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Premio Anima, Luigi Abete: bene comune è attenzione agli altri

di TMNews martedì 12 novembre 2024
1' di lettura

Roma, 12 nov. (askanews) - Valorizzare il contributo apportato da personalità del mondo dell'arte e della cultura alla crescita etica e sensibilizzare imprese e opinione pubblica sull'importanza della responsabilità sociale e della sostenibilità come fattori strategici di sviluppo del nostro Paese. Questa la principale finalità del Premio Anima, ideato da Anima per il sociale nei valori d'impresa, la non profit promossa da Unindustria e giunto quest'anno alla XXIII edizione.

"Ogni anno si rinnova un'esperienza: da un lato perchè i premiati sempre diversi rappresentando quindi modalità diverse di essere attivi su questi obiettivi che dovremmo avere tutti quanti a cuore. Dall'altro perchè il contesto internazionale, il mondo nel quale viviamo, diventa sempre più complicato con maggiori casi in cui non solo non c'è solidarietà, inclusione sociale, attenzione verso i più deboli ma anzi c'è una dichiarata e affermata cultura del comportamento in cui chi è più debole viene abbandonato o ucciso. Una complessità del mondo che in qualche misura dà ancora più vigore a queste testimonianze di individui, di piccole onlus, che comunque concorrono come tante formiche a costruire quello che effettivamente è il bene comune, oggi parola di moda e tutti pensano di esserne i custodi e gli interpreti, ma il vero bene comune sta nell'attenzione agli altri. Giusto quindi ricordare che le imprese sono in prima linea per perseguire questi obiettivi",è il commento di Luigi Abete, presidente della Giuria del Premio Anima.

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In tanti si sono riversati in strada per protestare contro quello che, hanno denunciato, è solo l'ultimo episodio di una repressione da parte del presidente turco Recep Tayyip Erdogan nei confronti dei suoi rivali politici in vista delle prossime elezioni. "Lui (Erdogan) ha ordinato che la sede del nostro partito venisse perquisita dalla polizia, ha sparato gas, ci ha picchiato con i manganelli, ha devastato il partito e ci ha buttato in strada. Solo per sbarazzarsi di noi e consegnare il partito a un avversario che pensa di poter sconfiggere facilmente" ha detto Ozel. "Il mondo deve saperlo. Erdogan ha perso ogni ragione. Proprio come ha fatto gettare in prigione il candidato presidenziale che avrebbe potuto sconfiggerlo, ora sta ufficialmente chiudendo il partito politico che avrebbe potuto sconfiggerlo. Sta cambiando il suo leader. Vuole essere lui a decidere chi sarà il suo leader" ha aggiunto riferendosi al sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu, arrestato con l'accusa di corruzione.

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