecosistema marino".

La rete, probabilmente trasportata all'interno dell'area marina protetta dalle correnti, era rimasta impigliata nel relitto diventando una pericolosa trappola per la fauna marina.

Rimuoverla nell'area ricca di biodiversità non è stato semplice, cercando di salvaguardare le specie presenti, come la cernia bruna, murene, scorfani neri e per la presenza, nei fondali più profondi, del raro Corallo Nero, protetto e particolarmente sensibile.

Previste altre immersioni per rimuovere del tutto la rete intrappolata in profondità, che si stima di circa una tonnellata. L'obiettivo è poi quello di favorire il recupero ecologico dell'intero sito, trasformando il relitto in un rifugio stabile e sicuro per la biodiversità marina.

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