CATEGORIE

Ucraina, attacco russo su Odessa in pieno giorno, "è stato l'orrore"

di TMNews lunedì 18 novembre 2024
2' di lettura

Roma, 18 nov. (askanews) - Un attacco in pieno giorno sulla principale città portuale dell'Ucraina, relativamente distante dal fronte: sono almeno 10 i morti e 43 i feriti

nel raid missilistico lanciato oggi dalla Russia contro Odessa, in Ucraina. Secondo il ministero dell'Interno di Kiev le

vittime sono sette agenti di polizia, un medico e due civili, mentre tra i feriti si contano 14 agenti delle forze dell'ordine e

quattro bambini.

"Ho visto l'orrore. Io sono di Kherson e sono stato sotto l'occupazione russa per sei mesi e ho visto queste morti. Ma a Odessa era più tranquillo e sembrava che qui ci si potesse in qualche modo nascondere dalla guerra, ma i fatti dell'ultima settimana mostrano che la situazione è la stessa di Kherson. Le persone muoiono ogni giorno".

L'ufficio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel frattempo ha diffuso immagini della visita del leader ucraino a Pokrovsk, sul fronte orientale, dove stanno cercando di contenere una pesante offensiva russa. Zelensky ha affermato che malgrado il massiccio attacco di Mosca nella notte scorsa a città e infrastrutture energetiche, definito uno dei peggipori della guerra, la difesa aerea ucraina ha retto e "ha abbattuto la maggior" parte di "210 fra droni e missili, inclusi quelli ipersonici e balistici".

E mentre gli attacchi russi continuano, la speranza dei vertici di Kiev risiede ora tutta nell'autorizzazione finalmente data dagli Stati Uniti all'Ucraina a usare i missili forniti dagli Usa per colpire obiettivi in Russia. Ma per cittadini e soldati, non è detto che questa nuova possibilità offensiva cambi in sé le sorti della guerra:

"Avremo altri 250 obiettivi. Campi d'aviazione, basi aeronautiche. Saremo in grado di raggiungere 25 basi dell'aeronautica. Come influenzerà la situazione in futuro? Penso che si calmeranno un po'", afferma Andriy Vasylykha, evacuato proprio da Pokrovsk.

Questo medico militare, operativo al fronte nella regione orientale del Donetsk, invece ha dubbi sul fatto che la decisione dell'amministrazione Biden cambierà granché le cose:

"Se prendiamo l'opinione della popolazione civile, sembra che sia più favorevole ai metodi di Trump. Perché tutti sono stanchi di questa guerra, tutti vogliono che finisca. Se prendiamo i militari, le loro opinioni si dividono in due gruppi. Alcuni vogliono già tornare a casa. E alcuni hanno già perso tutti i loro amici, parenti e persone care. Non hanno più nulla da perdere e sono pronti ad andare fino in fondo, fino alla liberazione di tutti i territori".

tag

Ti potrebbero interessare

Voltaggio (Eni): TEF piattaforma unica per creare filiere

Roma, 25 mag. - Durante le giornate del TEF - Taranto Eco Forum 2026, Eni, main partner dell'edizione, è intervenuta nel confronto dedicato agli ecosistemi di open innovation e al ruolo delle startup nei processi di transizione energetica, digitale e ambientale. A margine della sessione, Mattia Voltaggio, Head of Joule - Eni School for Entrepreneurship, ha sottolineato:

"Il TEF - Taranto Eco Forum è una piattaforma di dialogo unica, perché mette insieme tutti gli attori del territorio necessari per creare filiere di innovazione. Siamo convinti che il potenziale delle startup innovative, capaci di unire le competenze delle due transizioni, le competenze digitali e la conoscenza del mondo energetico, delle molecole, dell'aria, dell'acqua e della bioeconomia, possa produrre valore non solo per Eni, ma anche per l'indotto e per le piccole e medie imprese del territorio. Per fare questo serve un terreno di discussione e il TEF, ormai da diversi anni, è davvero il luogo in cui si possono costruire dialoghi, sinergie e nuove opportunità".

