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Finanza agevolata, come utilizzare i fondi per progetti reali

di TMNews martedì 22 ottobre 2024
2' di lettura

Roma, 23 Ott. (askanews) - "C'è un enorme differenza fra debito buono e debito cattivo. Il primo, differenza del secondo, offre infatti benefici misurabili dal punto di vista patrimoniale, economico e finanziario per consentire di far crescere un'attività in modo efficace". Le parole dell'allora presidente del Consiglio, Mario Draghi, trovano negli strumenti della finanza agevolata e tramite il PNRR la loro concreta applicazione. Più di 2000 bandi che, ogni anno, permettono agli imprenditori di sviluppare la propria mission aziendale: "Ma c'è un ma -spiega Michele Dicorato, Ceo e Founder di Bfinance. Il problema sta nel fatto che non bisogna cedere alla tentazione di utilizzare la finanza pubblica come un bancomat per acquisire il denaro, che viene offerto a fondo perduto o a tassi vantaggiosi, purché sia. Servono strategia e concretezza".

Il lavoro di Dicorato dunque è a 360 gradi e lontano dall'idea di essere, diciamo così, venditori di bandi: "Noi -afferma- vogliamo che quelle misure economiche portino crescita e contribuiscono al miglioramento dell'azienda e del Pil nazionale. Per questo, analizziamo a fondo il progetto che ci viene presentato e, in base alle caratteristiche che individuiamo, scegliamo la misura che riteniamo più opportuna. Non siamo insomma un bandificio ma, viceversa, selezioniamo le idee che ci convincono maggiormente. 15/20 l'anno al massimo. Una volta convinti, seguiamo la pratica dall'inizio alla fine. Anche nella fase delicata della rendicontazione, dove spesso l'imprenditore viene invece lasciato solo, rischiando errori poi difficili da gestire".

Internazionalizzazione, innovazione e formazione sono le tre aree dove la finanza agevolata interviene in modo significativo: "Nel primo settore -sottolinea Dicorato- restano oltre un miliardo e mezzo da spendere rimasti dal 2023, mentre sono oltre cinque miliardi i fondi messi a disposizione per quest'anno. La difficoltà di impiego di quel denaro sta proprio nella mancanza di progetti che siano frutto di una visione efficace. Noi lavoriamo invece su obiettivi concreti in diverse parti del mondo: Stati Uniti, Canada, Dubai, Doha, Oman, Albania e Montenegro. Permettiamo alle aziende italiane, grazie al nostro know-how, di accedere in quelle zone per vendere i loro prodotti e servizi, tutti di alta qualità. Accedere per poi seguirli, passo dopo passo, nel processo di internazionalizzazione. Una sorta di affidamento, diciamo così, chiavi in mano".

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