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Vince l'inclusione al "Mi fa un baffo il gatto nero Festival"

di TMNews mercoledì 27 novembre 2024
3' di lettura

Roma, 27 nov. (askanews) - Contro pregiudizi, luoghi comuni e in favore dell'inclusione tra esseri umani ed animali. Questa la mission della 4° edizione del "Mi fa un baffo il gatto nero Festival", la kermesse che ha portato sul palco del Teatro della Croce Rossa Italiana a Roma storie e testimonianze dedicate a sconfiggere le false credenze popolari. Ci sono specie a rischio estinzione a causa del cambiamento climatico e la perdita di biodiversità e poi ci sono quelle che rischiano di esserlo per colpa di superstizioni, antiche leggende, che danneggiano e spesso uccidono. Si perseguitano, per esempio e per motivi diversi, i gatti neri, i pipistrelli, i serpenti, le civette e tanti altri animali, ma l'ignoranza e la disinformazione non sono più tollerabili, soprattutto, quando a farne le spese sono creature innocenti. Con questo intento la kermesse nazionale e solidale, promossa dall'associazione Pet Carpet e ideata dalla giornalista Federica Rinaudo che cura anche la direzione artistica, anche quest'anno ha coinvolto numerosi partecipanti felici di condividere il messaggio: gli animali sono tutti uguali e non sono portatori di sfortuna o altre dicerie, ma unicamente di amore.

La finale del 17 novembre, data non casuale che coincide con la Giornata Mondiale del Gatto Nero, è stata realizzata grazie alla collaborazione di realtà leader come Pet Store Conad e Vitakraft, e la collaborazione di Cucciolotta, e inaugurata dalla Fanfara del 4° reggimento a cavallo dell'Arma dei Carabinieri diretta dal Lgt.c.s. Fabio Tassinari, con la sua mascotte Briciola, accolta dagli applausi e l'emozione del pubblico. Oltre a patrocinare l'evento la Polizia di Stato, l'Arma dei Carabinieri, la Croce Rossa e la Fnovi hanno presenziato con una serie di attività: dalle unità cinofile all'importanza della biodiversità.

Sul palco, diretti dal regista Pietro Romano, due grandi amanti degli animali e stelle dello sport: Stefano Pantano, ex azzurro di scherma con un ricco palmares ed oggi commentatore sportivo, e la nuotatrice Alessia Scortechini, oro nei giochi paralimpici di Tokyo e bronzo a Parigi, che hanno dato il benvenuto alla platea gremita e alla giuria di qualità, composta dagli attori Gigi Miseferi, Loredana Cannata, Carmine Faraco, Georgia Viero, i cantanti Donatella Pandimiglio, Stefano Borgia, Sara Pastore, l'autore Paolo Audino, la giornalista Francesca Bastone, l'agente e talent scout Emanuela Corsello, la fotografa Barbara Gallozzi, la campionessa di paracadutismo indoor Lucia Fattori, emozionati e felici di esaminare le opere divise in varie categorie: musica, danza, teatro, libri, fotografia, video social, video dediche.

Sullo schermo i musetti di cani e gatti, ma anche di topolini, tartarughe, ricci, serpenti e le loro storie del cuore hanno permesso di raccontare quanto non ci siano differenze ma solo sentimenti ed affinità che uniscono anche le specie diverse. Per spiegarlo sono state proiettate foto, video social, video dediche che hanno mostrato i momenti quotidiani o le esperienze speciali di esseri umani e animali pet e wild. A vincere l'edizione 2024: per i libri "Forse non sono Dio" di Stefania Gander e "Passeggiate da cani" di Maurizio Minnucci, per l'interpretazione teatrale i giovani attori della Golden Actors diretti da Laura Ruocco: Brenda Le Noci e Fabio Arigò. Nella categoria foto Milena Gianotti con Casimiro, Manuel Fornasier con Mimmi e Gasperino, Stefano Fasciani con Mellow e Lello, Elisabetta Conti con Tramontana, nella categoria video social Sara Perri com l'associazione Mini Fenice, per la danza i ragazzi del musical Abracadown, per la magia il giovane Francesco Miccoli, per la musica la band Team Rocket con interpreti Lis. Nel gran finale le associazioni presenti hanno raccolto il cibo donato dagli spettatori, la cui unica condizione per entrare gratuitamente era proprio quella di portare scorte di cibo da consegnare ai volontari delle associazioni che curano ogni giorno gli animali meno fortunati.

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