TMNews

Flotilla, due italiani fermati in Libia: processati come clandestini

Roma, 25 mag. (askanews) - Si sono persi domenica (24 maggio alle 15.22) pomeriggio i contatti con Domenico Centrione e Leonarda Alberizia, i due attivisti italiani del convoglio via terra della Global Sumud Flotilla (GSF), fermati a Sirte da miliziani libici affiliati al generale Khalifa Haftar. Su Instagram di Centrione un ultimo video in cui si sentono le sirene.

Secondo fonti informate, i due connazionali sono stati trasferiti a Bengasi, in attesa di processo mentre vengono trattati come potenziali clandestini. Sono 10 in tutti i volontari del "Land Convoy" fermati (sono cittadini di Spagna, Polonia, Stati Uniti, Argentina, Uruguay e Tunisia), mentre tentavano di avanzare la loro posizione per negoziare con le autorità libiche.

A margine di un evento all'Istituto Treccani, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato: "Stiamo seguendo la vicenda, dovrebbe esserci oggi l'udienza davanti al giudice, io mi auguro che li possano espellere il prima possibile, quindi per tornare a casa. "Speriamo che si possa risolvere in modo positivo la questione", ha aggiunto Tajani. "Stiamo avendo un'interlocuzione anche con Bengasi (dove i due attivisti sarebbero stati portati, Ndr) e dovrebbero andare stamani davanti al giudice, quindi il giudice dovrebbe, mi auguro, decidere di farli ritornare in Italia. Se li espellono meglio così, stiamo lavorando, la situazione libica non è semplice", ha spiegato il ministro.

TMNews

Flotilla, Tajani: "Cresce consenso in Ue per sanzioni a Ben Gvir"

Roma, 25 mag. (askanews) - "Mi pare che la risposta sia nel discorso del presidente" israeliano "Herzog su quello che accade nel suo Paese, la condanna unanime, la presa di distanza molto dura del ministro degli Esteri" israeliano Gideon Saar, "la presa di distanza anche di Netanyahu". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, in un punto stampa a margine dell'iniziativa "Italia-Africa: culture in gioco" per la Giornata dell'Africa 2026, a una domanda se siano arrivate reazioni di Israele dopo la dura presa di posizione dell'Italia in merito al video diffuso dal ministro della Sicurezza israeliano Itamar Ben Gvir, che riportava le umiliazioni a cui sono stati sottoposti gli attivisti della Global Sumud Flotilla sequestrati in acque internazionali dalle forze di sicurezza israeliane e portati in Israele.

"Mi pare che stia crescendo il consenso in Ue sulla nostra proposta di infliggere sanzioni a Ben Gvir per quello che ha fatto in occasione dell'arresto di un gruppo di militanti della Flottiglia, quindi la richiesta è finalizzata a quello, poi del resto ne parleremo, la nostra richiesta è finalizzata a quanto è accaduto" che è "inaccettabile, vergognoso, indegno nei confronti di queste persone", ha aggiunto. "Sapete come la penso io politicamente, non sono vicino politicamente ai militanti della Flotilla, ma sono cittadini italiani che devono essere rispettati", ha ribadito Tajani.

TMNews

Hormuz, Tajani: voto in Parlamento? Vediamo, missione non di guerra

Roma, 25 mag. (askanews) - "Vediamo, si andrà in parlamento quando ci sarà la reale possibilità di farlo. Con il ministro Crosetto abbiamo già informato le Commissioni congiunte di Camera e Senato Esteri e Difesa, aspettiamo di vedere quando sarà operativo" un eventuale accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti i e Iran, "perché noi intendiamo partecipare a missioni non di guerra, assolutamente, sotto la bandiera delle Nazioni Unite, la bandiera dell'Unione Europea o la bandiera di un accordo internazionale che raccolga molti paesi, un po' sul modello 'Volenterosi'". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, in un punto stampa a a margine dell'iniziativa "Italia-Africa: culture in gioco" in occasione della Giornata dell'Africa 2026, a una domanda sul voto in Parlamento per autorizzare una eventuale missione italiana per garantire la navigazione nello Stretto di Hormuz.

"Vediamo come evolve la situazione, bisogna vedere quali saranno i termini dell'accordo e quando si riaprirà Hormuz una volta raggiunta la tregua, una volta stabilizzata siamo pronti a partecipare", ha spiegato Tajani.

TMNews